ULTIMI SONDAGGI – Ancora un partito in calo, cosa sta accadendo al CDX, mentre Conte è… – I DATI

Centrodestra ancora primo, ma cala: -0,5%

Il centrodestra resta l’area politica più votata, ma inizia a mostrare segni di flessione. L’aggregato formato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati totalizza il 48% dei consensi, in calo di mezzo punto percentuale rispetto alla rilevazione precedente. Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, si attesta al 29,5% (-0,5%), rimanendo di gran lunga la prima forza politica del Paese, ma con un trend che indica un raffreddamento dell’entusiasmo elettorale.

La Lega e Forza Italia si fermano entrambe all’8,5%, stabili rispetto alla scorsa settimana. I Noi Moderati, infine, si attestano all’1,5%.

Centrosinistra in difficoltà: cala anche il “campo largo”

Anche il centrosinistra mostra segnali di debolezza. La somma di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, +Europa e altri soggetti affini arriva al 43%, con un calo dello 0,5%. Il Partito Democratico si conferma al 22,5%, mentre Verdi e Sinistra sono al 6,5%, in lieve flessione (-0,5%). +Europa e gli altri partiti alleati (come Azione, oggi non più con Calenda) si fermano rispettivamente all’1,5% e al 12,5%.

Il dato complessivo indica una difficoltà del centrosinistra nel consolidare consensi, nonostante il Pd resti la seconda forza del Paese.

SALDO il Movimento 5 Stelle, stabile al 12,5%

In questo scenario, il Movimento 5 Stelle appare l’unico dei grandi partiti a mantenere i propri consensi, stabile al 12,5%. La forza guidata da Giuseppe Conte,  guadagnando terreno, conferma il proprio zoccolo duro e si posiziona come possibile ago della bilancia in un futuro schema tripolare.

Crescono i piccoli: +1% per gli “altri partiti”

L’unico segno positivo consistente arriva dal gruppo eterogeneo degli “altri partiti”, che complessivamente guadagnano 1 punto percentuale, passando al 9%. In questo calderone rientrano forze come Azione, Italia Viva, Sud chiama Nord, Unione Popolare e altre formazioni minori.

Tra questi, Azione sale al 3% (+0,5%), Italia Viva e Sud chiama Nord si fermano all’1,5%, mentre Unione Popolare è all’1%. Anche questi dati confermano come una parte dell’elettorato si stia spostando verso offerte politiche alternative ai poli principali.

Il partito del “non voto”: indecisi e astenuti al 31%. Un bacino per Conte?

Il dato forse più rilevante del sondaggio è quello relativo agli indecisi e agli astenuti, che raggiunge quota 31%. Una cifra che supera di gran lunga i risultati di qualsiasi partito, indicando una profonda crisi di fiducia nell’offerta politica attuale.

Questo elettorato silenzioso potrebbe rivelarsi decisivo in vista delle prossime elezioni, soprattutto se intercettato da forze capaci di proporre contenuti concreti e credibili.

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Conclusioni: stabilità apparente, ma sotto la superficie crescono i segnali di disaffezione

Il sondaggio Piepoli mostra una fotografia del Paese apparentemente stabile nei numeri, ma con segnali di tensione. Il centrodestra cala, pur rimanendo maggioranza. Il centrosinistra non decolla. Il Movimento 5 Stelle tiene, ma non avanza. I piccoli crescono lievemente. E soprattutto, si rafforza il fronte dell’astensione.

Un segnale chiaro per tutte le forze politiche: serve un cambio di passo, se si vuole recuperare credibilità e mobilitare un elettorato sempre più disilluso. Questo dovrebbe fare l’opposizione.

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