Il Capo dello Stato richiama istituzioni e mercati alla tutela del risparmio nella Giornata mondiale. “Strumento di crescita sociale, coesione e sviluppo”
ROMA, 28 ottobre 2025 – ore 12:04 (ANSA)
In occasione della Giornata mondiale del Risparmio, giunta alla sua 101ª edizione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A., Giovanni Azzone, sottolineando il ruolo centrale del risparmio “come bene civico e fattore di coesione sociale”.
Nel testo, diffuso dal Quirinale, il Capo dello Stato ribadisce che “la Costituzione riconosce un alto valore civico al risparmio” e che “la sua immediata finalità corrisponde all’aspirazione delle famiglie di perseguire obiettivi di crescita sociale, di risposta ai bisogni e di protezione di fronte alle emergenze”.
“Tutelare il risparmio significa garantire la tenuta del Paese”
Mattarella richiama direttamente l’articolo 47 della Costituzione, che prescrive la tutela del risparmio in tutte le sue forme:
“La Carta – scrive – prescrive la tutela di un bene delle famiglie, e dunque della comunità nazionale. Questa tutela si esprime, anzitutto, nella sua salvaguardia, azione cui devono guardare istituzioni e ordinamenti. Tutelare il risparmio significa favorirne impieghi che ne accrescano il valore, creando condizioni affinché possa agire da leva fondamentale dell’economia.”
Il messaggio del Presidente si inserisce in un contesto economico complesso, con la manovra di bilancio in discussione al Senato e il dibattito aperto sul ruolo degli investimenti privati per sostenere la crescita.
“Dai risparmi alle imprese: necessario trasformare la prudenza in sviluppo”
Il Capo dello Stato richiama la necessità che “i risparmi italiani vengano convertiti in investimenti produttivi”, in grado di sostenere le piccole e medie imprese, gli artigiani e il tessuto economico diffuso.
“La sfida – sottolinea – è costruire un percorso che assicuri la resilienza delle grandi realtà imprenditoriali e delle comunità, allargando, attraverso strumenti appropriati per l’investimento, la platea di quanti possono così concorrere allo sviluppo del Paese.”
Un richiamo che va nella stessa direzione indicata nelle scorse settimane dal presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, secondo cui “il risparmio degli italiani è una risorsa immensa che deve tornare a sostenere l’economia reale, non solo quella finanziaria”.
“L’euro ha rafforzato la tutela del risparmio dei cittadini europei”
Nel messaggio, Mattarella ha anche ricordato il ruolo della moneta unica nel consolidare la stabilità e il potere d’acquisto dei cittadini:
“La stessa moneta dell’euro – prosegue il Capo dello Stato – ha avuto come matrice lo scopo di preservare e rafforzare in maniera più efficace il risparmio dei cittadini europei e il loro potere d’acquisto.”
Il Presidente invita quindi a leggere la Giornata mondiale del Risparmio come un momento di responsabilità collettiva:
“Questa giornata richiama e sollecita a questi doveri. La tutela del risparmio è condizione affinché esso sia fattore di inclusione, di coesione sociale e motore di sviluppo.”
Il contesto: la fiducia dei cittadini e la tenuta del sistema economico
Le parole del Capo dello Stato arrivano in un momento di forte incertezza sui mercati e di crescente sfiducia delle famiglie, con il potere d’acquisto ancora eroso dall’inflazione e con i rendimenti dei titoli di Stato tornati ai livelli pre-pandemia.
Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, oltre 1.800 miliardi di euro di risparmi privati restano fermi nei conti correnti, senza essere reinvestiti nell’economia reale.
Un segnale che, secondo il Quirinale, impone una riflessione più ampia sul rapporto tra stabilità, crescita e responsabilità sociale:
“Il risparmio – conclude Mattarella – è un pilastro di libertà e sicurezza economica. Proteggerlo e valorizzarlo significa difendere la dignità del lavoro e la speranza delle generazioni future.”
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Una visione etica e costituzionale del risparmio
La Giornata mondiale del Risparmio, istituita nel 1924, rappresenta per l’Italia uno dei momenti simbolici di riflessione economica e civica.
Nel solco di questa tradizione, il messaggio del Presidente della Repubblica restituisce al risparmio un valore non solo economico, ma anche etico e politico: strumento di emancipazione individuale e di coesione collettiva, pilastro della stabilità democratica e della responsabilità pubblica.




















