ULTIMI SONDAGGI – Ecco la sorpresa della settimana da Youtrend – TUTTI I DATI

All’indomani del voto nelle Marche, dove il centrodestra ha confermato Francesco Acquaroli con un’affluenza crollata attorno al 50%, l’ultima Supermedia YouTrend/AGI fotografa un quadro nazionale senza strappi: Fratelli d’Italia resta prima forza intorno al 30%, il PD presidia il 22%, mentre il Movimento 5 Stelle si assesta al 13% abbondante, confermandosi terzo polo “tra i grandi” nonostante il vento sfavorevole nei territori. La partita dentro la coalizione di governo premia Forza Italia, che cresce più della Lega. Sul versante progressista arretra AVS, mentre al centro Azione scivola e Italia Viva risale di un’inezia.
(Il metodo della Supermedia è la media ponderata dei principali sondaggi nazionali pubblicati nelle ultime due settimane

Il contesto: cosa ci hanno detto le Marche

Il voto marchigiano ha dato continuità al quadro nazionale: Acquaroli (FdI) è stato rieletto con oltre il 50% dei voti; lo sfidante Matteo Ricci (PD) si è fermato poco sotto. Il dato politicamente più pesante è però l’affluenza: circa 50%, quasi dieci punti in meno rispetto al 2020. RaiNews+4Reuters+4Financial Times+4


M5S: “tiene” il podio nazionale

Nella fotografia della Supermedia del 2 ottobre (valori tondi visibili nell’immagine fornita), il Movimento 5 Stelle è al 13,2%: non un exploit, ma la tenuta che conta dopo una regionale complicata. Il dato segnala una base nazionale resiliente su temi sociali e pace—capace di assorbire onde locali sfavorevoli—e lascia il M5S stabile terza forza dietro FdI e PD. La sfida per Conte resta trasformare questa stabilità in spinta espansiva nelle roccaforti del centrosinistra e nelle aree dove l’astensione dilaga.

FdI: primo partito senza “effetto valanga”

Fratelli d’Italia è stimata al 30,0%. La riconferma nelle Marche e il controllo dell’agenda nazionale consolidano la leadership di Meloni, ma non si traduce—almeno per ora—in un’onda lunga nei sondaggi: la crescita è millimetrica e coerente con un partito che ha già “incassato” molto consenso nei mesi scorsi. (Sulla metodologia e gli ultimi trend settimanali: YouTrend. Youtrend –)


PD: presidio del 22% in attesa di allargare il campo

Il Partito Democratico viaggia al 22,0%: stabile dopo la sconfitta marchigiana, tiene il baricentro dell’opposizione ma fatica a sfondare oltre il suo perimetro sociologico. Per tornare competitivo nei collegi chiave, il PD dovrà parlare a chi non vota (la metà degli elettori nelle Marche) con proposte verificabili su sanità, salari e ricostruzione post-sisma—i temi più citati nel voto regionale.

Centrodestra, derby interno: FI batte Lega ai punti

Dentro la coalizione di governo, la Lega è all’8,6% (+0,1 nell’ultimo scorcio), mentre Forza Italia sale all’8,9% (meglio di mezzo punto su base quindicinale). Risultato: FI davanti alla Lega nella competizione per la “seconda gamba” del centrodestra. È un segnale politico: il profilo europeista e “di governo” di FI intercetta elettorato moderato che la Lega, concentrata su dossier identitari, fatica a recuperare.


A sinistra del PD: AVS arretra

Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,3%. La flessione racconta la difficoltà di trasformare l’alta visibilità sui temi della pace e dell’ambiente in crescita costante. La sfida è spostare la narrazione dall’indignazione alla proposta economica: transizione giusta, salari, case popolari e servizi.

Al centro: Azione giù, IV su di un soffio, +Europa e Noi Moderati marginali

Nel perimetro centrista, Azione scivola al 3,2%, Italia Viva risale al 2,4% (+0,2), +Europa è all’1,9% e Noi Moderati all’1,0%. Il centro resta frammentato e sotto-soglia (4%) nelle sue sigle principali: senza una ricomposizione, difficilmente inciderà nei collegi uninominali e nell’agenda pubblica.


Affluenza, la variabile che decide

Il vero macigno emerso dalle Marche è la partecipazione: un elettore su due resta a casa. Questo elemento, più di qualsiasi oscillazione decimale, spiega perché i “primi tre” si muovano poco: chi vota oggi è altamente polarizzato, chi non vota è sfiduciato. Recuperarlo richiede politiche visibili e tempi certi (sanità territoriale, trasporti, ricostruzione, caro-casa), non solo identità.

La mappa che si intravede

  • Centrodestra: maggioranza solida, ma il traino FdI non genera più accelerazione; equilibrio interno in evoluzione con FI competitiva sulla Lega.

  • Opposizioni: PD e M5S consolidano le rispettive basi; la cooperazione elettorale resta decisiva nei collegi. AVS deve riconvertire consenso “tematico” in voto strutturale.

  • Centro: senza un’offerta unitaria, resta un fattore residuale.

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La Supermedia del 2 ottobre conferma che, dopo le Marche, il M5S tiene il podio tra i grandi partiti; FdI resta prima forza senza effetto valanga; PD presidia il suo zoccolo duro; FI sorpassa la Lega nel derby dei partner di governo. Ma il messaggio più forte arriva dall’astensione: senza riportare al voto chi oggi non vota, nessuno sfonderà. È qui che si giocherà la prossima partita: meno coreografie identitarie, più risultati misurabili su salari, sanità e servizi. Solo così i numeri—sondaggi e urne—potranno cambiare davvero.

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