La decisione è arrivata al culmine di un incontro acceso sul futuro dell’ex ILVA, dove Bitetti ha denunciato minacce e ostacoli tali da impedire la normale operatività istituzionale .
-panorama elettorale: chi è stato eletto e chi ha sostenuto
Elezioni comunali 2025 a Taranto: risultati
Al primo turno (25‑26 maggio), Bitetti ha ottenuto 37,39% dei voti, seguito da Francesco Tacente con 26,14%; gli altri candidati includevano Luca Lazzàro (19,40%), Annagrazia Angolano (M5S, 10,91%) e altri con percentuali minori .
Al ballottaggio (8‑9 giugno), Bitetti è stato eletto sindaco con circa il 54–55% dei voti, battendo Tacente, che ha raccolto circa il 45‑46% . L’affluenza è calata al 47% rispetto al 56,6% del primo turno .
Il sindaco di Taranto Piero (o Pietro) Bitetti, eletto solo circa 50 giorni fa, si è dimesso in seguito a una crescente pressione da parte di cittadini e associazioni ambientaliste, particolarmente sul caso ex Ilva. Nella lettera di dimissioni depositata al protocollo comunale ha parlato di una condizione di “inagibilità politica” .
La decisione è arrivata al culmine di un incontro acceso sul futuro dell’ex ILVA, dove Bitetti ha denunciato minacce e ostacoli tali da impedire la normale operatività istituzionale .
Chi è Piero Bitetti
Ha 52 anni, due figli, ex ufficiale della Marina militare e veterano della politica locale (oltre 27 anni di impegno). Tra gli incarichi: consigliere comunale dal 2005, assessore, presidente del consiglio comunale, consigliere provinciale e presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia .
È stato considerato uno dei registi interni della caduta del sindaco uscente Rinaldo Melucci .
Il quadro delle alleanze
Coalizione di centrosinistra: sostenevano Bitetti il Partito Democratico, “Con Bitetti”, Unire Taranto, Per Bitetti sindaco, Demos, Alleanza Verdi e Sinistra, Democrazia Cristiana e il Partito Liberal Democratico‑Azione .
Il Movimento 5 Stelle, pur avendo una propria candidata al primo turno (Annagrazia Angolano), ha successivamente invitato a votare per Bitetti al ballottaggio contro il centrodestra .
Francesco Tacente, lo sfidante al ballottaggio, era sostenuto da una rete di liste civiche e partiti di centrodestra amici, tra cui Prima Taranto, Riformisti‑Socialisti, Unione di Centro, Fratelli d’Italia e Forza Italia .
-In breve: contesto e significato
Dopo quasi vent’anni di governo di centrosinistra, Taranto ha confermato questa scelta politica con la vittoria di Bitetti, sostenuto da una coalizione trasversale .
Bitetti rappresenta l’ala tradizionalmente esperta e istituzionale del centrosinistra locale, mentre Tacente incarnava una figura più nuova e civica legata al centrodestra emergente.
La bassa affluenza al ballottaggio (47%) evidenzia una demotivazione degli elettori rispetto al primo turno (56,6%) .
–Perché le dimissioni?
Bitetti ha motivato la scelta facendo esplicito riferimento a:
Forte contestazione civica e ambientale, soprattutto relative all’ex Ilva;
Un clima di tensione che ha comportato minacce e inagibilità politica, come ha raccontato l’ex primo cittadino stesso nei giorni immediatamente precedenti alle dimissioni .
Taranto aveva appena eletto un primo cittadino esperto, frutto di una coalizione larga e moderata. L’uscita prematura di scena di Bitetti apre ora un campo politico incerto, con difficili scelte sul futuro dell’ex Ilva e sulla governabilità locale.
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Le dimissioni lampo di Piero Bitetti, a soli 50 giorni dalla sua elezione, rappresentano un terremoto istituzionale per Taranto. La città, che aveva scelto un sindaco esperto e sostenuto da una coalizione ampia e trasversale, si ritrova ora senza guida, proprio nel momento più delicato per il futuro dell’ex Ilva. Le accuse di “inagibilità politica”, le pressioni e le minacce denunciate dall’ex primo cittadino riflettono un clima teso e polarizzato, dove la politica fatica a rispondere alla rabbia civile e alle emergenze ambientali. Si apre così una fase di profonda incertezza, in cui non sarà facile ricostruire fiducia, rappresentanza e soprattutto una visione credibile per una città che continua a pagare il prezzo più alto del conflitto tra lavoro, salute e dignità democratica.


















