La notizia è arrivata all’improvviso e ha attraversato in poche ore Fabriano, le Marche e il mondo socialista nazionale: Mario Paglialunga, 69 anni, segretario regionale del Partito Socialista Italiano, è morto nella sua abitazione, stroncato da un malore.
Storico dirigente del Psi, amministratore di lungo corso, ex vicesindaco e assessore di Fabriano, Paglialunga è stato uno di quei profili che non occupano le prime pagine nazionali, ma che per decenni tengono insieme territori, partiti, alleanze. La sua scomparsa arriva a poche settimane dalle elezioni regionali, dopo un’ultima campagna elettorale vissuta in prima linea accanto a Matteo Ricci nel progetto “Avanti con Ricci”, laboratorio riformista che cercava di federare le tante anime del centrosinistra marchigiano.
Una vita intrecciata con Fabriano e con le Marche
Nato a Fabriano nel 1956, Paglialunga ha legato fin da giovane il proprio nome alla vita pubblica della città. Professionista nel settore finanziario e amministratore di una società edile, ha sempre affiancato al lavoro una forte presenza nella politica e nell’associazionismo.
Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali:
Vicesindaco di Fabriano dal 1995 al 2000
Assessore comunale (con deleghe, tra le altre, a Pubblica Sicurezza e Commercio) nella giunta Sagramola tra il 2012 e il 2016
Collaboratore presso la Regione Marche tra il 2011 e il 2016, all’interno di un assessorato regionale
Il Resto del Carlino lo descrive come uno “storico segretario regionale del Partito Socialista Italiano” e ricorda anche il suo impegno come presidente Avis, segno di un radicamento che andava oltre il solo perimetro partitico.
Secondo quanto riportato da testate locali come Radio Gold e QdM Notizie, è stato trovato senza vita in casa dopo che i familiari, non riuscendo a contattarlo da alcuni giorni, avevano lanciato l’allarme.
Il volto del socialismo marchigiano
Negli ultimi anni Paglialunga era diventato uno dei riferimenti più autorevoli del socialismo marchigiano, fino a guidare la segreteria regionale del Psi. Il sito nazionale del partito, nel messaggio di cordoglio firmato dal segretario Vincenzo Maraio, lo definisce “autorevole dirigente socialista, amico fraterno e persona per bene”, sottolineando come abbia lavorato “costantemente e instancabilmente per il partito, fino all’ultimo”.
La sua figura teneva insieme due dimensioni:
una radice storica, legata alla tradizione socialista e alla vita amministrativa fabrianese
una proiezione politica più ampia, che lo aveva portato negli ultimi anni a ragionare in termini di area riformista, dialogando con altre culture politiche – repubblicani, liberal-democratici, mondi civici – senza rinunciare alla propria identità.
“Non sognatori, ma realisti per questa regione”: il cantiere riformista
L’ultima grande battaglia politica di Paglialunga è stata la costruzione di un fronte unitario per le recenti elezioni regionali, raccolto attorno alla lista “Avanti con Ricci”.
Alla presentazione della lista, in un articolo del Resto del Carlino dedicato al lancio del progetto, il segretario socialista spiegava che quella coalizione metteva insieme il Partito Socialista Italiano, il Partito Repubblicano, +Europa, Azione, i Socialisti Liberali e componenti civiche, riprendendo il “vecchio sogno del Terzo Polo” ma declinandolo in chiave marchigiana.
La frase che lo ha reso riconoscibile – ripresa anche da emittenti come ÈTv Marche – è diventata quasi un testamento politico: “Non siamo dei sognatori, ma dei realisti per questa regione”.
Non un riformismo astratto, dunque, ma una proposta che voleva misurarsi con i dossier concreti delle Marche:
sanità pubblica e liste d’attesa
sviluppo dei territori interni e lotta allo spopolamento
transizione digitale ed ecologica legata al tessuto produttivo locale
ricostruzione post-sisma e infrastrutture
In quest’ottica, il lavoro di Paglialunga non era solo quello del “mediatore” dentro un partito, ma del tessitore di una rete riformista chiamata a parlare a un elettorato che spesso non si riconosce più nei tradizionali contenitori del centrosinistra.
