La leader di +Europa è al Santo Spirito dopo un peggioramento della funzionalità respiratoria. I medici: quadro ancora delicato, ma senza peggioramenti. Calenda: “Emma, tieni duro”
Restano delicate ma stazionarie le condizioni di Emma Bonino, ricoverata dalla serata di lunedì 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove si trova in terapia intensiva a scopo precauzionale dopo un peggioramento della funzionalità respiratoria.
È questo il quadro che emerge dall’ultimo bollettino medico diffuso sulle condizioni della storica leader radicale e fondatrice di +Europa. La notizia più rassicurante, pur in una situazione che continua a richiedere la massima attenzione, è che Bonino è cosciente e che i principali parametri cardiocircolatori e respiratori vengono definiti al momento accettabili.
I sanitari dell’ospedale stanno seguendo costantemente l’evoluzione del quadro clinico e sono in contatto con il medico personale di Bonino, Claudio Santini.
Il bollettino medico: “Condizioni delicate ma stazionarie”
Secondo quanto comunicato nelle ultime ore, Emma Bonino è ricoverata in terapia intensiva del Santo Spirito “a scopo precauzionale”.
I medici hanno riferito che, nonostante la delicatezza della situazione, le condizioni restano stazionarie.
Bonino è vigile, cosciente e i parametri cardiocircolatori risultano compatibili con una situazione al momento sotto controllo. Anche gli scambi respiratori sono stati definiti accettabili.
Si tratta dunque di un quadro che richiede ancora grande prudenza, ma nel quale, al momento, non vengono segnalati ulteriori peggioramenti.
Il malore e il trasferimento d’urgenza in ospedale
La leader di +Europa era stata soccorsa nella propria abitazione, nel centro di Roma, dopo un peggioramento delle sue condizioni respiratorie.
L’intervento sanitario aveva portato al trasferimento urgente al Santo Spirito, dove Bonino era arrivata in codice rosso.
Fin dai primi momenti, però, secondo quanto riferito dal suo medico curante, sarebbe rimasta vigile e lucida.
La scelta di ricoverarla in terapia intensiva è stata adottata per permettere un monitoraggio continuo e garantire la possibilità di intervenire immediatamente in caso di variazioni del quadro clinico.
Il precedente ricovero alla fine del 2025
Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che Emma Bonino viene assistita al Santo Spirito.
Alla fine del 2025 era già stata ricoverata nello stesso ospedale dopo un malore. Anche in quell’occasione era stata inizialmente trasferita in terapia intensiva.
Successivamente gli accertamenti avevano escluso una ripresa della patologia oncologica che l’aveva colpita anni prima. L’origine del malore era stata invece ricondotta a un problema di natura metabolica.
Dopo una notte al Santo Spirito, Bonino era stata trasferita nella Stroke Unit del San Filippo Neri di Roma, dove aveva proseguito il percorso di cura fino alle dimissioni, avvenute circa una settimana dopo.
Il precedente contribuisce inevitabilmente ad aumentare l’attenzione intorno all’attuale ricovero, anche se ogni episodio clinico deve essere valutato autonomamente dai medici.
La lunga battaglia contro il tumore al polmone
La storia sanitaria di Emma Bonino è segnata soprattutto dalla diagnosi, ricevuta nel 2015, di un microcitoma polmonare.
Si tratta di una forma particolarmente aggressiva di tumore del polmone, che aveva richiesto un lungo percorso terapeutico.
Bonino aveva affrontato la malattia senza abbandonare completamente la vita pubblica e politica, continuando negli anni a intervenire sui temi ai quali ha dedicato gran parte della propria esistenza.
Dopo otto anni di terapie, era stata lei stessa ad annunciare la conclusione positiva del percorso di cura.
Proprio per questo motivo, ogni nuovo ricovero della leader radicale suscita inevitabilmente preoccupazione, anche se nell’attuale bollettino non viene indicata una connessione con la precedente patologia oncologica.
