Supermedia – sondaggi – Arriva l’ultimo dato dell’anno che sorprende tutti – Balzo di Conte?

L’ultima Supermedia AGI/YouTrend del 2025 consegna un dato politico netto: l’anno si chiude quasi nello stesso punto in cui era iniziato, con rapporti di forza ormai consolidati ma con un partito più in crescita di tutti. Nonostante un calendario elettorale intenso – con amministrative e soprattutto regionali – il bilancio nazionale dei partiti resta sorprendentemente stabile. Secondo l’analisi, il 2025 è stato un anno “estremamente piatto”, tanto che la variazione media dei principali partiti è pari appena all’1,6%, il valore più basso da quando esiste la Supermedia (dal 2017).

Detto in modo semplice: molte urne, molta politica quotidiana, ma pochissimo movimento reale nei consensi.

Il dato che spicca: il M5S cresce e “sfonda”

Dentro un quadro sostanzialmente fermo, però, c’è un segnale che emerge con chiarezza: il Movimento 5 Stelle chiude l’anno con un incremento significativo rispetto a dodici mesi fa e – come dici tu – “sfonda”. La Supermedia lo colloca al 12,7%, con un +1,2 rispetto al 27 dicembre 2024.

Non è un balzo “da sorpassi” sui primi due partiti, ma è una crescita robusta in un contesto in cui quasi tutti si muovono di pochi decimali o arretrano. È il classico segno che, quando il sistema è stabile, anche un +1 può valere politicamente doppio: perché indica che il partito ha agganciato un pezzo di elettorato in modo non episodico.

La frenata del PD: leggero indebolimento nelle opposizioni

La dinamica speculare riguarda il Partito Democratico, che nella Supermedia scende al 21,9%, con una variazione di -1,4 su base annua. È il principale arretramento tra le forze maggiori, e viene letto come un “riequilibrio” dentro l’opposizione, a vantaggio soprattutto del M5S e, in parte, di AVS.

In altre parole: non è che l’opposizione nel complesso “esplode”; è che si ridistribuisce. Il PD resta secondo partito nazionale, ma perde terreno mentre il Movimento recupera e stabilizza un consenso più alto.

FdI regge e cresce: “bene” la leadership della maggioranza

Nel campo della maggioranza, il partito che si conferma più solido è Fratelli d’Italia, che si attesta al 29,6% con un +0,7 rispetto a un anno fa. Un aumento contenuto, ma coerente con la definizione “bene FdI” riportata nell’analisi: significa che il partito della premier chiude l’anno rafforzando la posizione, senza scossoni ma con un segno più.

Il punto politico è che, in un anno dove tutto si muove poco, FdI riesce comunque a restare sotto quota 30 ma vicino, consolidando il primato e mantenendo la centralità nel centrodestra.

Forza Italia e Lega: piccolo calo, ma restano lì

Se FdI tiene, gli alleati principali mostrano invece un leggero indebolimento:

Forza Italia: 8,6% (-0,5)

Lega: 8,3% (-0,4)


Sono cali non drammatici, ma coerenti con la lettura del 2025 come anno di “stasi”: non c’è un crollo, non c’è un tracollo, ma una lieve erosione che fotografa una maggioranza dove la forza motrice resta una sola, e gli altri due pilastri si muovono più in difesa che in espansione.

AVS cresce poco ma cresce: il “serbatoio” progressista regge

L’altra piccola crescita registrata nell’area di opposizione è quella di Verdi/Sinistra (AVS): 6,4% con +0,3. È un aumento limitato, ma importante perché consolida la sua fascia e la sua funzione: quando il PD arretra e il M5S avanza, AVS resta un soggetto che non si sgonfia, e in un quadro di coalizioni può pesare più dei decimali.

Il centro si muove: Azione su, Terzo Polo in crescita

Un dato interessante, dentro la “piattezza” generale, è la performance di Azione: 3,3%, con +0,8. È una crescita notevole per un partito piccolo, e infatti si riflette anche sul dato del Terzo Polo, che nella Supermedia Coalizioni sale a 5,6% (+0,8).

Italia Viva, invece, resta più ferma: 2,4% (+0,1). +Europa cala: 1,6% (-0,4). Noi Moderati: 1,1% (stabile).

Qui il segnale è che l’area centrista non esplode, ma trova un leggero punto di appoggio in Azione, mentre il resto resta fragile e sotto soglia.

La classifica completa: Supermedia Liste (confronto con 27/12/2024)

FdI 29,6 (+0,7)

PD 21,9 (-1,4)

M5S 12,7 (+1,2)

Forza Italia 8,6 (-0,5)

Lega 8,3 (-0,4)

Verdi/Sinistra 6,4 (+0,3)

Azione 3,3 (+0,8)

Italia Viva 2,4 (+0,1)

+Europa 1,6 (-0,4)

Noi Moderati 1,1 (=)

Supermedia Coalizioni: chi guadagna e chi perde nel blocco

Nel confronto per blocchi, la fotografia è altrettanto chiara:

Centrodestra 47,5 (-0,6)

Centrosinistra 29,9 (-1,6)

M5S 12,7 (+1,2)

Terzo Polo 5,6 (+0,8)

Altri 4,1 (=)

Qui si vede la dinamica politica dell’anno: un lieve arretramento dei due poli classici, compensato da un M5S che cresce e da un centro che prova a respirare, pur restando minoritario.

Come viene costruita la Supermedia: cosa “c’è dentro” questa fotografia

La nota metodologica indica che questa Supermedia è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione considera dimensione del campione, data di realizzazione e metodo di raccolta dati, e include rilevazioni effettuate dal 15 al 28 dicembre, con pubblicazioni tra il 15 e il 23 dicembre (a seconda degli istituti). Gli istituti citati sono EMG, Ipsos, Noto, SWG, Tecnè e YouTrend.

Questo significa che non è un singolo sondaggio “fortunato” o “sfortunato”: è un dato che prova a stabilizzare l’oscillazione e restituire una media più affidabile del momento.

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La Supermedia di fine 2025 dice due cose insieme:

1. Il sistema è bloccato: variazioni minime, rapporti di forza consolidati, anno più “piatto” dal 2017.


2. Dentro la stasi, il M5S è la crescita più evidente tra le grandi forze di opposizione: +1,2 in un anno in cui quasi tutti si muovono poco.

Per questo, politicamente, si può dire che “sfonda”: non perché stravolge la classifica, ma perché cresce davvero mentre gli altri si limitano a resistere o arretrano. E in un anno di immobilità, chi cresce anche “solo” di un punto… spesso è quello che arriva al 2026 con più fiato e più spazio mediatico.

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