Ospite a Dritto e Rovescio su Rete 4, Luca Sommi attacca frontalmente il governo sul decreto sicurezza e accusa il centrodestra di fare solo fumo negli occhi: “La destra si riempie la bocca con la parola sicurezza, ma non ha mai fatto le cose che servono davvero”
“Sicurezza, sì. Ma non così”
Luca Sommi non ha usato mezzi termini. In un confronto serrato con Paolo Del Debbio, il giornalista e autore ha affrontato di petto il tema della sicurezza urbana, che definisce “una questione reale, seria, drammatica”. Ma – ed è qui il punto – accusa la destra di affrontarla con strumenti sbagliati e narrazioni fuorvianti.
“Sette donne su dieci hanno paura a rientrare a casa da sole la sera. È un dato che dovrebbe bastare a dire che un problema esiste – ha esordito Sommi –. Ma poi bisogna chiedersi: cosa cambia davvero per quella donna, per quella persona, con il nuovo decreto sicurezza?”.
“Il decreto colpisce chi protesta, non chi delinque”
Sommi smonta il decreto con una serie di esempi concreti, incisivi:
“Con questo decreto, non incontrerà più studenti che protestano contro l’alta velocità o il ponte sullo Stretto, perché da illecito diventa reato. Non vedrà più manifestanti pacifici, perché protestare è diventato più rischioso. Era questo il problema di sicurezza? Non era piuttosto la microcriminalità attorno alle stazioni?”.
E incalza: “Chi delinque sa che rischia una pena più alta solo in prossimità della stazione. E se si sposta di 50 metri? Tutti quelli che vivono vicino a una stazione sono più protetti? È una misura senza senso”.
“La destra grida ‘sicurezza’, ma non assume poliziotti”
Per Sommi, la risposta vera sarebbe un’altra: investimenti, forze dell’ordine, presenza sul territorio.
“Dicono di aver fatto 30.000 assunzioni, ma ci sono stati 40.000 pensionamenti. Il saldo è negativo. E intanto si spendono miliardi in armi, carri armati, quando i cittadini hanno bisogno di presidi di polizia nei quartieri. Raddoppierei le forze dell’ordine. Altro che slogan”.
“Inasprire le pene non serve a niente. Lo diceva già Beccaria”
Sul piano della filosofia del diritto, Sommi cita Cesare Beccaria: “Chi vuole delinquere non cambia idea se la pena è 12 mesi o 18. Questo lo sappiamo da secoli. La politica dovrebbe battersi per la certezza della pena, non per l’inasprimento”.
Il problema, dice, è che in Italia si entra in carcere e si esce subito: “La vera sicurezza è che chi commette reati paghi fino in fondo. Il resto sono chiacchiere da comizio”.
“Inasprire le pene non serve a niente. Lo diceva già Beccaria”
Sul piano della filosofia del diritto, Sommi cita Cesare Beccaria: “Chi vuole delinquere non cambia idea se la pena è 12 mesi o 18. Questo lo sappiamo da secoli. La politica dovrebbe battersi per la certezza della pena, non per l’inasprimento”.
Il problema, dice, è che in Italia si entra in carcere e si esce subito: “La vera sicurezza è che chi commette reati paghi fino in fondo. Il resto sono chiacchiere da comizio”.
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“Il decreto è solo marketing. Fra sei mesi non cambierà nulla”
A conclusione, Luca Sommi lancia una sfida al governo: “Vedrete, fra sei mesi non sarà cambiato nulla, nemmeno attorno alle stazioni. Perché inasprire non risolve, e il decreto è solo marketing politico. Se ci fosse una vera misura efficace, io applaudirei. Ma questo è solo un manifesto elettorale”.
E chiude con una battuta amara, citando Dante: “Un’aggressione feroce, disumana, quasi dantesca. Ma nemmeno un sindaco di destra avrebbe potuto impedirla. Perché la sicurezza non dipende dai sindaci, ma dai governi centrali. E questo governo, finora, ha solo alzato la voce. Non ha fatto nulla”.
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