Calenda: “Emma, tieni duro”
Alla notizia del ricovero sono iniziati ad arrivare messaggi di vicinanza dal mondo politico.
Tra i primi a intervenire è stato il leader di Azione Carlo Calenda, che ha rivolto a Bonino un messaggio pubblico di sostegno:
“La vicinanza mia personale e di tutta la comunità di Azione a Emma Bonino. Tieni duro”.
Un messaggio che testimonia l’affetto e il rispetto trasversale che la figura di Emma Bonino continua a raccogliere anche al di fuori della propria area politica.
Una vita dedicata ai diritti civili
Emma Bonino è una delle personalità più note e longeve della politica italiana.
La sua storia è legata in maniera indissolubile al Partito Radicale e alle battaglie per i diritti civili che hanno segnato la seconda metà del Novecento italiano.
Dagli anni Settanta in poi ha partecipato alle campagne per il divorzio, per la legalizzazione dell’aborto, per l’autodeterminazione individuale e per la tutela dei diritti umani.
Ha spesso scelto forme di militanza radicali e provocatorie, esponendosi personalmente in prima linea per costringere il dibattito pubblico e le istituzioni a confrontarsi con temi che in quel momento venivano considerati tabù.
Dal Parlamento all’Europa
La carriera politica di Bonino ha avuto anche una forte dimensione internazionale.
Nel 1994 venne nominata commissaria europea per gli Aiuti umanitari, incarico che la portò a occuparsi direttamente di alcune delle più gravi crisi internazionali di quegli anni.
Seguì, tra le altre, le conseguenze del genocidio in Ruanda e le emergenze umanitarie nei Balcani.
La sua esperienza europea contribuì a consolidare la sua immagine di esponente politica fortemente impegnata sui temi dei diritti, delle libertà e della cooperazione internazionale.
Gli incarichi nei governi Prodi e Letta
Bonino ha ricoperto anche importanti incarichi di governo in Italia.
Nel secondo governo guidato da Romano Prodi fu ministro del Commercio internazionale e delle Politiche europee.
Successivamente, nel governo di Enrico Letta, ricoprì l’incarico di ministro degli Esteri, diventando una delle figure più autorevoli della diplomazia italiana di quella fase politica.
Nel corso della sua carriera è stata inoltre parlamentare italiana ed europea, candidata alla Presidenza della Repubblica e protagonista di numerose campagne referendarie.
Una figura centrale del radicalismo italiano
Negli ultimi anni Emma Bonino è stata tra le fondatrici di +Europa, proseguendo il proprio impegno politico in chiave europeista, liberale e radicale.
Nonostante i problemi di salute affrontati nel tempo, non ha mai abbandonato completamente l’attività pubblica.
La sua voce è rimasta presente nel dibattito sui diritti civili, sull’Europa, sull’immigrazione, sulla politica estera e sulle libertà individuali.
È proprio questa lunga storia personale e politica a spiegare la grande attenzione che circonda in queste ore ogni aggiornamento proveniente dall’ospedale.
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Ore di attesa per i prossimi aggiornamenti
Al momento, dunque, la situazione resta sotto stretta osservazione.
Il dato più importante del bollettino è che Emma Bonino è cosciente e le sue condizioni, pur delicate, sono stazionarie.
Non risultano al momento comunicazioni su eventuali dimissioni dalla terapia intensiva o su un trasferimento in un altro reparto.
I medici continueranno a monitorare l’andamento della funzionalità respiratoria e i parametri cardiocircolatori nelle prossime ore.
Per il mondo politico e per le tante persone che in questi anni hanno seguito le sue battaglie, resta quindi l’attesa per i nuovi bollettini.
Dopo il trasferimento d’urgenza al Santo Spirito, il quadro rimane serio ma senza segnali di ulteriore peggioramento. E in queste ore il messaggio che arriva da più parti è uno solo: forza Emma.



















