Il tribunale di Trapani lo ha condannato a dodici anni per concorso esterno a Cosa nostra. Lui è Paolo Ruggirello, ex deputato regionale del Partito Democratico, uno che è passato dalla destra di Raffaele Lombardo al Pd di Renzi fino all’arresto di oggi.
Per lui i pm De Leo e Bettiol avevano chiesto inizialmente vent’anni di carcere. Dopo aver cominciato a fare politica nelle file del centrodestra, Ruggirello aveva aderito al Pd ai tempi della segreteria di Matteo Renzi. Candidato senza successo al Senato durante le elezioni politiche del 2018, l’anno dopo è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa insieme ad altre 27 persone, tutti luogotenenti e gregari di Matteo Messina Denaro.

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L’accusa è chiara: Ruggirello ha cercato il sostegno elettorale della famiglia mafiosa di Trapani, di cui è stato punto di riferimento politico a livello regionale, lavorando anche per far vincere appalti ai diversi clan. L’ex deputato ha ammesso di aver incontrato esponenti di Cosa nostra, i quali gli proposero mille voti in cambio di 50mila euro durante la corsa alle elezioni regionali del 2017: proposta che lui aveva accettato solo per poter interrompere prima possibile la discussione e andarsene.
Dall’inchiesta, tra l’altro, è emerso che Ruggirello è stato un sostenitore dell’elezione di Giuseppe Castiglione, sindaco di Campobello di Mazara, lo stesso paese dove Messina Denaro avrebbe trascorso l’ultima parte della sua latitanza.



















