Travaglio epico. Fa l’elenco dei leader ipocriti ai funerali del Papa. La lista shock in diretta – VIDEO

Durante l’ultima puntata di Accordi e Disaccordi su Nove, condotta da Luca Sommi, Marco Travaglio ha offerto una delle analisi più impietose e taglienti sulla giornata dei funerali di Papa Francesco. In un intervento acceso e lucido, il direttore de Il Fatto Quotidiano ha denunciato la sfilata di ipocrisie andata in scena in Piazza San Pietro, definendola senza mezzi termini “una fiera del tartufo”.

“Gesù li avrebbe chiamati sepolcri imbiancati”, ha esordito Travaglio. “Noi italiani siamo primatisti nel salto sul carro del vincitore. Ma qui è andato in scena un altro sport: il salto sul carro funebre di Papa Francesco.”

Secondo Travaglio, mai come in questo caso si è visto un Papa tanto vilipeso da vivo e tanto elogiato da morto. E ha spiegato senza giri di parole:

“Papa Francesco è stato il pontefice più incompreso, insultato e attaccato da politici e leader che oggi fanno a gara a piangerlo. Forse perché da morto non può più disturbare.”

Il giornalista ha ricordato che, per quanto gli Stati siano laici e non obbligati a seguire la dottrina cattolica, chi ha sistematicamente contraddetto ogni insegnamento di Bergoglio dovrebbe avere almeno il pudore di tacere, invece di fingersi suo discepolo.

Tra i casi più eclatanti citati da Travaglio, il primo è stato Benjamin Netanyahu:

“Un macellaio con le mani grondanti di sangue, ma almeno non ipocrita. Non ha detto nulla su Francesco, né ha partecipato al funerale, rispettando la verità del suo rapporto con il Papa.”

Poi è stato il turno di Donald Trump, descritto come “il caso più caricaturale”:

“Un affarista devoto al dio denaro, suprematista, lontano anni luce dai valori di Francesco. Eppure ora si mostra come mediatore di pace, paradossalmente più vicino al Papa di quanto non lo fossero i suoi predecessori come Obama o Biden, i veri artefici delle guerre che Francesco ha sempre condannato.”

Nemmeno Vladimir Putin è stato risparmiato, ricordato per aver esaltato Papa Francesco solo per il suo presunto filorusso, dimenticando che il Papa era “nemico di tutte le guerre e delle repressioni, a partire dalle sue”.

Durissimo anche il passaggio su Javier Milei, presidente argentino che in passato aveva insultato Bergoglio chiamandolo “figlio di [___]”, “rappresentante del maligno”, “imbecille nefasto”, salvo poi presentarsi ai funerali piangendo lacrime di coccodrillo.

Anche Volodymyr Zelensky è finito nel mirino di Travaglio. Ricordando l’atteggiamento ostile del leader ucraino verso il Papa durante il conflitto, ha sottolineato:

“Zelensky aveva liquidato Francesco come ‘non credibile’, aveva rigettato ogni mediazione vaticana, e ora finge di piangerlo. È uno spettacolo indegno.”

Particolarmente severo il giudizio anche su Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea:

“La Von der Leyen, che ha ispirato l’ultimo Angelus di Francesco con il suo folle piano di riarmo europeo da 800 miliardi di euro, si è presentata al funerale come se nulla fosse. È l’emblema dell’ipocrisia: ha sempre fatto il contrario di ciò che Francesco predicava.”

Travaglio ha ricordato che Papa Francesco aveva nominato il cardinale Zuppi come delegato per tentare un negoziato sulla guerra in Ucraina, mentre l’Unione Europea non ha mai nominato alcun rappresentante ufficiale per la pace.

“Parlano di pace, ma preparano la guerra. E oggi si fingono tutti ispirati dal Papa che hanno ignorato in vita.”

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Conclusione e VIDEO EPICO

Con la sua analisi ad Accordi e Disaccordi, Marco Travaglio ha squarciato il velo su una giornata che, dietro la solennità delle esequie, ha mostrato il lato più cinico della politica internazionale.
Il funerale di Papa Francesco non è stato solo un momento di raccoglimento, ma anche la vetrina dell’ipocrisia globale, dove coloro che hanno tradito, ignorato o addirittura ostacolato il messaggio del Pontefice, si sono precipitati a rendergli omaggio per convenienza o per ripulire la propria immagine.

In un mondo che fatica a riconoscere la verità persino davanti alla morte, le parole di Travaglio sono state un richiamo potente a distinguere tra la memoria sincera e la celebrazione vuota, tra chi ha veramente ascoltato il Papa degli ultimi e chi, oggi, ne sfrutta solo il ricordo.
VIDEO:

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