Stefano Patuanelli infiamma lo studio contro i soliti ospiti pro-Meloni – Ecco cosa rivela – VIDEO

Duro botta e risposta in diretta a Coffee Break su La7 tra il senatore del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli e gli altri ospiti del programma. L’ex ministro ha affrontato con fermezza il tema del riarmo e della guerra in Ucraina, accusando l’Europa – e in particolare il governo italiano – di alimentare un’escalation militare senza risultati e di nascondere la verità sulle reali responsabilità del conflitto.

“Sono un anno e mezzo che ci sentiamo dire che siamo pacifinti o putiniani. Lo dice anche Ursula von der Leyen, ma la verità è che Putin è un folle criminale. Nessuno lo mette in dubbio. Il punto non è questo, ma chiedersi se ciò che stiamo facendo ha portato risultati”.

“Da quando è iniziato il conflitto, nessuna soluzione all’orizzonte”

Patuanelli ha criticato la strategia occidentale e le politiche di riarmo dei singoli Stati membri dell’UE:

“Tutto ciò che è stato fatto dall’inizio del conflitto ad oggi non ha portato a una soluzione. Eppure si continua a ripetere sempre lo stesso schema: più armi, più spese militari. E ogni giorno, la guerra continua”.

Ha poi attaccato l’approccio della Commissione europea:

“Invece di una vera difesa comune europea, si sta incentivando ogni Stato a fare da sé, ad alimentare una potenziale economia di guerra, che tutti gli analisti definiscono improduttiva. Non lo dice solo il M5S, lo dicono studi internazionali”.

“Ci accusano di incoerenza, ma nel 2017 non eravamo nemmeno al governo”

Nel corso del confronto, Patuanelli ha respinto le accuse sull’ambigua posizione del Movimento 5 Stelle verso la Russia negli anni passati:

“Nel 2017 il M5S non era al governo, non aveva sottosegretari. Eravamo all’opposizione. È inutile riscrivere la storia per screditare chi oggi fa una critica seria e fondata su quello che sta accadendo”.

“Serve una politica estera comune, non armi distribuite a caso”

Il senatore ha poi ribadito la posizione del M5S:

“Siamo favorevoli a un progetto di difesa comune europea, ma che sia all’interno di una vera politica estera condivisa. Oggi invece ogni Paese si muove per conto proprio. È come se polizia, carabinieri e finanza andassero a fare un arresto senza coordinarsi: si rischia di spararsi addosso”.

Ucraina, Russia e sicurezza europea: “Qual è l’alternativa?”

Rivolgendosi agli interlocutori, Patuanelli ha posto una domanda diretta:

“Ma davvero pensiamo che ci possa essere una vittoria militare dell’Ucraina contro la Russia? Qual è l’alternativa credibile che si propone? Non si può ignorare la realtà dei fatti”.

Alla domanda su un’eventuale minaccia russa all’Europa, Patuanelli ha replicato:

“Se dico che Putin è un pazzo criminale, ovviamente non mi fido. Ma proprio per questo non si può pensare di risolvere tutto con le armi”.

Italia e crescita economica: “Siamo fermi, il governo è immobile”

Sul fronte economico, il senatore ha denunciato l’immobilismo del governo italiano:

“Dopo 25 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, con salari reali calati dell’8% dal 2021, mi chiedo cosa stia facendo questo governo. Mi aspettavo almeno un’attenzione alle imprese, invece è il settore più trascurato”.

Quando gli è stato risposto che le riforme sono in ritardo a causa delle opposizioni, Patuanelli ha reagito con decisione:

“Ma quali barricate? In Senato le opposizioni non hanno strumenti reali per bloccare nulla. È solo una scusa per giustificare l’inerzia del governo. Le opposizioni in Italia sono tra le più deboli d’Europa”.

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Conclusione: “Il riarmo non ha portato sicurezza. È tempo di cambiare rotta”

Nel suo intervento, Patuanelli ha tracciato un quadro netto:

“Le spese militari aumentano, ma i conflitti non diminuiscono. L’Europa deve cambiare approccio, e deve farlo con una visione unitaria. Continuare a seguire l’escalation serve solo a legittimare nuovi fronti di guerra, non a costruire la pace”.
VIDEO:

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