Tornano i sondaggi di Enrico Mentana su La7 – Ecco cosa è cambiato in un mese – TUTTI I DATI

Dopo la pausa estiva, tornano i sondaggi politici che fotografano gli orientamenti degli italiani all’inizio di settembre. La rilevazione SWG per La7, aggiornata al 1° settembre 2025, mostra un quadro che in parte conferma i trend degli ultimi mesi, ma che registra anche segnali interessanti per i principali partiti.

Fratelli d’Italia in lieve crescita

Il partito della premier Giorgia Meloni si conferma al primo posto con il 30,2%, in crescita di 0,3 punti rispetto al sondaggio del 28 luglio. Si tratta di un dato che restituisce una sostanziale stabilità per Fratelli d’Italia, capace di mantenere il consenso sopra la soglia psicologica del 30%. Un segnale importante per il partito di governo, che punta a blindare la propria leadership in vista delle prossime sfide elettorali.

Il Partito Democratico perde terreno

La flessione più evidente riguarda il Partito Democratico, che scende al 22%, con un calo di 0,4 punti in un mese. Un arretramento che conferma le difficoltà del Pd nel consolidare il proprio ruolo di alternativa principale al governo Meloni. Dopo un’estate segnata da tensioni interne e da una linea politica spesso giudicata troppo attendista, il partito guidato da Elly Schlein vede ridursi il vantaggio sul Movimento 5 Stelle.

Movimento 5 Stelle: stabilità sopra il 13%

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,3%, sostanzialmente stabile rispetto al 13,4% di fine luglio. Una variazione minima (-0,1) che conferma però la solidità del partito guidato da Giuseppe Conte, capace di mantenere il consenso su livelli significativi nonostante gli attacchi della maggioranza e la concorrenza a sinistra. I 5 Stelle, dopo mesi difficili, sembrano aver consolidato una base elettorale stabile, superiore al 13%, che rappresenta oggi lo zoccolo duro del movimento.

Centrodestra compatto: Lega e Forza Italia in risalita

Accanto a Fratelli d’Italia, anche gli altri partiti della coalizione di governo registrano un piccolo incremento. La Lega di Matteo Salvini cresce all’8,6% (+0,2), mentre Forza Italia guadagna uno 0,1, salendo all’8,2%. Numeri che certificano una sostanziale compattezza del centrodestra, che nel complesso supera il 47% delle intenzioni di voto.

Verdi-Sinistra e Terzo Polo

La lista Verdi e Sinistra rimane stabile al 6,7%, confermandosi come quarta forza dell’opposizione. Sul fronte del cosiddetto “Terzo Polo”, Azione registra un lieve incremento, passando dal 3,3% al 3,5% (+0,2), mentre Italia Viva di Matteo Renzi arretra al 2,5% (-0,1). +Europa resta ferma al 2,1%, mentre Noi Moderati non si muove dall’1%.

Cresce l’area dell’astensione

Un altro dato significativo riguarda gli elettori che dichiarano di non esprimersi, saliti dal 29% al 33%. Si tratta di un segnale di crescente disaffezione e di difficoltà per i partiti nel coinvolgere un’ampia fetta della popolazione, soprattutto dopo il periodo estivo.

Il primo sondaggio di settembre consegna dunque un quadro politico tendenzialmente stabile, con piccoli movimenti che però potrebbero pesare nel medio periodo. Fratelli d’Italia resta saldo al comando, il Pd arretra, il Movimento 5 Stelle tiene le posizioni sopra il 13% e l’intero centrodestra rafforza la propria coesione.

Sul fondo resta un interrogativo: la crescita dell’astensione sarà un fenomeno passeggero legato alla fine dell’estate o un campanello d’allarme che potrebbe condizionare seriamente le prossime elezioni regionali e nazionali?

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Il sondaggio SWG fotografa un’Italia politicamente immobile ma socialmente inquieta. Se da un lato la maggioranza di governo appare solida e compatta, con Fratelli d’Italia ben oltre la soglia del 30% e Lega e Forza Italia in leggera ripresa, dall’altro lato l’opposizione arranca: il Partito Democratico perde terreno e non riesce a imporsi come alternativa credibile, mentre il Movimento 5 Stelle si limita a difendere le proprie posizioni senza sfondare.

Il vero dato politico, però, potrebbe non essere nei decimali dei partiti, ma nel balzo dell’astensione, che tocca il 33%. È lì che si misura il malessere di un Paese sempre più distante dalla politica, deluso da promesse non mantenute e incapace di ritrovarsi nei linguaggi e nelle proposte dei partiti.

Il quadro appare quindi doppio: un centrodestra che consolida la sua forza elettorale e un’opposizione in cerca di identità, ma soprattutto un popolo che rischia di voltare le spalle al voto. La sfida dei prossimi mesi sarà capire se i partiti sapranno riconquistare quella fetta crescente di cittadini che oggi sceglie il silenzio, trasformando l’astensione in un segnale politico più pericoloso di qualsiasi calo nei sondaggi.

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