Sondaggio shock sul Governo Meloni: tra i ministri meno apprezzati ci sono proprio loro…

Una classifica scomoda per il Governo

Un sondaggio pubblicato da YouTrend per Sky TG24 sui primi mille giorni del Governo Meloni fa tremare i vertici dell’esecutivo. Secondo i dati, i ministri meno apprezzati dagli italiani sono proprio alcuni dei nomi più rappresentativi della coalizione di centrodestra: Daniela Santanchè, Matteo Salvini, Roberto Calderoli, Francesco Lollobrigida e, clamorosamente, la stessa Giorgia Meloni.

Il sondaggio, che misura il saldo tra giudizi positivi e negativi sull’operato della premier e dei ministri, è un campanello d’allarme per una maggioranza che finora ha fatto del consenso popolare uno dei suoi pilastri comunicativi. E che spesso ha raccontato Meloni come la presidente del Consiglio “più amata dagli italiani” dai tempi di Giulio Cesare.

I numeri: saldo negativo per quasi tutti

Dalla tabella diffusa, si evince un dato preoccupante: la stragrande maggioranza dei ministri riceve un saldo negativo, cioè più giudizi negativi che positivi. Ecco alcuni dei risultati più significativi:

Daniela Santanchè: 13% giudizi positivi, 53% negativi, saldo -40

Matteo Salvini: 22% positivi, 55% negativi, saldo -33

Francesco Lollobrigida: 11% positivi, 46% negativi, saldo -27

Roberto Calderoli: 19% positivi, 43% negativi, saldo -24

Giorgia Meloni: 34% positivi, 55% negativi, saldo -21

Tra i pochi a salvarsi ci sono nomi meno noti al grande pubblico:

Giancarlo Giorgetti: saldo -2

Luca Ciriani: saldo -4

Orazio Schillaci (ministro della Salute): saldo -19

Antonio Tajani (ministro degli Esteri): saldo -18


Da notare anche l’alta percentuale di italiani che ammette di non conoscere o non sapere esprimere un giudizio su molti ministri: un dato che testimonia un deficit di comunicazione o un basso profilo pubblico di diversi esponenti del governo.

La parabola discendente di Meloni

Ma il dato più sorprendente è proprio quello relativo alla premier. Dopo essere stata dipinta per mesi come una figura centrale del panorama politico europeo, Giorgia Meloni registra oggi più critiche che consensi: un saldo negativo di ben -21 punti, con il 55% degli italiani che boccia il suo operato.

Un contraccolpo mediatico notevole per chi, fin dal suo insediamento, ha fatto leva sull’immagine di “leader forte”, “donna del popolo” e “capo del governo più popolare dell’ultimo ventennio”. Un’immagine che oggi sembra sgretolarsi sotto il peso della realtà economica e sociale del Paese, tra caro vita, immigrazione irrisolta e tensioni interne alla maggioranza.

Il caso Santanchè e gli altri “bocciati”

Particolarmente significativo anche il crollo di Daniela Santanchè, travolta da inchieste giudiziarie e polemiche mediatiche. Il suo saldo negativo di -40 la colloca all’ultimo posto della classifica di gradimento. Peggio di lei, nessuno.

Male anche Salvini, leader della Lega e vicepremier, che paga probabilmente una strategia aggressiva sulla sicurezza e i trasporti poco convincente per l’elettorato. Ma anche i ministri con meno esposizione pubblica, come Lollobrigida (Agricoltura) e Calderoli (Autonomie), raccolgono valutazioni fortemente negative, a testimonianza di una diffusa insoddisfazione.

Un campanello d’allarme per la maggioranza

Il sondaggio arriva in un momento politicamente delicato, con le elezioni europee alle spalle e nuove sfide interne in vista dell’autunno. La popolarità in discesa potrebbe avere effetti anche sulla tenuta della coalizione e sulla strategia futura del governo.

Il consenso, da solo, non basta più. L’opinione pubblica sembra chiedere risultati concreti, trasparenza e credibilità. E se persino la leader del governo registra un saldo negativo, forse è il momento per l’esecutivo di Meloni di rivedere la propria narrazione.

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Conclusioni

Il sondaggio di YouTrend per Sky TG24 non è solo una fotografia dell’attuale clima politico, ma un segnale chiaro e inequivocabile: la luna di miele tra governo e cittadini è finita. La fiducia scricchiola, e la comunicazione trionfale non sembra più bastare.

Un esame di coscienza all’interno della maggioranza potrebbe non essere solo auspicabile, ma urgente. Perché la distanza tra Palazzo Chigi e la piazza rischia di diventare sempre più ampia.

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