Durante la puntata di Accordi e Disaccordi andata in onda ieri sera sul canale Nove, il professore Alessandro Orsini è intervenuto per esprimere una posizione netta e controversa sull’atteggiamento dell’Italia nei confronti della guerra in Ucraina. Intervistato da Luca Sommi, Orsini ha affermato senza mezzi termini: “Abbiamo violato la Costituzione. Questo è fuori discussione”.
Secondo il docente, il primo punto critico risiede nella decisione di inviare armamenti a Kiev. Orsini ha sottolineato che l’Ucraina non fa parte né della NATO né dell’Unione Europea, e che dunque l’assistenza militare prestata dall’Italia non rientra in alcun obbligo di difesa collettiva. “Inviare armi all’Ucraina – ha spiegato – è come se le avessimo inviate all’Armenia o all’Azerbaigian. È stata una scelta politica del governo Draghi prima, e del governo Meloni poi”.
Al centro della sua argomentazione vi è l’articolo 11 della Costituzione italiana, che recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Orsini ha quindi sostenuto che l’Italia abbia violato questo principio in due modi distinti: “La Costituzione è stata violata quando Draghi e Meloni hanno inviato le armi. E poi è stata doppiamente violata quando hanno rifiutato ogni sforzo diplomatico per promuovere la pace”.
Il professore ha infatti accusato entrambi i governi di aver scelto consapevolmente la via dello scontro, disprezzando ogni possibilità di mediazione. “Noi sappiamo – ha detto – che Draghi e Meloni hanno sempre dichiarato di essere contrari a qualsiasi dialogo diplomatico con Putin”.
A supporto della sua tesi, Orsini ha citato una testimonianza di Jens Stoltenberg, all’epoca segretario generale della NATO. Il 7 settembre 2023, davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Stoltenberg avrebbe confermato che già nel dicembre 2021 Vladimir Putin cercò una mediazione diplomatica con l’Alleanza Atlantica, avvertendo chiaramente: “Se non troviamo un’intesa, invaderemo l’Ucraina”. Sempre secondo Stoltenberg, la NATO avrebbe preferito non trattare, esponendo così Kiev al rischio dell’invasione russa.
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Le parole di Orsini riaprono un dibattito profondo e divisivo su quale sia oggi il ruolo dell’Italia nei conflitti internazionali e sul rispetto della propria carta costituzionale. La sua analisi, al di là delle reazioni che può suscitare, invita a riflettere sulla coerenza tra le scelte di politica estera e i principi fondamentali su cui si fonda la Repubblica. Un interrogativo che, soprattutto in tempi di guerra, resta più che mai attuale.
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