Roma, 3 novembre 2025 —
La fotografia scattata questa settimana dai sondaggi SWG per La7 e Piepoli per Rai Radio1 racconta un quadro politico in movimento, ma con alcune costanti: Giorgia Meloni resta saldamente prima, Giuseppe Conte mantiene una base elettorale stabile sopra il 12,5%, e la maggioranza di governo mostra segnali di affaticamento, con Lega e Forza Italia in calo.
Il rilevamento SWG, illustrato nel telegiornale di Enrico Mentana, è datato 3 novembre 2025 e conferma la premier in testa, ma senza più l’effetto-traino di un tempo. Allo stesso tempo, i dati Piepoli mostrano una progressiva erosione della fiducia complessiva nel governo, già emersa nei sondaggi YouTrend di Sky TG24.
Meloni ancora prima, ma la crescita si ferma
Secondo SWG, Fratelli d’Italia si attesta al 31,4%, in lieve rialzo rispetto alla settimana precedente (+0,2).
Un incremento minimo che però non nasconde il rallentamento strutturale del consenso: negli ultimi tre mesi il partito della premier ha guadagnato appena mezzo punto, un dato che segnala una fedeltà più che una crescita elettorale.
A confermare il trend è anche il sondaggio Piepoli, che assegna a FdI una forbice tra 30,8% e 31,6%, in calo rispetto ai massimi di primavera.
La tenuta del partito di Meloni è dunque più apparente che reale: l’elettorato rimane fedele, ma non si allarga, e la sfiducia nel governo (59% di giudizi negativi secondo YouTrend) pesa sul clima politico generale.
Cala la Lega, arretra Forza Italia: tensioni nel centrodestra
Il dato più allarmante per la maggioranza riguarda gli alleati di Fratelli d’Italia.
La Lega resta ferma all’8,2%, ma senza segnali di ripresa.
Il partito di Matteo Salvini non beneficia neppure delle recenti iniziative mediatiche — come la proposta di legge per limitare il numero di parrucchieri e barbieri — che anzi hanno attirato critiche e ironie anche all’interno del centrodestra.
Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, scende all’8,0% (-0,1), segno che l’elettorato moderato guarda con crescente disillusione al governo.
A completare il quadro, Noi Moderati di Lupi, Cesa e Brugnaro resta all’1%, confermando la sostanziale marginalità dell’area centrista della coalizione.
Nel complesso, la maggioranza di governo (FdI, Lega, FI e Noi Moderati) scende sotto il 49% complessivo, perdendo quasi due punti rispetto a settembre.
Conte resiste sopra il 12,5%: M5S ancora terza forza
Nel campo dell’opposizione, Giuseppe Conte si conferma terza forza stabile del Paese.
Il Movimento 5 Stelle è stimato da SWG al 12,6% (-0,2), ma resta sopra la soglia del 12,5% indicata anche dal sondaggio Piepoli, che rileva “una leggera crescita di fiducia personale” per l’ex premier. Mentre per l’istituto Piepoli dà il Movimento di Conte con una crescita di +0,5%.
Il partito mostra una base solida e compatta, sostenuta da una fascia di elettori delusi dal PD ma non disposti a spostarsi verso il centro.
Conte, che nelle ultime settimane ha intensificato la sua presenza mediatica sui temi sociali e ambientali, sembra beneficiare dell’immobilismo delle altre opposizioni e del clima di sfiducia verso il governo.
Il PD arretra, Verdi e Sinistra in calo
Il Partito Democratico di Elly Schlein resta secondo partito, ma scende al 21,9% (-0,1), proseguendo un trend di lieve ma costante flessione.
La segretaria dem paga la difficoltà nel costruire una coalizione alternativa e nel marcare una linea autonoma sui temi economici.
Cala anche l’Alleanza Verdi e Sinistra, che passa dal 6,8% al 6,6%, segnale di una stanchezza nella base progressista, che fatica a percepire un messaggio unitario.
Centro in stallo: Azione e Italia Viva fermi, +Europa in lieve ripresa
Nel campo centrista, la situazione resta immutata:
Azione di Carlo Calenda si mantiene al 3,1%,
Italia Viva di Matteo Renzi al 2,5%,
+Europa cresce lievemente all’1,7% (+0,1).
Nel complesso, il polo liberale resta sotto il 7,5%, una cifra lontanissima dalle ambizioni del 2022 e insufficiente a pesare sul quadro politico.
COSA DICE DI RILEVANTE L’ISTITUTO PIEPOLI:
Nel nuovo rilevamento Piepoli emerge un segnale politico netto: il Movimento 5 Stelle imbocca una traiettoria di crescita stimata in circa +5 punti rispetto alle precedenti misurazioni, mentre il Partito Democratico registra una flessione di pari entità (-5%). Il sorpasso non c’è, ma il trend è chiaro: i 5 Stelle guadagnano slancio sull’asse “costo della vita–servizi”, mentre il PD arretra, compresso dalla competizione nel campo progressista. Con un 32% tra indecisi e astenuti, fotografato dallo stesso istituto, la forbice resta mobile — ma il momentum, per ora, pende dalla parte dei pentastellati.
Il partito del non voto cresce: un italiano su tre non si esprime
Il dato forse più significativo è quello degli indecisi e astenuti, che tocca il 31% (+1) secondo SWG e supera il 38% secondo le stime di YouTrend.
Un numero enorme, che segnala una sfiducia sistemica: più di un elettore su tre non saprebbe oggi chi votare o dichiara di voler disertare le urne.
Si tratta del livello più alto dalla crisi del 2021, e coincide con l’aumento dei giudizi negativi sul governo (59%) e con la percezione di paralisi politica generale.
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Conclusione: il centrodestra scricchiola, l’opposizione non sfonda
I sondaggi di Mentana–SWG e Piepoli mostrano un’Italia polarizzata e disillusa.
Meloni mantiene la leadership, ma il vento del consenso che l’aveva spinta oltre il 33% sembra essersi fermato.
La Lega e Forza Italia perdono terreno, Conte regge, mentre il PD non riesce a trarne vantaggio.
L’unico dato in crescita costante è quello dell’astensione.
Segno che, dopo due anni di governo, la politica italiana appare sempre più distante dai problemi concreti dei cittadini e incapace di riaccendere entusiasmo.
“La Meloni resta forte, ma l’Italia non ci crede più come prima”, commenta un sondaggista di SWG.
“La luna di miele è finita: ora il governo deve affrontare il peso delle promesse non mantenute.”



















