All’indomani della vittoria schiacciante di Eugenio Giani in Toscana, che ha rafforzato l’asse del “campo largo” PD–M5S–AVS, arrivano i nuovi sondaggi nazionali SWG per La7, fotografando un Paese sostanzialmente stabile nelle intenzioni di voto ma con segnali chiari: Fratelli d’Italia resta primo partito sopra il 30%, il Partito Democratico arretra lievemente, mentre la Lega sprofonda ai livelli più bassi degli ultimi anni.
Fratelli d’Italia ferma al 30,8%, PD al 21,8%
Secondo la rilevazione condotta tra l’8 e il 13 ottobre, Fratelli d’Italia si mantiene al 30,8%, lo stesso valore della scorsa settimana, confermandosi forza dominante della coalizione di governo.
Il Partito Democratico cala leggermente al 21,8% (-0,1), mentre il Movimento 5 Stelle scende al 13,4% (-0,2).
Il Movimento 5 Stelle cala leggermente nelle intenzioni di voto SWG: 13,4% il 13/10 contro 13,6% del 6/10 (−0,2). Un arretramento minimo che arriva anche dopo le elezioni in Toscana, segnalando una fase di stasi più che di espansione. La spinta coalizionale nelle regionali non si traduce, per ora, in un dividendo nazionale stabile: il M5S resta su valori medio-bassi del suo zoccolo duro. La sfida, nelle prossime settimane, sarà convertire l’attenzione su caro-vita, sanità e legalità in consenso aggiuntivo e riaprirsi agli astenuti, dove il Movimento continua a perdere terreno potenziale.
Lega ai minimi storici. Nelle intenzioni di voto SWG del 13 ottobre la Lega è all’8,7% (-1), il punto più basso della legislatura. Rispetto al suo massimo elettorale delle Europee 2019 (34,3%) ha perso circa 25,6 punti; se si guarda ai picchi dei sondaggi dell’estate 2019 (37–38%), il calo sfiora i 29–30 punti. La fotografia è ribadita dalla batosta in Toscana: nella 2ª proiezione TG La7–SWG per le Regionali la lista Lega si ferma al 4,9%, superata da Forza Italia (6,2%) e con un peso marginale nella coalizione di Tomasi.
Forza Italia perde due decimali, fermandosi al 7,8%, mentre la lista Verdi e Sinistra resta stabile al 6,8%, trainata dai risultati positivi del voto regionale e dal tema ambientale.
Il centro resta marginale: Azione e Italia Viva tra il 2 e il 3%
Nel campo centrista, Azione di Carlo Calenda registra un leggero incremento al 3,1% (+0,1), mentre Italia Viva di Matteo Renzi sale al 2,4% (+0,2).
Piccolo progresso anche per +Europa, che arriva all’1,9% (+0,1).
Complessivamente, l’area liberal–riformista rimane intorno al 7–8%, lontana dalle doppie cifre di un tempo.
Il fronte dell’astensione cresce ancora: 33% di indecisi
Il sondaggio SWG segnala un aumento del non voto: il 33% degli intervistati dichiara di non sapere se e per chi votare (+2 punti in una settimana).
Un dato che riflette la sfiducia generalizzata e la stanchezza politica dopo mesi di tensioni internazionali e scontri interni nella maggioranza.
L’analisi politica: il peso del voto toscano
Il trionfo di Giani e il buon risultato del campo progressista sembrano non aver scalfito il primato nazionale di Giorgia Meloni, ma hanno rafforzato l’idea di una coalizione alternativa competitiva, capace di vincere dove il PD guida un’alleanza larga e coesa.
Il crollo della Lega, tuttavia, rischia di riaprire la questione della leadership nel centrodestra: con FdI sopra il 30% e il Carroccio sotto il 9%, il rapporto di forza interno appare ormai definitivo.
Sul versante opposto, Conte e Schlein puntano a capitalizzare la vittoria toscana per rilanciare un progetto comune anche a livello nazionale.
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Conclusione
Il sondaggio conferma una tenuta complessiva della premier Meloni, ma segnala anche la tenacia del blocco progressista e la crisi strutturale di Salvini.
Dopo la Toscana, il campo largo esce rafforzato politicamente, mentre la destra deve fare i conti con un equilibrio ormai sbilanciato a favore di Fratelli d’Italia.
La prossima prova: le regionali di Puglia e Veneto a novembre, dove si misurerà davvero la tenuta nazionale dei partiti.



















