La prima fotografia politica “post-divorzio” tra Roberto Vannacci e la Lega arriva da Porta a Porta: l’istituto guidato da Alessandra Ghisleri misura non solo il clima sul referendum giustizia, ma anche le intenzioni di voto sui partiti. E il dato che salta agli occhi è doppio: da un lato il Movimento 5 Stelle cresce in modo netto, dall’altro fa la sua comparsa la nuova lista di Vannacci, Futuro Nazionale, che debutta già con un numero non trascurabile.
Il messaggio complessivo della rilevazione è chiaro: mentre i due grandi partiti arretrano leggermente, Giuseppe Conte torna a guadagnare terreno e si rimette in scia nel campo dell’opposizione, in una fase in cui l’elettorato appare ancora altamente mobile e – soprattutto – largamente indeciso.
Il dato politico del giorno: M5S a 11,3%, crescita “pesante” (+1,1)
Nel sondaggio Ghisleri, il M5S sale all’11,3%, registrando un balzo dell’1,1%. Non è una variazione marginale: è uno scarto che, in termini politici, segnala un movimento reale, un travaso in corso o una rimobilitazione di area.
Tradotto: Conte “vola” non perché raggiunge i livelli dei due partiti maggiori, ma perché è l’unico tra i principali player a fare un salto significativo dentro una rilevazione in cui gli altri oscillano di decimi o arretrano.
FdI sotto quota 30: 29,8% (-0,2). Pd a 23,1% (-0,3)
Sul fronte dei primi due partiti, la tendenza è di lieve flessione:
Fratelli d’Italia: 29,8%, in calo di 0,2 rispetto al 12 gennaio
Partito Democratico: 23,1%, in calo di 0,3
Non è un crollo, ma è un segnale: il quadro non è statico e i consensi si stanno redistribuendo, in un contesto dove la campagna referendaria e i temi sicurezza/giustizia polarizzano, ma non sempre consolidano.
Centrodestra: Lega in calo, FI stabile. E Vannacci debutta all’1,6%
Nel perimetro della maggioranza, i numeri raccontano tre cose diverse:
Forza Italia resta stabile al 9%
Lega scende all’8% con un calo di 0,5
Futuro Nazionale (Vannacci) debutta all’1,6% nella prima rilevazione dopo l’addio ufficiale alla Lega
Questo è il punto politicamente esplosivo: Vannacci entra subito in area “visibile”, abbastanza da mettere pressione sia a Salvini (per sottrazione diretta) sia a tutto il blocco sovranista (perché apre un canale alternativo dentro la stessa famiglia politica).
Il resto del quadro: AVS 6,4%. Azione 3,7%. Italia Viva scende (2%)
Nel campo delle altre forze:
Alleanza Verdi e Sinistra: 6,4% (-0,1)
Azione: 3,7% (+0,1)
Italia Viva: 2% (calo -0,8)
+Europa: 1,8% (+0,2)
Noi Moderati: 0,8% (-0,2)
Qui la notizia “vera” non è tanto la micro-variazione, quanto la fotografia: la frammentazione resta alta, e ogni decimo diventa potenziale merce di scambio in coalizione.
I blocchi: centrodestra al 47,6%, “campo progressista” al 44,6. Ma domina ancora l’incertezza
Ghisleri fotografa anche l’aggregazione per aree:
Centrodestra: 47,6%
Campo progressista (senza Azione): 44,6% (+0,1)
Numeri ravvicinati, ma con un convitato di pietra che pesa più di tutti: astenuti/indecisi al 45,7%, anche se in calo di 2,6. È un dato enorme: vuol dire che la partita, oggi, è ancora soprattutto su chi riesce a mobilitare, non solo su chi convince.
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Questo sondaggio, per come è costruito, consegna due evidenze politiche: Conte torna a prendere slancio e lo fa nel modo più utile possibile – con un aumento netto, non cosmetico – mentre nel centrodestra si apre una variabile nuova e potenzialmente destabilizzante: Vannacci esiste elettoralmente già al primo test e la Lega, non a caso, paga un calo.
La sensazione è che la fase che porta al referendum e alla primavera politica possa diventare un acceleratore: chi polarizza e mobilita cresce, chi resta impantanato in una dinamica difensiva perde terreno. E oggi, dentro questa fotografia, quello che corre di più è Conte.



















