Nel giorno dello scontro tra Azione e M5S, il deputato grillino smentisce ogni contatto con la tiktoker partenopea e attacca il leader di Azione.
– Nel turbolento lunedì della politica italiana, il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri è intervenuto ad Agorà, su Rai Tre, per chiarire due questioni che nelle ultime ore hanno animato il dibattito pubblico: il presunto coinvolgimento della tiktoker Rita De Crescenzo in un evento del M5S e le continue provocazioni del leader di Azione Carlo Calenda, che ha rilanciato il suo attacco al presidente pentastellato Giuseppe Conte.
“Zero contatti con questo tipo di influencer”, ha detto secco Silvestri, smentendo categoricamente ogni indiscrezione sul coinvolgimento della controversa figura social alla manifestazione prevista sabato a Roma. “Una realtà – ha aggiunto – che non sta nemmeno nella cultura del M5S, né in ciò che noi auguriamo ai ragazzi”.
Il “no” del Movimento a De Crescenzo
La questione si era gonfiata sui social nel weekend, dopo che alcuni commentatori avevano ipotizzato una partecipazione della tiktoker napoletana, nota per la sua estetica trash e i video virali, alla piazza organizzata dal Movimento. Un’ipotesi che aveva fatto storcere il naso anche a parte della base. Silvestri ha voluto tagliare corto, ribadendo che il M5S non intende usare influencer controversi per attrarre pubblico o consensi, sottolineando la distanza culturale e politica da quel tipo di comunicazione.
Calenda attacca Conte (e il M5S), Silvestri replica
Ma la puntata di Agorà è stata anche l’occasione per Silvestri per rispondere alle accuse lanciate in giornata da Carlo Calenda. Il leader di Azione, con un post al vetriolo pubblicato su X, ha attaccato Conte accusandolo di populismo, trasformismo e di aver sostenuto, a parole, la pace ma nei fatti le ragioni di Putin. Una lista di accuse lunga e articolata: dal Superbonus alla politica estera, passando per il MES sanitario e i decreti sicurezza.
Calenda ha scritto: “Giuseppe, hai firmato per l’aumento al 2% delle spese per la difesa e adesso fai finta di nulla. Abusi della parola pace sostenendo di fatto le ragioni di Putin […] Hai governato con Salvini, flirtato con Trump, Putin, Maduro e la Cina. Di liberale non hai neppure la pochette”.
Silvestri ha risposto con sarcasmo e un attacco diretto: “Fortunatamente ci sono gli elettori a decidere chi sta in piedi e chi no. Calenda mi sembra che con la sua intelligenza stia al 2-3%, attenzione al fatto che gli elettori non cancellino lui”.
Una replica che coglie due punti fondamentali della strategia comunicativa grillina: ridicolizzare l’avversario e ribadire la centralità della democrazia diretta e del consenso popolare, in contrapposizione a quella che viene percepita come una politica “elitista” da parte di Azione.
Silvia Salis: “Calenda? Io guardo a Genova, non al teatrino”
Nel frattempo, a Genova, la candidata sindaca del centrosinistra Silvia Salis ha cercato di tenersi fuori dallo scontro nazionale, pur riconoscendo la forza polemica delle parole di Calenda: “Le sue sono parole molto forti, ma io penso a Genova e al nostro progetto che sta andando avanti”.
La Salis, sostenuta anche dal M5S, ha sottolineato la fiducia ricevuta dai partiti verso la sua candidatura civica e ha tentato di spostare il discorso su un piano più pragmatico: “Bisogna trovare un dialogo, anche nelle idee più lontane. È all’interno del dialogo che c’è sviluppo politico e culturale”.
Un attacco sistematico al M5S?
Quello di Calenda, più che un semplice affondo, sembra essere parte di una strategia più ampia per marcare il terreno in vista delle prossime europee. Il leader di Azione vuole posizionarsi come l’alternativa credibile al “populismo” grillino, senza però riuscire, almeno per ora, a sfondare nei sondaggi. Come ricordato da Silvestri, Azione oscilla tra il 2 e il 3%, troppo poco per impensierire i vertici del Movimento.
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Conclusioni
Lo scontro tra Calenda e i 5 Stelle sembra destinato a continuare, ma le reazioni di oggi raccontano due approcci molto diversi: da un lato, l’iperbolico pamphlet social del leader di Azione; dall’altro, la dichiarazione netta ma ironica di Silvestri e la diplomazia pragmatica di Salis, che preferisce concentrarsi sui territori.
Mentre il M5S cerca di consolidare la propria immagine pubblica, evitando derive folkloristiche come il caso De Crescenzo, Calenda scommette sulla battaglia identitaria contro Conte. Chi dei due avrà ragione, lo decideranno – come sempre – gli elettori.
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