Sigfrido Ranucci fa tremare il Governo – Arriva l’annuncio che tiene col fiato sospeso – VIDEO

ROMA – 8 novembre 2025
Un nuovo capitolo esplosivo nell’inchiesta di Report sulla presunta mancanza di indipendenza del Garante della Privacy.
Secondo le anticipazioni diffuse dal programma di Rai 3, l’Autorità avrebbe concesso a Meta (Facebook) un maxi-sconto di oltre 32 milioni di euro su una sanzione inizialmente proposta per gravi violazioni legate al primo modello di smart glasses, in grado di registrare video e immagini senza il consenso delle persone riprese.

Da 44 a 12 milioni: il “mistero” della sanzione dimezzata

Come ricostruito da Report, gli uffici tecnici del Garante avevano proposto una multa di 44 milioni di euro, in linea con la gravità delle violazioni contestate.
Ma il Collegio dell’Autorità, dopo una serie di riunioni interne, avrebbe ridotto la sanzione prima a 17 milioni, e infine — in maniera ancora più clamorosa — a 12,5 milioni di euro.

L’elemento che fa esplodere il caso è il tempismo: la riduzione definitiva arriverebbe il giorno dopo un incontro tra Agostino Ghiglia, componente dell’Autorità in quota Fratelli d’Italia, e Angelo Mazzetti, responsabile delle relazioni istituzionali di Meta Italia.

 

L’incontro Ghiglia–Meta e la retromarcia del Garante

Il 16 ottobre 2024, Ghiglia e Mazzetti vengono immortalati insieme a ComoLake 2024, il forum sull’innovazione digitale promosso dalla Presidenza del Consiglio.
Il giorno successivo, il collegio del Garante modifica il provvedimento e abbassa la sanzione dallo 1% allo 0,28% del fatturato annuo di Meta.

Un cambio repentino, che — secondo l’inchiesta — non sarebbe supportato da nuove evidenze tecniche o legali, ma da una decisione “politica” all’interno dell’Authority.

Le parole di Cerrina Feroni: “Rischio danno erariale”

Nei verbali interni del Garante mostrati da Report, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni avrebbe espresso preoccupazione per la decisione del collegio, segnalando possibili conseguenze economiche e istituzionali:

“Qui una sanzione di 44 milioni che noi non irroghiamo… ci possono essere altri profili di responsabilità, perché quei soldi entrano nelle casse dello Stato.”

Una frase che pesa come un macigno: il taglio alla multa, infatti, non è solo una questione di indipendenza amministrativa, ma potrebbe configurare un danno erariale, poiché le sanzioni comminate dal Garante confluiscono direttamente nelle entrate pubbliche.

Il nodo dell’indipendenza: Big Tech e politica

L’inchiesta di Report rilancia un interrogativo cruciale: il Garante della Privacy è davvero indipendente dalle pressioni politiche e dai colossi digitali?
Negli ultimi anni l’Autorità è stata al centro di tensioni per presunti rapporti privilegiati con le piattaforme internazionali e, soprattutto, per la nomina politica di Agostino Ghiglia, ex deputato di Fratelli d’Italia, come membro del Collegio.

Dopo le rivelazioni sui messaggi tra Ghiglia e Giorgia Meloni durante la pandemia — in cui il Garante avrebbe avvisato l’allora leader di opposizione sulla bocciatura del Green Pass — questa nuova puntata rischia di scatenare un vero terremoto istituzionale.

Report: una puntata destinata a far rumore

L’inchiesta firmata da Thomas Mackinson proseguirà domenica sera su Rai 3, con documenti, verbali e testimonianze che ricostruiscono minuto per minuto la sequenza degli eventi tra la proposta iniziale della sanzione, le pressioni interne e l’incontro tra Ghiglia e Meta.

Il programma mostrerà anche documenti inediti sulle riunioni del Garante e sulle motivazioni ufficiali della riduzione della multa, insieme alle dichiarazioni dei funzionari che si erano opposti al taglio.

Un nuovo fronte di crisi per il governo

Le anticipazioni arrivano in un momento già teso per la maggioranza, dopo le accuse sul caso Ghiglia-Meloni e la polemica sul CNEL.
L’inchiesta di Report potrebbe riaccendere lo scontro politico, con il Movimento 5 Stelle e le opposizioni pronte a chiedere le dimissioni immediate di Ghiglia e chiarimenti alla premier Meloni sui rapporti tra l’Autorità e il governo.

“Se il Garante della Privacy diventa una succursale di Colle Oppio, è un problema per la democrazia, non solo per i dati personali”, ha già dichiarato un esponente M5S in Vigilanza Rai.

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VIDEO:

Dopo le anticipazioni sul Green Pass, questa nuova puntata promette di essere una delle più esplosive dell’anno.
Con prove documentali, verbali riservati e incontri d’alto livello, Report punta a dimostrare che la vigilanza sui colossi del web rischia di essere compromessa da legami politici e interessi economici.

Un’inchiesta che non solo mette in discussione l’indipendenza dell’Authority, ma anche la credibilità del governo Meloni nel gestire la trasparenza e la tutela dei cittadini italiani davanti ai giganti della tecnologia.

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