Sondaggio boom – Davano Conte per sconfitto e invece… Arriva il dato shock che sorprende tutti

ROMA — Il nuovo sondaggio Ipsos-Doxa per il Corriere della Sera, diffuso il 30 novembre 2025 e commentato da Nando Pagnoncelli, restituisce l’immagine di un quadro politico sostanzialmente stabile, ma con alcuni movimenti significativi. Fratelli d’Italia consolida la propria posizione di primo partito, il Partito Democratico guadagna terreno, mentre il Movimento 5 Stelle resta alto con il proprio consenso, attestandosi al 13,5%.

Fratelli d’Italia resta la prima forza del Paese, ma la fiducia nel Governo della Meloni cade!

Nel campo della maggioranza di governo, Fratelli d’Italia conferma il proprio peso specifico: il partito della premier viene stimato al 28%, esattamente come nel sondaggio precedente. La leadership nel sistema dei partiti non è in discussione, anche se l’indagine segnala una leggera erosione del consenso verso l’esecutivo nel suo complesso.

L’indice di apprezzamento del governo, calcolato sulle sole valutazioni espresse (escludendo i “non sa”), scende infatti dal 42% al 40%, mentre quello della presidente del Consiglio passa dal 44% al 42%. Non si tratta di un crollo, ma di un segnale di raffreddamento che gli analisti collegano sia al clima economico, sia alle tensioni politiche interne alla maggioranza.

Opposizioni: il Pd sale al 21,6%, Schlein cresce nei consensi personali

Sul fronte delle opposizioni, il dato più rilevante è la crescita del Partito Democratico, che guadagna 0,7 punti e raggiunge il 21,6%. La tendenza è letta in connessione con i risultati positivi delle recenti elezioni regionali, in particolare in Puglia e Campania, dove il centrosinistra ha mostrato una capacità competitiva superiore alle attese.

Anche sul piano della fiducia nei leader, la segretaria dem registra un segnale in controtendenza: l’indice di apprezzamento di Elly Schlein sale dal 23% al 25%. Un incremento contenuto, ma significativo in un quadro in cui quasi tutti gli altri leader rimangono fermi.

Movimento 5 Stelle solido al 13,5%: più alto di altri sondaggi e consenso consolidato

Il Movimento 5 Stelle viene stimato al 13,5%, esattamente come nel sondaggio di ottobre. A prima vista, la linea piatta potrebbe essere letta come assenza di slancio. Tuttavia, in un contesto politico altamente polarizzato e con una competizione sempre più forte tra Pd e FdI, la tenuta del M5S assume un significato preciso: il movimento conferma uno zoccolo duro di consenso a doppia cifra, che resiste alle oscillazioni del quadro generale.

La stabilità, in questo caso, non coincide con irrilevanza: il M5S continua a rappresentare il terzo perno dell’area di opposizione, collocandosi dietro al Pd ma davanti ad altre forze progressiste e a buona parte dei partiti minori. In un’eventuale prospettiva di coalizione o di accordi elettorali, quel 13,5% avrebbe un peso determinante nella costruzione di un fronte alternativo al centrodestra.

Avs e forze minori: poche variazioni, quadro cristallizzato

Restano stabili anche i valori di Alleanza Verdi-Sinistra, ferma al 6,3%, mentre per le forze minori le variazioni sono minime e non alterano gli equilibri complessivi. Il sistema politico continua così a presentarsi come diviso tra alcuni grandi blocchi e una fascia di partiti medio-piccoli che, pur non incidendo da soli sugli equilibri di potere, possono risultare decisivi in scenari di alleanza.

Il ritorno del dibattito sulla legge elettorale

Un dato politico non secondario evidenziato da Ipsos-Doxa riguarda il rapporto di forza tra governo e opposizioni nel loro complesso. Le recenti regionali hanno mostrato che, quando i partiti di opposizione riescono a presentarsi uniti, possono risultare competitivi con le forze di governo. È anche alla luce di questo elemento che, come rileva il Corriere, si torna a parlare di una possibile riforma della legge elettorale.

L’ipotesi di modificare il sistema di voto è ancora in una fase preliminare, ma il solo fatto che il tema sia rientrato nell’agenda politica è un segnale di come la distribuzione dei consensi costringa i partiti a ragionare non solo di programmi, ma anche di regole del gioco.

In sintesi, il sondaggio descrive un’Italia politica apparentemente immobile ma, in realtà, attraversata da movimenti sottili:

un centrodestra che mantiene il primato ma vede leggermente raffreddarsi la fiducia verso governo e premier;

un Pd in lenta crescita, che prova a capitalizzare i successi amministrativi;

un Movimento 5 Stelle consolida il suo 13,5%, dimostrandosi forza strutturale dell’area di opposizione.


Proprio la tenuta del M5S, combinata con i progressi del Pd e la stabilità di Avs, alimenta l’ipotesi che un fronte unitario di opposizione possa diventare, nelle prossime tornate elettorali, un competitor credibile del blocco di governo. In questo scenario, il dato del 13,5% non è solo una percentuale ferma: è il segnale che il Movimento resta un attore centrale, in grado di spostare gli equilibri tanto nei numeri parlamentari futuri quanto nelle trattative politiche che accompagneranno la prossima stagione elettorale.

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Metodologia del sondaggio

Il sondaggio è stato realizzato da Ipsos-Doxa per il Corriere della Sera su un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per genere, età, livello di istruzione, area geografica e dimensione del comune di residenza.
Sono state effettuate 1.000 interviste valide su 4.240 contatti complessivi, con metodologia mixed mode (CATI, CAMI, CAWI) tra il 24 e il 27 novembre 2025.

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