“Sono il nipote di Salvini” – Roma, inseguimento sul Lungotevere: arrestato l’attore – Ecco chi

Una notte movimentata nel cuore di Roma

Una corsa ad alta velocità lungo il Lungotevere, una pattuglia dei carabinieri costretta a inseguire un’auto per diversi chilometri, poi il fermo, le urla, le minacce e l’arresto. È questa la ricostruzione della notte che ha visto protagonista Marco Montingelli, attore 35enne originario di Andria, fermato a Roma tra lunedì 18 e martedì 19 maggio.

Secondo quanto riportato, tutto sarebbe iniziato intorno all’una di notte sul lungotevere in Augusta, quando una Toyota Yaris nera avrebbe superato a forte velocità una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. Una manovra che avrebbe subito attirato l’attenzione dei militari, insospettiti dalla condotta di guida dell’uomo.

Da quel momento sarebbe partito un inseguimento attraverso alcune strade centrali della Capitale, fino al momento in cui l’auto è stata raggiunta e il conducente bloccato.

Il sorpasso, la fuga e la guida pericolosa

La pattuglia avrebbe inizialmente seguito la vettura senza attivare immediatamente i dispositivi di emergenza. La guida dell’attore, però, sarebbe apparsa pericolosa: l’auto avrebbe proceduto con movimenti irregolari, sorpassi azzardati e cambi di traiettoria lungo il tratto del Lungotevere.

La situazione sarebbe precipitata quando Montingelli avrebbe attraversato un semaforo con il rosso. A quel punto i carabinieri avrebbero acceso la sirena e dato inizio al vero e proprio tallonamento.

La fuga sarebbe proseguita sotto il Palazzo della Marina, lungo il lungotevere delle Navi, per poi spostarsi verso piazzale delle Belle Arti e via delle Belle Arti. Una corsa durata circa venti minuti, interrotta solo quando l’auto dell’attore sarebbe stata costretta a rallentare per evitare l’impatto con un altro veicolo.

Il fermo e il rifiuto di scendere dall’auto

Una volta raggiunta la Toyota Yaris, i carabinieri avrebbero intimato al conducente di spegnere il motore e aprire la portiera. Montingelli, però, secondo la ricostruzione, si sarebbe rifiutato di uscire dall’auto.

Il momento del fermo sarebbe stato particolarmente concitato. L’attore avrebbe opposto resistenza e, nel tentativo dei militari di farlo scendere dal veicolo, uno dei carabinieri sarebbe rimasto lievemente ferito. Le lesioni riportate dal militare sono state giudicate guaribili in tre giorni.

Durante quei minuti, Montingelli avrebbe rivolto frasi offensive e minacciose ai carabinieri, sostenendo di avere conoscenze influenti e pronunciando anche la frase: “Voi non sapete chi sono io”. Avrebbe poi fatto riferimento a Matteo Salvini e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nel tentativo di intimorire i militari.

L’alcol test e le accuse contestate

Dopo il fermo, l’attore è stato sottoposto all’alcol test. Il risultato sarebbe stato positivo, ma non oltre la soglia prevista per la contestazione penale della guida in stato di ebbrezza. Per questo motivo, nei suoi confronti non sarebbe stata formulata quell’accusa specifica.

Montingelli è stato comunque arrestato e accompagnato in caserma, dove ha trascorso il resto della notte. Le contestazioni a suo carico riguardano la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni, in relazione al comportamento tenuto durante il fermo e al ferimento lieve di uno dei militari intervenuti.

Il processo per direttissima

Nelle ore successive l’attore è comparso davanti al giudice per il processo per direttissima, assistito dall’avvocato Gianluca Pandolfo. In aula Montingelli si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’arresto è stato convalidato, ma non è stata applicata alcuna misura cautelare. La pubblica accusa aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il giudice non ha disposto ulteriori restrizioni nei confronti dell’attore, che risulta incensurato.

La vicenda giudiziaria, però, non si chiude qui. Il processo per le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dovrebbe cominciare dopo l’estate.

Le frasi attribuite all’attore

Uno degli aspetti che ha attirato maggiore attenzione riguarda le frasi che Montingelli avrebbe pronunciato durante il controllo. Secondo la ricostruzione, l’attore avrebbe insultato i militari e avrebbe cercato di far valere presunte conoscenze politiche, sostenendo di poter causare conseguenze professionali ai carabinieri intervenuti.

Tra le espressioni riportate figurano minacce di licenziamento e riferimenti a esponenti del governo. Frasi che, se confermate nel procedimento, potrebbero pesare nella valutazione complessiva della condotta contestata.

Resta comunque centrale il principio della presunzione di innocenza: le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, e sarà il processo a stabilire eventuali responsabilità.

Chi è Marco Montingelli

Marco Montingelli è un attore che ha lavorato soprattutto in ruoli di carattere e in produzioni cinematografiche italiane. La sua carriera è iniziata con piccoli lavori e figurazioni speciali, per poi proseguire con partecipazioni in diversi film.

Tra i titoli citati nella sua filmografia figurano Se sei così, ti dico sì, commedia del 2010 diretta da Eugenio Cappuccio, e Leone nel basilico, film del 2014 diretto da Leone Pompucci. Più recentemente avrebbe preso parte anche a produzioni dirette da Pupi Avati, tra cui il film biografico dedicato a Dante.

La vicenda romana, però, porta ora il suo nome fuori dal contesto cinematografico e dentro una cronaca giudiziaria destinata ad avere un seguito nei prossimi mesi.

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L’episodio avvenuto nella notte sul Lungotevere mette insieme diversi elementi: una guida ritenuta pericolosa, un inseguimento durato diversi minuti, il rifiuto di collaborare al controllo, le presunte minacce ai carabinieri e il ferimento lieve di un militare.

L’arresto è stato convalidato, ma senza misure cautelari. Questo significa che Montingelli affronterà il procedimento da libero, in attesa dell’avvio del processo dopo l’estate.

Sarà ora l’iter giudiziario a ricostruire con precisione quanto accaduto quella notte: dalla dinamica dell’inseguimento al comportamento tenuto durante il fermo, fino alle frasi attribuite all’attore. Una vicenda nata come un controllo stradale e trasformata, nel giro di pochi minuti, in un caso di cronaca destinato a far discutere.

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