Il Movimento 5 Stelle guadagna terreno: +0,3% in una settimana
Nel sondaggio SWG pubblicato il 7 aprile 2025 da Tg La7, il Movimento 5 Stelle si conferma in crescita, passando dall’11,9% al 12,2%. È una delle variazioni più significative della settimana e arriva all’indomani della manifestazione nazionale contro il riarmo europeo, promossa dallo stesso Movimento e da diverse realtà civiche.
Un risultato che mostra come, anche in un quadro politico dominato da logiche di governo e grandi coalizioni, ci sia spazio per un’opposizione coerente, visibile e radicata nel dissenso popolare.
Il peso della piazza: la manifestazione del 5 aprile muove il consenso
La manifestazione del 5 aprile a Roma, organizzata per dire no al riarmo e alla militarizzazione dell’Europa, ha avuto un impatto diretto sulla percezione pubblica del M5S. Il corteo, ampio e variegato, ha riportato il Movimento al centro del dibattito politico, nonostante il tentativo dei media di ridurre la mobilitazione a un caso mediatico legato alla presenza dell’influencer Rita De Crescenzo.
Giuseppe Conte ha risposto con fermezza e lucidità alle provocazioni, riaffermando il profilo del M5S come forza politica “del buon senso” e “della pace”, estranea a logiche personalistiche o populiste. Il risultato? Un incremento di fiducia e consenso, in un momento in cui l’Italia appare sempre più spaccata tra urgenze sociali e priorità strategiche imposte dall’agenda europea e atlantica.
Il quadro complessivo: FdI cresce ancora, Pd in calo, Lega in ripresa
Accanto alla crescita del M5S, il sondaggio registra un aumento anche per Fratelli d’Italia, che guadagna +0,4%, portandosi al 30,2%. Un dato che consolida la leadership di Giorgia Meloni, nonostante il calo della fiducia generale nel governo (ora al 39%, contro il 49% del 2022).
In lieve flessione il Partito Democratico, che perde 0,2%, scendendo al 22,3%. Un calo che potrebbe essere sintomo della difficoltà del Pd nel distinguersi sul tema del riarmo e della politica estera, dove spesso ha assunto posizioni ambigue o troppo allineate al governo.
La Lega cresce di +0,3% e raggiunge l’8,7%, probabilmente grazie alla maggiore visibilità ottenuta con il congresso e le recenti uscite di Matteo Salvini sui dazi e la sovranità europea. Forza Italia, al contrario, perde 0,2%, fermandosi all’8,9%.
Anche Verdi e Sinistra registrano un lieve aumento: +0,2%, salendo al 6,2%, segno che il tema pacifista e ambientalista ha mosso una parte del loro elettorato.
I partiti minori: lieve flessione al centro, cresce il disincanto
Nel campo centrista e delle forze minori si registra una leggera flessione:
Azione passa dal 3,9% al 3,8% (-0,1%)
Italia Viva dal 2,6% al 2,5% (-0,1%)
+Europa dal 2,0% al 1,8% (-0,2%)
Altre liste calano di 0,4%, al 2,4%
Stabile Sud chiama Nord all’1,0%
Il dato più significativo è però la crescita degli indecisi e astenuti, che raggiungono il 34%, in aumento del +3% in una sola settimana. Una cifra che certifica una profonda disaffezione politica e una domanda di rappresentanza ancora inevasa.
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Conclusione: il M5S intercetta la domanda di alternativa
In un contesto segnato da incertezza economica, conflitti geopolitici e malessere sociale, la crescita del Movimento 5 Stelle mostra che la coerenza sui temi divisivi – come il no al riarmo – può ancora essere premiata. Conte e il suo gruppo si sono ritagliati uno spazio preciso, raccogliendo consensi tra chi non si riconosce né nella destra né nei moderati del centrosinistra.
Il dato del 7 aprile non segna un’inversione di tendenza per l’intero panorama politico, ma segnala un’opportunità reale per chi sceglie di costruire consenso fuori dai palazzi, dando voce a piazze troppo spesso ignorate.
La prossima sfida sarà mantenere questa credibilità e tradurre la crescita in numeri solidi e duraturi. Per ora, il M5S ha dimostrato che una piazza può ancora spostare voti.



















