Strasburgo, 8 ottobre 2025 – L’Eurocamera ha confermato l’immunità parlamentare a Ilaria Salis (Avs) con uno scarto minimo, appena un voto di differenza: 306 a favore contro 305 contrari. Una vittoria di misura che sembrava chiudere la vicenda, ma che invece ha aperto un nuovo caso politico e tecnico, destinato a far discutere.
Il guasto denunciato
Pochi minuti dopo la proclamazione dell’esito, l’eurodeputato ceco Tomáš Zdechovský (Ppe) ha reso noto di aver chiesto la ripetizione del voto. Il motivo? Un malfunzionamento della pulsantiera del collega tedesco Markus Ferber (Cdu bavarese), che non avrebbe potuto esprimere regolarmente la propria preferenza. Secondo Zdechovský, al momento della votazione erano presenti due tecnici con Ferber, pronti a confermare l’anomalia.
La decisione di Metsola
Il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha respinto la richiesta di ripetere la votazione. “The vote stands”, ha dichiarato seccamente: il voto rimane valido e non può essere annullato. Una presa di posizione netta, che ha immediatamente alimentato polemiche e sospetti, soprattutto considerando l’esiguità del margine con cui Salis ha conservato la sua immunità.
Il clima politico
La vicenda si inserisce in un contesto già incandescente. La destra europea, in particolare Ppe ed Ecr, aveva fatto pressing per la revoca dell’immunità, sostenendo che i reati contestati a Salis fossero anteriori al mandato da eurodeputata. A sostegno di Salis, invece, si era schierata la Sinistra europea e gran parte dei Verdi, parlando di “persecuzione politica” da parte del governo ungherese.
Giallo aperto
Il mancato funzionamento della pulsantiera di Ferber rischia ora di diventare un caso diplomatico e regolamentare. Perché l’eurodeputato non ha chiesto pubblicamente, durante la seduta, la ripetizione immediata del voto? E perché la presidenza ha scelto di non interrompere la procedura, pur a fronte di una segnalazione tecnica?
Al momento, la decisione resta valida e Ilaria Salis mantiene la sua immunità. Ma il giallo della “scheda fantasma” e del voto sul filo di lana rischia di alimentare nuove tensioni politiche a Strasburgo e di trascinare la vicenda in sede giuridica e regolamentare. Una partita che, a sorpresa, potrebbe non essere ancora chiusa.
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Il voto “sul filo” salva l’immunità di Ilaria Salis, ma non chiude il caso: lo scarto di un solo voto e il presunto guasto alla pulsantiera trasformano una decisione formale in un contenzioso politico e regolamentare. La scelta di Metsola (“the vote stands”) tutela la certezza delle procedure, ma lascia aperte due esigenze: trasparenza tecnica su quanto accaduto e responsabilità politica dei gruppi che hanno forzato lo scontro. Finché non arriveranno verifiche puntuali — verbali, log tecnici, eventuali ricorsi — la vicenda continuerà a polarizzare l’Aula, diventando un test sulla credibilità delle votazioni elettroniche e sull’equilibrio tra garanzia del mandato e rigore procedurale. Per ora Salis resta protetta, ma il Parlamento è chiamato a dimostrare che, anche quando il margine è minimo, la fiducia nelle regole non lo è.



















