Nel giorno in cui l’Italia celebra la Festa dei Lavoratori, Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS e oggi capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, non usa mezzi termini per bocciare con durezza il cosiddetto “decreto Primo Maggio” annunciato dal governo Meloni. In una nota ufficiale, diffusa nel pomeriggio del 30 aprile, l’economista ha definito il provvedimento “l’ennesima scatola vuota”, un’operazione di facciata senza contenuto reale.
“Il decreto non esiste: non c’è un testo, solo annunci”
Tridico punta subito il dito contro l’assenza di trasparenza e sostanza:
“Giorgia Meloni annuncia un decreto che non c’è. Manca un testo, la maggior parte dei fondi sono già stati stanziati in precedenza e non c’è una proposta valida per contrastare il lavoro nero e far crescere i salari”, ha dichiarato, denunciando l’ennesima operazione propagandistica di un governo che, secondo lui, “gioca con le parole e con le ricorrenze”.
Nel mirino dell’europarlamentare anche i fondi destinati all’INAIL, che la Premier ha presentato come nuovi investimenti. Tridico chiarisce: “Si tratta di risorse dovute, che derivano dai contributi versati da imprese e lavoratori. Non c’è nulla di straordinario né di innovativo”.
“Altro che record occupazionale: crescono solo i lavoratori poveri”
Uno dei passaggi più duri del comunicato riguarda la narrazione sull’occupazione. Meloni ha più volte rivendicato un “record storico” di occupati, ma Tridico ribatte con forza: “Nella propaganda del governo si millanta un fantomatico record di occupati, ma la verità è che stiamo assistendo a un record di occupati poveri”.
A supporto della sua accusa cita i dati Istat e le stesse parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in più occasioni ha richiamato l’attenzione sul problema della precarietà e del potere d’acquisto: “I salari reali sono diminuiti durante il governo Meloni. Nel 2021 erano più alti”, ribadisce.
“Morti sul lavoro: servono misure vere, non slogan”
Tridico dedica poi un passaggio importante a uno dei drammi sociali più gravi del Paese: le morti bianche. Solo nel 2024 sono stati registrati centinaia di decessi sul lavoro e il trend non accenna a diminuire. Per l’ex presidente dell’INPS, le misure simboliche non bastano più: “Per contrastare il deprecabile fenomeno delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro servono una procura nazionale sul lavoro, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e il salario minimo per restituire dignità a tutte le professioni”.
Si tratta di tre misure che il Movimento 5 Stelle propone da tempo, ma che non hanno trovato spazio nei provvedimenti del governo attuale, il quale — secondo Tridico — “preferisce agire per spot, senza affrontare le cause strutturali della precarietà e dell’illegalità diffusa nel mondo del lavoro”.
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Una ricorrenza svuotata di significato
L’attacco dell’europarlamentare M5S si conclude con una riflessione sul significato stesso della Festa dei Lavoratori:
“Nel giorno in cui si dovrebbe onorare il lavoro e i diritti di chi lo svolge, la destra al governo sforna l’ennesima scatola vuota utile solo a prendere in giro i lavoratori”.
Per Tridico, ciò che manca è la volontà politica di redistribuire le risorse, proteggere i più deboli e affrontare in maniera sistemica le disuguaglianze. “Quello che serve non è l’ennesima vetrina. Serve una strategia nazionale per il lavoro dignitoso e sicuro, con misure concrete, risorse vere e un cambio di passo radicale.”
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