Sondaggio Porta a Porta, anche Bruno Vespa deve ammetterlo: Conte sta… oltre +1… – I DATI

Per settimane il quadro era sembrato quasi immobile, con Fratelli d’Italia saldamente davanti, il Partito democratico impegnato a contenere la distanza e il Movimento 5 Stelle costretto a inseguire. Poi, all’improvviso, arriva una rilevazione che cambia il tono del racconto politico e rimette in movimento gli equilibri. Non perché ribalti da sola i rapporti di forza, ma perché segnala uno scossone vero: il partito che cresce di più è il M5S di Giuseppe Conte, mentre il partito della premier accusa una frenata pesante e il campo largo si riavvicina fino a sfiorare il sorpasso.

Il dato che colpisce di più: il Movimento 5 Stelle guadagna 1,2 punti

Il sondaggio Only Numbers di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta, diffuso il 7 aprile 2026, fotografa un Movimento 5 Stelle in netta crescita: il partito di Conte sale infatti all’11,7%, con un incremento di 1,2 punti rispetto alla precedente rilevazione del 4 marzo. È il balzo più consistente tra tutte le principali forze politiche, ed è proprio questo il dato che rende il risultato particolarmente significativo sul piano politico. Non si tratta di una semplice oscillazione minima, ma di una crescita abbastanza marcata da riportare il M5S al centro del quadro e da consolidarne il ruolo di terza forza nazionale.

FdI resta primo partito, ma il calo è pesante

A rendere ancora più vistosa la crescita dei 5 Stelle è il contemporaneo arretramento di Fratelli d’Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni resta saldamente il primo, ma scende al 27,3%, perdendo 2 punti rispetto al 4 marzo. Anche il Pd arretra, attestandosi al 22,3% con un calo di 0,7 punti. In altre parole, le due principali forze che fin qui avevano trainato i rispettivi schieramenti risultano entrambe in flessione, mentre il M5S è l’unico grande partito dell’opposizione a mettere a segno una crescita così netta.

Il confronto con il sondaggio di marzo rende il balzo ancora più evidente

Il confronto con la precedente rilevazione di Only Numbers del 5 marzo 2026 aiuta a misurare meglio il cambio di clima. Un mese fa Fratelli d’Italia era al 29,3%, il Pd al 23% e il Movimento 5 Stelle al 10,5%. Oggi il quadro è diverso: FdI perde due punti pieni, il Pd lascia sul terreno sette decimi e il M5S recupera più di un punto. In sostanza, mentre a marzo i 5 Stelle apparivano in una fase di appannamento, ad aprile tornano a essere il partito con la dinamica più favorevole dentro l’opposizione.

Conte rafforza la sua posizione nel campo dell’opposizione

Questo dato non vale soltanto sul piano numerico. Vale anche sul piano politico. Per Giuseppe Conte, infatti, il ritorno all’11,7% significa poter rivendicare una nuova centralità in una fase in cui l’opposizione discute da tempo di alleanze, leadership e prospettive comuni. Il M5S non supera il Pd e non cambia da solo i rapporti di forza complessivi, ma dimostra di poter crescere proprio mentre i due partiti maggiori arretrano. È un segnale che pesa, perché rafforza l’idea di un elettorato che guarda di nuovo ai 5 Stelle come a un contenitore politico capace di intercettare malcontento, opposizione sociale e critica al governo.

Il centrodestra resta avanti, ma il vantaggio si assottiglia

Anche il dato sulle coalizioni racconta un quadro meno solido per la maggioranza. Secondo la rilevazione, il centrodestra si attesta al 45,1%, in calo di 2,2 punti, mentre il campo largo sale al 44,8%, guadagnando 0,8 punti. Il distacco, dunque, è ormai ridottissimo. Non si può parlare di sorpasso in questo sondaggio specifico, ma il margine si è assottigliato fino quasi a sparire, e questo basta a dare all’intera rilevazione un significato politico più ampio della semplice classifica dei partiti.

