Travaglio umilia la Schlein: “Fa il suo discorso sul Papa, mentre il suo PD votava per i… – IL VIDEO

Nel giorno in cui Elly Schlein tuona in Parlamento contro “gli ipocriti della destra” che, a suo dire, tradiscono il messaggio del Papa sui poveri, i migranti e il clima, Marco Travaglio – dalle colonne del Fatto Quotidiano – la inchioda a una contraddizione clamorosa. Un attimo dopo il suo intervento accorato in Aula, racconta il direttore, gli eurodeputati del Partito Democratico votano compatti a favore del piano europeo per l’industria della difesa, voluto dalla Commissione von der Leyen: un provvedimento che rappresenta il primo passo verso una vera e propria economia di guerra.

Nel suo editoriale dal titolo provocatorio – “Ce lo chiede il Papa” – Travaglio fa notare come il voto del PD arrivi a sostegno di nuovi investimenti militari, con misure che semplificano gli appalti per le armi, rafforzano l’alleanza tra politica e industria bellica e destinano 1,5 miliardi di euro sottratti al bilancio comune per finanziare le “industrie della morte”. Tra le novità più discusse, l’intenzione di riconvertire linee produttive civili in fabbriche militari, sulla falsariga di quanto già accade in Germania.

A rendere tutto più paradossale, secondo Travaglio, è la pretesa di coerenza morale con cui il PD – e in particolare la sua leader – si erge a difesa degli ultimi, del welfare e della giustizia sociale. Ma mentre Schlein attacca la destra per aver ignorato Papa Francesco, è proprio il suo partito, secondo il giornalista, a tradirne il messaggio più limpido: quello contro il riarmo.

“Quando gli imperi si indeboliscono fanno una guerra anche per vendere le armi o per provarne di nuove”, ricordava il Papa. Parole che Travaglio mette in contrasto con un voto che sembra fare esattamente il contrario di ciò che il pontefice invocava: più fondi alle armi, meno alla sanità, meno al welfare, meno alla transizione ecologica.

Non solo. Il PD, evidenzia l’editoriale, non ha nemmeno condannato il comportamento della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha forzato le regole europee bypassando il Parlamento per far approvare un piano da 800 miliardi di euro per il riarmo, di cui 150 a carico diretto dell’Unione. Una manovra giudicata illegittima dalla stessa commissione giuridica dell’Europarlamento, eppure passata nel silenzio quasi totale del partito che, a parole, difende la democrazia e la trasparenza.

A chiusura del pezzo, Travaglio si spinge fino a un tono amaro e sarcastico. Ricorda che al “Funeral Party” per Papa Francesco parteciperà anche Joe Biden, l’ex presidente definito “cattolicissimo”, che ha sostenuto la guerra in Ucraina e rifornito Israele di armi per i bombardamenti su Gaza. “Non resta che sperare in un bel nubifragio”, conclude, lasciando sospesa tra le righe la sensazione di una ipocrisia ormai senza limiti.

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Conclusione

L’editoriale di Marco Travaglio è un attacco diretto e senza sconti alla leadership di Elly Schlein, ma più in generale a un centrosinistra che, secondo il direttore del Fatto Quotidiano, predica pace e giustizia ma vota armi e riarmo. Il riferimento al Papa non è solo un espediente retorico: è una cartina di tornasole per misurare la distanza tra i principi dichiarati e le scelte politiche concrete. In un’Europa che sembra sempre più orientata verso la militarizzazione, il silenzio – o la complicità – di chi dovrebbe rappresentare un’alternativa pacifista rischia di diventare il più grave degli errori. E per chi, come Schlein, rivendica il valore della coerenza, questo potrebbe essere un prezzo politico molto alto da pagare.

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