Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, torna a incalzare la premier Giorgia Meloni, accusandola di aver mistificato la realtà economica del Superbonus 110%. Lo fa con parole durissime sui social, riprendendo i dati più recenti del Fondo Monetario Internazionale e un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, a firma dell’economista Marco Fortis. Secondo Conte, queste nuove evidenze certificano quanto il Superbonus – una misura fortemente voluta e gestita dal suo governo – abbia generato benefici per l’economia italiana, smentendo la narrazione del “buco di bilancio” su cui Meloni avrebbe costruito un’intera campagna di discredito.
L’attacco frontale: “La professoressa abusiva di economia”
Conte non usa mezzi termini e ironizza sul livello di competenza economica della presidente del Consiglio:
> “Vi ricordate quando la professoressa abusiva di economia Giorgia Meloni – quella che in Parlamento ha dimostrato di non sapere nemmeno cosa sia lo spread – ci raccontava a reti unificate la menzogna del buco di bilancio del Superbonus?”
Secondo il presidente M5s, l’allarme lanciato da Meloni sul debito derivante dal Superbonus era strumentale: serviva a giustificare scelte politiche mirate e a spostare l’attenzione da altre spese ritenute prioritarie dal governo, come quelle militari o gli aumenti di indennità per ministri e sottosegretari.
> “Tutte menzogne per coprire il fatto che i soldi li trovano solo per quel che vogliono”, scrive Conte.
La smentita del Sole 24 Ore e i dati FMI: “Boom di entrate e crescita del settore”
A offrire un sostegno oggettivo alla tesi dell’ex premier ci pensa l’economista Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, sulle colonne de Il Sole 24 Ore, quotidiano economico da sempre vicino agli ambienti industriali e poco incline alla retorica populista. Fortis evidenzia come:
Il Superbonus abbia attivato milioni di euro in investimenti sull’edilizia;
Abbia generato decine di migliaia di posti di lavoro;
Abbia prodotto un aumento rilevante delle entrate fiscali per lo Stato;
Abbia contribuito alla crescita economica, con effetti positivi sul rapporto debito/PIL.
Secondo Fortis,
> “I notevoli costi differiti dei Superbonus saranno assorbiti dall’Italia in modo relativamente agevole, grazie anche al boom di entrate fiscali generato dalla super crescita del settore delle costruzioni”.
Parole che sembrano rispondere direttamente alla narrativa catastrofista alimentata da Meloni negli ultimi mesi.
Come riporta FEDERCOSTRUZIONE:
Fondo Monetario Internazionale: Economia Italiana post Covid:
“I dati del Fondo Monetario Internazionale dimostrano e confermano che l’economia italiana si è ripresa dopo il Covid grazie agli investimenti in costruzioni, coinvolgendo tutta la filiera rappresentata da Federcostruzioni. Il PIL pro capite italiano ha avuto la seconda crescita dopo USA. Il rapporto debito pubblico/pil italiano è stato mantenuto relativamente sotto controllo. Anche se molto ribassate a causa dei timori geopolitici le previsioni su pil pro capite vedono l’Italia in aumento dello 0,5% nel 2025 e lo 0,9% nel 2026. Ecco che il rapporto chiarisce che i superbonus edilizi hanno generato una forte crescita di pil, di entrate statali, di occupazione nelle costruzioni con effetti su tutta la filiera.
Il risultato è che il debito dell’Italia dopo aver toccato un picco del 154,9% nel 2020 è sceso rapidamente al 134,8% nel 2023. Ciò non sarebbe mai accaduto senza la spinta del super bonus edilizio e degli investimenti di transizione 4.0. Nel 2024, principalmente per effetto dei crediti in imposta dilazionati dei super bonus il debito/ Pil è risalito modestamente al 135,3% e aumenterà ancora di poco fino al 138,6% nel 2027 per poi cominciare a diminuire e toccare il 137,7% nel 2030. In sostanza rispetto al 2019, il rapporto debito /Pil dell’Italia sarà nel 2030, una volta smaltiti tutti i bonus, quello cresciuto di meno.”
Conte rivendica il Superbonus: “Game over”
Nel suo post, Conte sottolinea come il Superbonus sia stato attivo nella forma originaria per appena sei mesi sotto il suo governo, e come la sua approvazione abbia goduto del sostegno trasversale di numerosi partiti – inclusa Fratelli d’Italia, che in passato ne aveva chiesto persino l’estensione.
Il leader 5 Stelle chiude con una frase che suona come un verdetto finale:
> “Game over”.
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Un confronto che si riaccende
Il tema del Superbonus resta uno dei più divisivi nel dibattito politico ed economico italiano. Da una parte, il governo Meloni lo ha bollato come una misura “insostenibile”, responsabile di un presunto “buco” nei conti pubblici; dall’altra, il Movimento 5 Stelle lo difende come un volano di crescita, innovazione e occupazione.
Con il sostegno esplicito di analisi indipendenti come quella del FMI e del Sole 24 Ore, Conte prova ora a ribaltare la narrazione. E a rilanciare una battaglia politica che sembra destinata a rimanere centrale nella contesa tra il governo e le opposizioni.



















