Le nuove intenzioni di voto fotografano un’Italia incerta: Meloni ancora avanti, ma la sua coalizione perde slancio mentre cresce l’opposizione progressista
Secondo l’ultimo sondaggio di Termometro Politico, realizzato tra il 22 e il 23 ottobre 2025 su un campione di 3.000 intervistati, la situazione politica italiana resta in evoluzione.
Fratelli d’Italia si conferma il primo partito del Paese con il 29,6% delle preferenze, ma segna un leggero calo rispetto ai mesi precedenti, confermando un trend di erosione lenta ma costante del consenso attorno al partito di Giorgia Meloni.
Fratelli d’Italia ancora primo, ma la leadership di Meloni inizia a scricchiolare
Il partito della premier resta nettamente in testa, ma i segnali di stanchezza sono evidenti.
Il 29,6% rappresenta un dato ancora molto solido, ma in discesa rispetto al periodo estivo, quando FdI oscillava tra il 31 e il 32%.
Le tensioni interne sulla legge di bilancio, le polemiche sulla gestione RAI e il recente caso La Russa – che ha riacceso il dibattito sulla libertà di stampa – stanno contribuendo a erodere la fiducia in un governo che, secondo gli analisti, “sta mostrando segni di logoramento dopo due anni di potere pressoché incontrastato”.
Il Partito Democratico cresce e si consolida al 22,3%
Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein continua a recuperare terreno, attestandosi al 22,3%.
Si tratta del miglior risultato da inizio 2024, grazie a un posizionamento più netto su temi sociali, diritti civili e lavoro.
La Schlein ha puntato su un profilo di opposizione compatta e dialogante, raccogliendo consensi non solo tra gli elettori di sinistra tradizionale, ma anche in aree moderate del centrosinistra.
La strategia del “campo largo”, pur tra mille difficoltà, sembra dunque pagare sul piano dell’immagine, anche se restano distanze significative con il Movimento 5 Stelle.
Movimento 5 Stelle stabile, ma in attesa della riconferma di Conte
Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,1%, confermando la sostanziale stabilità degli ultimi mesi.
Il voto online per la riconferma di Giuseppe Conte come presidente potrebbe rappresentare un punto di svolta.
La base resta compatta, ma il M5S continua a oscillare tra la volontà di marcare la propria autonomia e la difficoltà di ritrovare uno spazio centrale nel panorama politico.
Il messaggio di Conte – “saremo alleati solo su programmi coerenti e progressisti” – ha consolidato il consenso del Movimento in un’area che rifiuta sia la destra di governo che la moderazione del Pd.
Centrodestra in frenata: Lega e Forza Italia in calo
Dietro Fratelli d’Italia, la Lega di Matteo Salvini è all’8,7%, in calo di mezzo punto rispetto al precedente sondaggio.
Il partito paga l’ambiguità sulle riforme e il malcontento delle regioni del Nord, preoccupate per la stagnazione economica e i tagli ai fondi infrastrutturali.
Anche Forza Italia, oggi all’8,5%, mostra segnali di indebolimento: nonostante il tentativo di rilancio post-Berlusconi, la leadership di Antonio Tajani non riesce a imprimere una nuova direzione.
Nel complesso, il centrodestra unito (FdI-Lega-FI-Noi Moderati) scende sotto la soglia del 48%, segnando il livello più basso dall’inizio della legislatura.
Cresce l’Alleanza Verdi-Sinistra, mentre il centro arranca
L’Alleanza Verdi-Sinistra (AVS) sale al 6,3%, un dato in aumento, trainato dal ritorno di attenzione sui temi ambientali e sociali.
Il partito si rafforza soprattutto tra i giovani e nelle grandi città, dove la contrapposizione a Meloni e Salvini resta molto forte.
Male invece il centro liberal-democratico: Azione di Carlo Calenda si ferma al 3%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3%, e +Europa all’1,8%.
Il progetto di un “centro riformista unito” sembra definitivamente naufragato, incapace di attrarre elettori né da sinistra né da destra.
I piccoli partiti e l’area antisistema
Sotto il 2% restano le forze minori:
Democrazia Sovrana Popolare (1,4%) di Marco Rizzo e Francesco Toscano,
Noi Moderati (1,2%),
e Pace, Terra, Dignità di Michele Santoro (1%), in lieve aumento grazie alla visibilità mediatica del suo movimento.
L’area antisistema e pacifista, nel complesso, resta marginale ma potrebbe diventare decisiva in caso di forte astensione o di frammentazione del voto.
Il quadro generale: consenso in calo per il governo Meloni
Il sondaggio di Termometro Politico fotografa una fase di stallo politico.
Meloni resta saldamente al comando, ma la fiducia nel governo cala e la coalizione mostra segni di usura e divisione interna.
Allo stesso tempo, l’opposizione non riesce ancora a costruire un fronte alternativo credibile, anche se la somma di Pd, M5S e AVS raggiunge il 40,7%, un dato che segna la distanza più ridotta dal centrodestra dall’inizio della legislatura.
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Il sondaggio conferma che Meloni domina ancora la scena politica, ma con una leadership più fragile e contornata da tensioni economiche e istituzionali.
Dall’altra parte, l’opposizione cresce lentamente, ma il suo successo dipenderà dalla capacità di costruire una coalizione coerente e di proporre un programma alternativo di governo.
Il voto europeo del 2026, ormai alle porte, potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova per capire se l’Italia sta davvero entrando in una nuova fase politica.



















