Sondaggio leader, Giuseppe Conte non si ferma più… Ecco cosa sta accadendo sul Podio…

Nel nuovo “Borsino dei leader” diffuso da Tecnè per l’agenzia Dire / Monitor Italia, Giuseppe Conte registra un significativo passo avanti: 31,2% di valutazioni positive (voti 6-10), con un +0,2 rispetto alle rilevazioni precedenti riportate in grafica. Non è un balzo clamoroso, ma è il classico movimento che in una classifica di “gradimento” conta: perché consolida Conte nella fascia medio-alta e lo rimette al centro della partita dell’opposizione.

Il dato più evidente resta comunque la distanza dal vertice: Giorgia Meloni guida ancora con 46,8% e non mostra scosse (in grafica è indicata come stabile). Ma la fotografia della settimana dice anche altro: Conte non solo “vede” Meloni da lontano, ma soprattutto si posiziona sopra Elly Schlein e amplia il margine su Matteo Salvini. In un quadro politico dove la leadership non è solo una questione di partito, ma anche di percezione personale, questi scarti diventano indicatori utili per leggere rapporti di forza e tensioni interne.

La classifica: Meloni prima, Tajani secondo, Conte terzo

La graduatoria riportata in grafica è netta:

Giorgia Meloni: 46,8% (stabile)

Antonio Tajani: 39,5% (-0,1)

Giuseppe Conte: 31,2% (+0,2)

Elly Schlein: 28,9% (-0,1 rispetto al 22/1; +0,2 rispetto all’8/1)

Matteo Salvini: 27,0% (-0,1; -0,2)

Carlo Calenda: 21,3% (-0,2)

Angelo Bonelli: 16,2% (+0,2)

Nicola Fratoianni: 15,6% (-0,2)

Riccardo Magi: 13,7% (+0,1; +0,2)

Matteo Renzi: 13,6% (+0,2)


Il blocco di testa, quindi, resta a trazione di governo (Meloni e Tajani), ma la “notizia politica” sta nel terzo posto: Conte.

Conte cresce nel punto giusto

Il +0,2  è una svolta statistica da titoli epocali, però arriva nel momento giusto e nel punto giusto della classifica: quello che separa i leader con percezione nazionale più ampia dal resto del gruppo.

Conte, infatti, supera Schlein (28,9%) di 2,3 punti e Salvini (27,0%) di 4,2 punti. È questo il cuore della dinamica: non è tanto l’inseguimento a Meloni (che resta lontana), quanto il consolidamento del primato personale nell’area di opposizione dentro questa specifica misurazione di “valutazioni positive”.

Sopra Schlein: un segnale nel derby permanente dell’opposizione

Il fatto che Conte sia davanti a Schlein è politicamente rilevante per due ragioni.

La prima è numerica: 31,2 contro 28,9. In una fase in cui il centrosinistra si muove spesso in ordine sparso e la competizione tra identità diverse è continua, stare sopra in una classifica di gradimento significa poter rivendicare un ruolo di traino, almeno sul piano dell’immagine.

La seconda è dinamica: Schlein, nel confronto indicato in grafica, mostra un andamento più oscillante (un -0,1 in un confronto e un +0,2 in un altro), mentre Conte appare più lineare nel passo in avanti. Anche qui: non è una rivoluzione, ma un “segnale” coerente.

E soprattutto sopra Salvini: la fotografia della crisi leghista nella percezione

Il distacco su Salvini è ancora più marcato: 4,2 punti. E Salvini, nella grafica, risulta in calo (-0,1 e -0,2 a seconda del confronto temporale).

Tradotto: mentre Conte si muove leggermente verso l’alto, Salvini scivola. È un incrocio che pesa perché parla anche del momento dei due: Conte si riprende spazio, Salvini fatica a ritrovare centralità. Non significa automaticamente trasferimento di voti (gradimento e intenzioni di voto sono cose diverse), ma restituisce una percezione: Conte è considerato “più affidabile/positivo” di Salvini da una quota maggiore di intervistati in questa rilevazione.

Tajani alto e (quasi) immobile: il secondo posto che rafforza l’area governo

Se Meloni resta stabilmente prima, Tajani si conferma secondo con un 39,5%, pur con un lieve -0,1. Anche questo dato è importante perché descrive un governo che, sul fronte leadership, non vive solo della premier: il vicepremier e ministro degli Esteri mantiene un profilo di consenso personale alto.

Il risultato complessivo è che il “blocco alto” della classifica resta largamente presidiato dalla maggioranza: Meloni + Tajani.

Il resto della classifica: Calenda in calo, Bonelli su, Renzi e Magi in lieve crescita

Dietro ai primi cinque, la classifica mostra movimenti minuti ma leggibili:

Calenda a 21,3% con -0,2: è una flessione che lo tiene lontano dal gruppo dei leader sopra il 25%.

Bonelli cresce a 16,2% con +0,2: è un rialzo che lo mette davanti a Fratoianni (15,6%), che invece perde -0,2.

Magi sale a 13,7% e Renzi a 13,6%, entrambi con variazioni positive (Renzi +0,2, Magi +0,1/+0,2 a seconda del confronto).


Sono numeri più bassi, ma utili a capire come, nel “campo largo” e nel centro, i leader si muovano spesso su scarti minimi: basta poco per guadagnare una posizione o perderla.

Cosa dice davvero questa fotografia

Questa rilevazione non assegna seggi e non decide elezioni, ma dice qualcosa di concreto: Conte è in risalita e si colloca nel punto della classifica dove l’effetto politico è massimo, cioè sopra gli altri leader dell’opposizione più visibili.

Meloni resta lontana e stabile, Tajani resta alto. Ma nella fascia subito sotto, Conte si ritaglia un ruolo che, sul piano simbolico, vale come un messaggio: nel “borsino” delle percezioni positive, oggi è lui quello che guida il gruppo degli inseguitori.

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Se il trend continuerà, Conte potrà rivendicare non solo la “tenuta” del Movimento, ma anche un fatto più spendibile in campagna: essere il leader dell’opposizione meglio valutato in questa classifica. E quando la politica entra in modalità referendum, scontri e polarizzazione, spesso è proprio lì — nella percezione personale — che si misura chi riesce a trasformare una fase confusa in un vantaggio.

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