NAPOLI – Si sono chiuse le liste per le elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre, e il quadro politico appare già infuocato.
Sarà una sfida a sei per la successione di Vincenzo De Luca, con una partita che va ben oltre i confini regionali: sul campo, infatti, si gioca un test cruciale per Giuseppe Conte e per il Movimento 5 Stelle, alleato con il Partito Democratico nel campo largo guidato da Roberto Fico, ex presidente della Camera.
La corsa a sei: Fico contro Cirielli, ma è sfida politica nazionale
I candidati ufficiali per la presidenza della Regione Campania sono sei:
Roberto Fico, sostenuto dal campo largo di centrosinistra;
Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e candidato del centrodestra unito;
Carlo Arnese per Forza del Popolo;
Stefano Bandecchi per Dimensione Bandecchi;
Nicola Campanile per il movimento Per;
Giuliano Granato per Campania Popolare.
Una corsa affollata, ma con un chiaro duello principale: Fico contro Cirielli, in uno scontro che mette a confronto due visioni opposte della Regione e del Paese.
Fico, la scommessa di Conte: “Un Movimento libero e coerente”
Per il leader del M5S, Giuseppe Conte, la sfida campana è una battaglia identitaria.
Il sostegno a Fico, già fondatore storico del Movimento e volto simbolo della sinistra civica napoletana, rappresenta un banco di prova decisivo per la linea di autonomia e coerenza che Conte ha rilanciato dopo mesi di tensioni con il Partito Democratico.
Il campo largo che sostiene Fico è formato da otto liste:
Partito Democratico
Movimento 5 Stelle
Alleanza Verdi e Sinistra
Fico Presidente
A Testa Alta (legata all’ex governatore De Luca)
Casa Riformista
Avanti
Noi di Centro–Noi Sud
Un fronte ampio ma complesso, dove le anime progressiste, ambientaliste e riformiste convivono in un equilibrio precario.
Conte, nei giorni scorsi, ha ribadito che “il Movimento deve essere scomodo e libero”, sottolineando che nessuna alleanza può giustificare la perdita della propria identità.
La candidatura di Fico, dunque, non è solo elettorale ma simbolica: è il ritorno del Movimento 5 Stelle al suo baricentro originario, quello dell’etica pubblica e della partecipazione dal basso.
Cirielli punta su ordine e sicurezza: la macchina del centrodestra
Sul fronte opposto, il centrodestra presenta un blocco compatto e potentissimo a sostegno del viceministro Edmondo Cirielli.
Le liste che lo appoggiano sono:
Fratelli d’Italia
Forza Italia
Lega
Noi Moderati
Cirielli Presidente
UDC
Pensionati e Consumatori
Democrazia Cristiana (con Gianfranco Rotondi)
Cirielli punta a replicare in Campania il modello Meloni: un centrodestra fortemente identitario, incentrato su sicurezza, infrastrutture e rigore amministrativo.
A guidare la lista di Fratelli d’Italia sarà Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura, mentre tra i candidati spiccano nomi controversi come Marco Nonno, ex consigliere regionale, assolto in appello da alcune accuse ma con un nuovo giudizio pendente in Cassazione.
Tra i candidati indipendenti anche Bandecchi e Boccia
A movimentare ulteriormente la campagna elettorale c’è la presenza di Stefano Bandecchi, ex sindaco di Terni e fondatore di “Dimensione Bandecchi”, affiancato dalla candidata Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei e volto noto dopo una recente vicenda giudiziaria con Sangiuliano.
Una sfida a distanza tra giornalista e imprenditrice che promette scintille mediatiche.
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Ventidue liste, duemila candidati: la Campania come specchio del Paese
Le liste depositate tra ieri e oggi negli uffici del Tribunale di Napoli sono venti in totale, con la commissione elettorale già al lavoro per la verifica formale.
Un mosaico di sigle, coalizioni e personalità che riflette il caos politico e la frammentazione dell’Italia di oggi: tra civiche locali, movimenti antisistema e vecchie bandiere riformate, la Campania si conferma una delle regioni più complesse e decisive del Mezzogiorno.
Conte e il rischio politico: distanze da De Luca e PD
Per Giuseppe Conte la sfida di novembre è cruciale.
Una vittoria di Fico rafforzerebbe la strategia del “Movimento coerente e radicale” rilanciata a inizio autunno; una sconfitta, invece, potrebbe aprire nuove fratture interne e ridare fiato ai sostenitori di un ritorno più organico al “campo largo” di Schlein.
“Dobbiamo essere testardamente coerenti, non testardamente unitari”, ha detto Conte nei giorni scorsi, ribadendo la distanza dal Pd di De Luca.
Il voto in Campania sarà dunque un referendum politico sul futuro del M5S: se restare forza autonoma o tornare a un’alleanza stabile con i dem.
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Conclusione: una battaglia per la leadership del Mezzogiorno
Con le liste chiuse e i candidati pronti, la Campania si prepara a vivere una delle elezioni regionali più importanti degli ultimi anni.
Per Fico e Conte, si tratta di una sfida per riaffermare la credibilità del Movimento 5 Stelle come forza popolare, non subalterna ma alternativa al sistema di potere tradizionale.
Per Cirielli e il centrodestra, l’obiettivo è conquistare la roccaforte simbolica del Sud dopo decenni di dominio deluchiano.
La battaglia è appena cominciata.
E a giudicare dai toni, sarà una campagna campale — tra vecchi rancori, nuovi equilibri e una domanda di cambiamento che attraversa, ancora una volta, tutto il Paese.



