Il cordoglio di Fabriano, delle Marche e del Psi nazionale
Alla notizia della morte, il cordoglio è stato immediato e trasversale.
Radio Gold parla di una “vita in politica in città e non solo”, ricordando come tutta Fabriano sia in lutto per la sua scomparsa.
Cronache Maceratesi sottolinea le parole di Vincenzo Maraio, che lo saluta come dirigente autorevole e amico fraterno, e dà conto del dolore di tutto il gruppo dirigente socialista marchigiano.
Nello stesso articolo viene riportato il messaggio dell’europarlamentare Pd Matteo Ricci, che aveva condiviso con lui la recente campagna per le regionali: Ricci ricorda un uomo che “ha sempre dato tutto per la politica e la comunità” e sottolinea come sia stato “un piacere averlo al mio fianco durante l’ultima campagna elettorale”.
Altri attestati di stima e vicinanza arrivano da amministratori locali e regionali, da esponenti del centrosinistra e del mondo civico, che ne sottolineano la serietà, la competenza e la disponibilità al confronto. Pagine e profili social dedicati alla politica marchigiana parlano di lui come di un uomo “sempre sul pezzo, ma mai sopra le righe”, capace di mantenere rapporti personali cordiali anche nel dissenso. ano, il necrologio diffuso dall’agenzia funebre e dai familiari ricorda l’affetto della sorella Paola, del cognato Francesco, dei nipoti Chiara e Marco e degli amici tutti, con l’indicazione delle esequie nella cattedrale di San Venanzio a Fabriano.
Un profilo politico e umano fuori dai riflettori nazionali
Al di là degli incarichi, il tratto che emerge dalle ricostruzioni giornalistiche è quello di un politico di territorio, lontano dai riflettori nazionali ma costantemente presente nelle dinamiche locali e regionali.
Il Resto del Carlino sottolinea come Paglialunga abbia “dedicato gran parte della sua vita alla politica, affiancando l’impegno istituzionale a quello di consulente finanziario e amministratore di società edile”, e come fosse percepito come una figura capace di coniugare rigore ideale e pragmatismo politico.
Gli articoli di cronaca locale lo collocano all’interno di quella generazione di amministratori che hanno vissuto:
la trasformazione del sistema dei partiti
le difficoltà dell’economia marchigiana, in particolare nelle aree interne
la necessità di ripensare il ruolo della sinistra e del socialismo in un contesto frammentato
In questo quadro, il suo impegno nel costruire una lista come “Avanti con Ricci” appare come l’ultimo capitolo di una storia coerente: quella di chi ha cercato fino alla fine di tenere insieme culture diverse – socialista, repubblicana, liberale, civica – attorno a un’idea di governo riformista e non ideologico.
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Conclusione: un’eredità politica fatta di realismo e responsabilità
La morte di Mario Paglialunga lascia un vuoto evidente nel Psi marchigiano e nel più ampio campo riformista regionale. Ma lascia anche un’eredità politica abbastanza chiara, riassumibile in alcune parole chiave:
realismo, contro tanto massimalismo sterile quanto la rassegnazione
unità, intesa non come sommatoria di sigle ma come lavoro paziente per far dialogare mondi diversi
territorio, come luogo concreto in cui le idee devono tradursi in scelte su sanità, lavoro, servizi, infrastrutture
La sua frase – “non sognatori, ma realisti per questa regione” – che oggi viene ripresa come un testamento, può essere letta anche come un invito per chi resta: non rinunciare a immaginare un’altra politica, ma farlo con i piedi ben piantati dentro i problemi delle persone. Facebook+1
In un tempo in cui la politica sembra spesso oscillare tra propaganda e personalismo, il profilo di Mario Paglialunga racconta un’altra possibilità: quella di una militanza discreta, competente, radicata, capace di costruire alleanze e di mettere il proprio nome al servizio di un progetto collettivo. Sta ora ai socialisti marchigiani e all’intero campo riformista decidere se raccogliere quel testimone e continuare, davvero, a essere “realisti” – ma nel senso più alto e responsabile del termine.



















