Taglio shock di Report da parte di Rai e Governo? La risposta di Ranucci gela tutti – INEDITO

La Rai decide di ridurre di quattro puntate la prossima stagione del programma d’inchiesta: il conduttore denuncia la gestione aziendale e solleva dubbi su possibili motivazioni punitive.

La prossima stagione di Report, il noto programma d’inchiesta di Rai3 condotto da Sigfrido Ranucci, andrà in onda con quattro puntate in meno. La decisione, anticipata da Fanpage, è stata presa dai vertici Rai — tra cui l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore del coordinamento editoriale Stefano Coletta, il direttore dei palinsesti Marco Franco Di Mare Imbriale e il responsabile dell’Approfondimento Paolo Corsini — mentre è in corso l’elaborazione del nuovo palinsesto televisivo, la cui presentazione ufficiale è attesa per il 27 giugno.

La notizia ha subito sollevato polemiche, e Ranucci ha scelto di rispondere duramente, parlando di un gesto “irrispettoso” nei confronti della squadra di lavoro e del pubblico. “Se fossero confermati i tagli a Report, sarebbe l’ennesima dimostrazione di disprezzo nei confronti di una squadra che ha lavorato con rigore, efficienza e coraggio”, ha dichiarato all’Adnkronos.

Il giornalista ha voluto ricordare l’impegno della redazione: “Non ci siamo mai fermati, né durante la pandemia né in zone di guerra. Abbiamo lavorato mettendo a rischio la nostra salute e quella dei nostri cari”. E non ha nascosto il sospetto che il ridimensionamento del programma serva a coprire le falle di altre produzioni: “Secondo la nota diffusa dai consiglieri Rai Alessandro Di Majo e Roberto Natale, questi tagli servirebbero a garantire contratti per trasmissioni che si sono rivelate disastrose, con sprechi evidenti di denaro pubblico”.

Ranucci ha anche denunciato difficoltà operative e amministrative senza precedenti: “In 30 anni di carriera è la prima volta che a giugno non ho le matricole aperte. Questo significa che non posso avviare i contratti e la squadra non può iniziare a lavorare nei mesi estivi, quelli cruciali per preparare le nuove inchieste”.

Un altro punto critico riguarda la gestione discontinua dei contratti: “Ci sono videomaker e giornalisti a cui vengono assegnati incarichi in momenti diversi, impedendo il lavoro coordinato. È una situazione che compromette la qualità del prodotto editoriale”.

Il conduttore non esclude nemmeno che dietro la decisione possa esserci una sorta di ritorsione nei confronti del programma, da anni impegnato in inchieste scomode: “Alcuni giornali e blog ipotizzano che questi tagli siano una punizione per Report. Se fosse così, sarebbe un danno gravissimo alla nostra reputazione”.

Infine, sulla sua presenza alla presentazione dei palinsesti, prevista per il 27 giugno a Napoli, Ranucci frena: “Aspetto di vedere se la notizia sarà confermata”.

In attesa della versione definitiva del palinsesto, la riduzione di Report alimenta il dibattito sul ruolo del servizio pubblico e sulla libertà dell’informazione, in un contesto in cui la sostenibilità economica sembra pesare più della qualità editoriale.

Leggi anche

In conclusione, il taglio annunciato a Report non è solo una questione numerica, ma simbolica: rappresenta una possibile riduzione dello spazio dedicato all’inchiesta e al giornalismo indipendente all’interno del servizio pubblico. Le parole di Ranucci mettono in luce un malessere più ampio che riguarda la gestione delle risorse, la trasparenza nelle scelte editoriali e il rispetto per il lavoro di una redazione che ha costruito negli anni un rapporto di fiducia con il pubblico. In attesa della presentazione ufficiale dei palinsesti, resta aperta la domanda su quale direzione voglia prendere la Rai: se quella della tutela dell’approfondimento giornalistico o quella della semplificazione a vantaggio di contenuti meno scomodi.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini