I dati diffusi dal consueto sondaggio SWG per La7 fotografano un quadro politico sostanzialmente stabile, ma con alcune dinamiche da non ignorare. A spiccare è la lieve frenata di alcune forze della maggioranza e un centrosinistra che, pur recuperando terreno rispetto all’inizio del ciclo politico, continua a non intercettare nuovi segmenti di elettorato. Nel mezzo, un Movimento 5 Stelle stabile ma senza slancio, mentre una parte dell’area moderata riformista torna lentamente a salire.
Fratelli d’Italia ancora primo partito, ma la crescita è minima
Fratelli d’Italia resta il primo partito del Paese con il 31,4%, guadagnando appena +0,1 rispetto alla rilevazione del 10 novembre. Il partito di Giorgia Meloni conferma una posizione dominante, ma la fase espansiva sembra essersi ormai arrestata: i movimenti settimanali sono minimi, segno che la base elettorale si è stabilizzata e che il margine di crescita spontanea si è ridotto.
PD rallenta: ancora un -0,2%
Il Partito Democratico registra una lieve perdita e scende al 22% (-0,2). Un dato che rompe una tendenza di crescita costante e indica una difficoltà nel consolidare consensi oltre il proprio blocco tradizionale. Nonostante una maggiore visibilità mediatica e un progressivo posizionamento in vista delle regionali, il PD non riesce a diventare polo attrattivo per gli elettori indecisi.
Movimento 5 Stelle stabile, senza scossoni
Il Movimento 5 Stelle resta fermo al 12,8%, esattamente come sette giorni fa. Nessuna variazione, né in positivo né in negativo. È un dato che conferma la base solida del movimento, ma segnala allo stesso tempo un rallentamento nella capacità di intercettare dissenso sociale o raccogliere il voto di protesta. Il clima politico polarizzato e l’assenza di campagne ad alto impatto mediatico sembrano frenare la crescita.
FI e Lega in perdita: tensioni nella maggioranza
L’area di governo accusa piccoli segnali di erosione:
Forza Italia scende all’8% (-0,1)
Lega cala al 7,8% (-0,2)
Il calo simultaneo dei due partiti della coalizione indica una progressiva concentrazione del consenso a favore di FdI, con un elettorato che si ridefinisce ma non cresce complessivamente. La maggioranza si conferma la più forte in termini numerici, ma non immune da segnali di indebolimento interno.
Verdi-Sinistra in crescita
Il cartello Verdi e Sinistra registra un lieve incremento (+0,2), arrivando al 6,9%. Il dato conferma una tendenza consolidata: una parte dell’elettorato progressista sceglie le alternative più radicali, attratta da messaggi più identitari sulle battaglie sociali, ambientali e costituzionali.
Nel centro riformista: piccoli movimenti, ma una tendenza emerge
Nel polo centrista e liberal-popolarista emergono variazioni non irrilevanti:
PartitoRisultatoTrendAzione3,2%+0,2Italia Viva2,5%=+Europa1,5%=Noi Moderati1,3%+0,2Altre liste2,6%-0,2
Il quadro mostra un piccolo risveglio del fronte riformista e moderato, con Azione che torna a crescere e Noi Moderati che recuperano consenso. Resta invece fermo l’asse Renzi-Bonino, senza variazioni.
Il dato più rilevante: 30% di indecisi
Ancora una volta, il numero più significativo è quello degli indecisi o non votanti: 30%. Un elettore su tre non indica alcuna preferenza. È una cifra enorme, che conferma un malessere diffuso verso l’offerta politica esistente e rende qualunque scenario futuro meno prevedibile.
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Conclusione
Il sondaggio Mentana di questa settimana delinea un Paese politicamente stabile in superficie, ma attraversato da movimenti profondi: il governo non cresce più come prima, il centrosinistra non sfrutta le difficoltà della maggioranza, il Movimento 5 Stelle si mantiene costante ma non intercetta i delusi e l’area centrista mostra piccoli segnali di ripartenza.
Con le regionali alle porte e con un anno politicamente acceso tra referendum, legge di bilancio e tensioni sociali, i numeri di oggi potrebbero essere solo l’inizio di un nuovo equilibrio elettorale ancora tutto da costruire.



















