Sondaggi su LA7: Mentana annuncia che cresce solo un partito al Vertice. Ecco chi – TUTTI I DATI

Nell’ultimo sondaggio SWG per il Tg La7, illustrato da Enrico Mentana e riferito al 1° dicembre 2025, la fotografia politica del Paese ha due messaggi chiari. Il primo: al vertice Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito, pur con un lieve calo. Il secondo: tra le principali forze politiche l’unica a crescere è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che consolida la terza posizione e accorcia le distanze dal Partito Democratico.

Sul resto dello schieramento, il quadro è fatto di piccoli assestamenti, più che di scossoni, ma con un dato di fondo che continua a pesare: il 31% degli intervistati dichiara di non voler esprimere una scelta di voto. Quasi un elettore su tre resta quindi ai margini della contesa.

Fratelli d’Italia: primo partito, ma in lieve arretramento

In cima alla classifica, Fratelli d’Italia si conferma saldamente primo con il 31,3%, anche se in calo di 0,3 punti rispetto al 31,6% del 24 novembre. Un arretramento contenuto, che non mette in discussione la leadership del partito di Giorgia Meloni, ma segnala una fase di assestamento dopo mesi di sostanziale stabilità.

Il dato racconta di una forza che continua a essere il fulcro del centrodestra e del governo, ma che non vive più la fase di crescita continua registrata nella lunga scia delle politiche 2022. In un quadro di consenso ancora molto alto, la sfida per FdI sembra essere quella di difendere il proprio spazio da logoramenti di governo e competizione interna alla coalizione.

Partito Democratico: secondo, ma in leggero calo

Alle spalle di Fratelli d’Italia, il Partito Democratico si attesta al 22,2%, perdendo 0,1 punti rispetto alla settimana precedente (22,3%). Una flessione quasi simbolica, che però conferma un trend: il Pd resta stabilmente secondo, ma non riesce a compiere quel salto in avanti necessario per insidiare davvero la vetta.

Il Pd continua a muoversi in un’area di consenso significativa, sopra il 22%, ma il sorpasso su FdI appare al momento lontano. La vera partita, per i dem, si gioca sul campo della competizione a sinistra e del rapporto con il Movimento 5 Stelle, sempre più vicino nelle percentuali.

Movimento 5 Stelle: l’unico grande partito in crescita

Il dato politicamente più rilevante del sondaggio riguarda il Movimento 5 Stelle. La forza guidata da Giuseppe Conte sale al 12,7%, con un +0,2 rispetto al 12,5% di una settimana fa.

Si tratta di una crescita contenuta, ma significativa per due motivi:

  1. È l’unico tra i partiti leader a registrare un progresso, mentre FdI e Pd arretrano leggermente e gli altri big sono fermi.

  2. Conferma il M5S come terza forza del Paese, con un distacco ancora importante dal Pd ma non più siderale.

Il Movimento prova così a consolidare il proprio spazio come polo autonomo nel campo progressista, intercettando una parte dell’elettorato critico verso il governo ma anche diffidente nei confronti del Pd. La dinamica, se confermata nelle prossime rilevazioni, potrebbe riaprire il dibattito sulle future alleanze e sugli equilibri dell’opposizione.

Centrodestra di governo: FI stabile, Lega in recupero

Nel campo del centrodestra, a fianco di Fratelli d’Italia, il sondaggio SWG segnala una stabilità per Forza Italia e un piccolo passo avanti per la Lega.

  • Forza Italia resta al 7,9%, esattamente come una settimana fa.

  • Lega sale dal 7,7% al 7,9%, con un +0,2 che la porta a pari livello con FI.

Il quadro della coalizione di maggioranza è quindi quello di una forza dominante (FdI) affiancata da due partiti medi, sostanzialmente allineati nelle percentuali. Il recupero leghista, se confermato, potrebbe ridare fiato alla competizione interna per il ruolo di secondo pilastro della coalizione, mentre Forza Italia mostra una tenuta che smentisce per ora i pronostici più pessimisti.


