Sondaggio SKY. Ecco il politico che viene premiato. Cosa dicono gli italiani sui dazi? – DATI

Dazi USA, l’Italia dice no: l’80% boccia la linea Trump

Secondo il sondaggio condotto da YouTrend per Sky TG24 tra il 2 e il 4 aprile 2025, l’80% degli italiani si dice contrario ai nuovi dazi commerciali imposti da Donald Trump. Solo il 13% li approva, mentre il restante 7% è indeciso. Un dato netto, trasversale, che evidenzia la preoccupazione diffusa nel Paese per l’impatto delle politiche protezionistiche americane sulle filiere produttive italiane.

Le nuove tariffe USA rischiano infatti di colpire settori strategici del Made in Italy, come vino, formaggi, pasta e meccanica di precisione, già provati da inflazione, rincari energetici e incertezze geopolitiche.

Cosa dovrebbe fare il governo? Gli italiani si dividono

Alla domanda su come dovrebbe reagire l’Italia, gli italiani non sono uniti. Il 36% degli intervistati propone un ruolo di mediazione tra Washington e Bruxelles, il 32% vorrebbe dazi equivalenti di risposta e solo il 20% suggerisce di negoziare direttamente con Trump, bypassando la Commissione Europea.

Questa incertezza strategica riflette la debolezza politica dell’esecutivo Meloni, che si trova stretto tra l’esigenza di difendere le imprese italiane e il timore di compromettere i rapporti transatlantici, soprattutto in vista delle elezioni USA 2024-2025.

Le differenze tra gli elettorati: da Meloni a Conte

Il sondaggio svela anche differenze interessanti tra gli elettorati:

Gli elettori di Forza Italia/Noi Moderati e Fratelli d’Italia preferiscono il ruolo di mediatore, evidenziando un approccio prudente.

Gli elettori di Pd, AVS e M5S sono più favorevoli a misure dure come l’introduzione di dazi equivalenti.

I leghisti, più vicini ideologicamente a Trump, preferiscono il negoziato diretto con Washington.


Questa mappa delle reazioni racconta un paese spaccato tra atlantismo e sovranismo economico, e un governo che rischia di scontentare tutti.

Intenzioni di voto: FdI primo, ma M5S risale

Nonostante le tensioni, Fratelli d’Italia resta stabile al 28,1%, confermandosi primo partito. Tuttavia, il quadro politico registra movimenti significativi:

Il Partito Democratico scende al 22,4% (-0,7%), sotto la soglia del 23%.

Il Movimento 5 Stelle sale al 12,0% (+0,4%), consolidando la sua posizione come terza forza nazionale e intercettando il malcontento popolare verso riarmo e dazi.

Azione cresce al 3,7% (+0,7%), mentre Italia Viva si porta al 2,3% (+0,4%).

In calo netto la Lega, che scivola al 7,7% (-0,8%).


Interessante notare che oltre il 40% degli intervistati si dichiara indeciso o astenuto, confermando una crisi di rappresentanza che attraversa l’intero spettro politico.

 

Coalizioni e scenari futuri: il centrosinistra può tornare competitivo

Secondo le proiezioni di coalizione:

Il centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) resta in vantaggio con il 43,9%.

Il centrosinistra (Pd, AVS, +Europa) si ferma al 34,2%.

Il M5S da solo è al 12,5%.


Tuttavia, se Pd, M5S e AVS si alleassero, la coalizione di centrosinistra potrebbe raggiungere il 41,8%, tornando competitiva anche contro una destra ridotta a FdI e Lega (32,6%). In uno scenario ancora più polarizzato, un fronte centrosinistra allargato (inclusi +Europa e IV) arriverebbe al 47,8%, praticamente alla pari col centrodestra (47,5%). Un equilibrio che potrebbe cambiare gli assetti in vista delle prossime elezioni politiche.

Il governo in calo: fiducia ai minimi

Il governo Meloni continua a perdere consensi:

Il saldo dei giudizi è negativo: 59% dei cittadini esprime sfiducia, solo il 36% mantiene un’opinione positiva.

Giorgia Meloni resta la leader più gradita (34%), ma in calo di un punto percentuale.

Seguono Tajani (28%), Conte (27%) e Schlein (27%), che risale leggermente.

In fondo alla classifica restano Salvini (19%), Calenda (16%) e Renzi (12%).

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La sfiducia verso Trump: solo il 14% degli italiani lo apprezza

Il nuovo attacco commerciale di Trump viene visto con estremo scetticismo dagli italiani. Solo il 14% ha fiducia nell’ex presidente USA, dato che crolla quasi a zero tra gli elettori del centrosinistra. Anche tra i simpatizzanti della destra i numeri sono modesti: Lega (39%), FdI (29%), FI (22%).

Molto più alta la fiducia verso Mario Draghi (48%), soprattutto tra gli elettori di Forza Italia e Pd, segno che nel paese persiste una domanda di competenza e moderazione nelle relazioni internazionali.

Conclusione: tra dazi e declino politico, l’Italia cerca una direzione

La guerra dei dazi aperta da Trump e la debolezza della risposta italiana stanno ridisegnando gli equilibri politici del Paese. I cittadini non vogliono scontri commerciali, chiedono una gestione pragmatica e protezione per le eccellenze produttive. In questo scenario, il Movimento 5 Stelle di Conte, con la sua opposizione al riarmo europeo e al protezionismo americano, intercetta una nuova area di consenso, mentre la destra di governo fatica a tenere unito il suo elettorato, diviso tra pragmatismo e ideologia.

L’Italia si trova oggi al centro di una battaglia diplomatica e commerciale cruciale. E il malcontento popolare potrebbe presto trasformarsi in una nuova stagione politica.

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