Il segnale si inserisce in una tendenza più larga

Il dato di Porta a Porta non arriva nel vuoto. Una Supermedia YouTrend per Agi pubblicata il 2 aprile 2026 mostrava già Fratelli d’Italia in calo al 27,9%, il Pd al 22% e il Movimento 5 Stelle in crescita al 12,9%, con il campo largo al 45,2% davanti al centrodestra al 44,8%. Pur trattandosi di rilevazioni diverse, il messaggio di fondo è simile: dopo il referendum sulla giustizia, la maggioranza appare meno compatta nei consensi, mentre nell’opposizione il soggetto che mostra la spinta più evidente è proprio il M5S.

Perché la crescita del M5S pesa più del semplice numero

L’11,7% del Movimento 5 Stelle non è soltanto una percentuale. È un dato che arriva in un passaggio politico particolare, segnato da tensioni internazionali, polemiche sul governo, scontro sull’energia, Iran, referendum e tenuta della maggioranza. In fasi come queste, i partiti che riescono a presentarsi come opposizione più netta e più riconoscibile spesso intercettano una parte dell’elettorato mobile. La crescita dei 5 Stelle sembra inserirsi proprio in questo spazio: non ancora abbastanza per cambiare da sola gli equilibri nazionali, ma sufficiente per rimettere Conte in una posizione di forza relativa rispetto al resto dell’opposizione.

Il Pd tiene la seconda posizione, ma non capitalizza

Se il M5S può festeggiare, il Pd ha invece più di un motivo per riflettere. Il partito di Elly Schlein resta secondo al 22,3%, ma la flessione di 0,7 punti indica che non è stato in grado, in questa rilevazione, di capitalizzare pienamente il momento di difficoltà di Fratelli d’Italia. Questo rende ancora più visibile la performance dei 5 Stelle: mentre il principale partito di opposizione arretra, Conte cresce. E nel linguaggio della politica, quando uno sale mentre l’altro scende, il messaggio arriva forte anche oltre i decimali.

Anche nella maggioranza i cali sono diffusi

Il ridimensionamento non riguarda solo FdI. Nel sondaggio calano anche Forza Italia, all’8,8% (-0,2), e la Lega, all’8,3% (-0,2). Questo significa che la flessione del centrodestra non è dovuta soltanto al partito della premier, ma si distribuisce su più componenti della coalizione. Al contrario, nel fronte opposto non è il Pd ma il M5S a trainare il recupero, mentre Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,5%. Il quadro che emerge è quello di una maggioranza che perde quota in modo complessivo e di un’opposizione in cui i 5 Stelle tornano a spingere più degli altri.

Resta altissimo il peso di astenuti e indecisi

C’è poi un dato che continua a incombere su tutto il sistema politico: gli astenuti e indecisi restano al 44,7%, pur in calo di 1,2 punti. Significa che quasi un italiano su due, in questa fase, è ancora fuori da una scelta definita oppure non intende votare. È un elemento decisivo, perché suggerisce che gli equilibri restano mobili e che nessun partito può davvero considerarsi al sicuro. Ma proprio in un bacino così fluido, una crescita di 1,2 punti come quella del M5S assume un rilievo ancora maggiore: vuol dire che una parte di quell’elettorato si sta rimettendo in movimento, e che in questo momento a beneficiarne più degli altri è Conte.

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Il sondaggio di Only Numbers per Porta a Porta consegna dunque un messaggio politico chiaro: il Movimento 5 Stelle è il partito che cresce di più, Fratelli d’Italia resta prima forza ma perde terreno in modo sensibile, il Pd arretra e il campo largo torna a ridosso del centrodestra. Non è ancora una rivoluzione, ma è uno scossone vero. E soprattutto è uno scossone che rimette il M5S dentro la partita con un peso diverso rispetto a poche settimane fa.

Per Giuseppe Conte è un segnale politico prezioso: in una fase di tensione e di sfiducia diffusa, il suo partito torna a guadagnare terreno mentre gli altri frenano. Ed è proprio questo il punto che oggi conta di più. Non soltanto il numero in sé, ma il fatto che la crescita arrivi nel momento in cui il quadro generale si muove, la maggioranza perde sicurezza e l’opposizione ricomincia a credere di poter riaprire davvero la partita.

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