Verdi e Sinistra: lieve calo ma peso stabile

L’alleanza Verdi e Sinistra si colloca al 6,9%, in lieve calo rispetto al 7,0% della settimana precedente (-0,1). Anche in questo caso il movimento è minimo, ma il dato conferma la presenza di un’area a sinistra del Pd che mantiene un consenso non trascurabile, potenzialmente decisivo in qualsiasi ragionamento di coalizione.

Il “partito” degli indecisi e il ruolo delle liste minori

Se si guarda oltre i partiti principali, il sondaggio SWG offre una fotografia articolata del centro, delle forze minori e dell’area liberaldemocratica.

  • Azione è al 3,3%, stabile rispetto alla rilevazione del 24 novembre.

  • Italia Viva scende dal 2,5% al 2,4% (-0,1).

  • +Europa cresce dall’1,4% all’1,5% (+0,1).

  • Noi Moderati resta ferma all’1,2%.

  • La voce “Altre liste” sale dal 2,6% al 2,7% (+0,1).

Nel complesso, l’area centrista e liberal-democratica si muove in una forbice che va dall’1 al 3%, senza grandi scossoni. Azione mantiene la posizione più alta, seguita da Italia Viva e +Europa, ma nessuna di queste forze sembra, al momento, in grado di rompere il tetto che separa le percentuali marginali da quelle potenzialmente decisive.

A fare davvero la differenza è però il dato degli elettori che non si esprimono: il 31%, in aumento di un punto. Un numero enorme, che indica un vasto bacino di astensionismo potenziale, indecisione o disillusione politica. In altre parole, esiste un “partito del non voto” che, se fosse rappresentato in un grafico accanto alle sigle tradizionali, sarebbe di gran lunga la prima forza del Paese.

Il sondaggio SWG mandato in onda da Enrico Mentana offre dunque una doppia chiave di lettura. Da un lato, Fratelli d’Italia domina ancora la scena, con un vantaggio molto netto sul Partito Democratico e su tutte le altre forze. Nessun rivolgimento degli equilibri, nessun terremoto immediato.

Dall’altro, però, tra i partiti leader l’unico segno più è quello del Movimento 5 Stelle, che cresce e consolida il proprio ruolo di terzo polo, mentre Pd e FdI arretrano leggermente e gli altri restano fermi. È un segnale sottile ma politicamente rilevante: in un quadro apparentemente statico, il M5S prova a ritagliarsi uno spazio di crescita.

Sul fondo, la grande incognita degli indecisi e di chi non si esprime, quel 31% che continua a ricordare come la partita politica italiana non si giochi solo tra i simboli nei grafici dei sondaggi, ma anche – e forse soprattutto – nella distanza crescente tra una parte consistente del Paese e l’offerta politica oggi in campo.

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Guardando avanti, le prossime tornate elettorali – amministrative, europee o politiche che siano – saranno il banco di prova di tre domande chiave:

  1. FdI saprà trasformare il proprio primato in un consenso strutturale, o inizierà l’erosione da “partito di governo”?

  2. Pd e M5S sceglieranno la strada della competizione permanente o quella di una cooperazione strategica, almeno su alcuni temi?

  3. Qualcuno riuscirà a parlare davvero a quell’enorme area di cittadini che oggi sceglie il silenzio, l’astensione o il “non so”?

I sondaggi di Mentana, per ora, consegnano una fotografia chiara ma non definitiva: il vertice è saldo, il Movimento 5 Stelle è l’unico big in crescita e il centrodestra nel complesso tiene. Ma sotto la superficie si muove un elettorato fluido, pronto a premiare chi saprà offrire non solo slogan, ma una visione credibile di futuro su lavoro, diritti, ambiente e sicurezza sociale. È su questo terreno – più che nei decimali del prossimo sondaggio – che si giocherà davvero la prossima partita politica italiana.

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