ULTIMI SONDAGGI – Il poplo inizia a seguire Conte dopo la piazza di ieri? TUTTI I DATI

Il nuovo sondaggio diffuso da Termometro Politico su un campione di 2.900 intervistati con metodo CAWI, offre un quadro dettagliato e ricco di spunti sull’attuale orientamento degli elettori italiani. La fotografia che ne emerge mostra Fratelli d’Italia saldamente al comando, ma rivela anche un dato interessante: il Movimento 5 Stelle è in crescita, ed è lecito pensare che la grande manifestazione del 5 aprile contro il riarmo abbia contribuito a rafforzarne il consenso.

FdI resta primo, ma non sfonda: 29%

Con il 29% delle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni resta di gran lunga il primo partito italiano. Tuttavia, il dato mostra una stabilizzazione, senza crescite significative rispetto ai mesi precedenti. La premier gode ancora di una base elettorale solida, ma la tensione sociale, la questione dei dazi USA, la spinta sul riarmo europeo e la crescente mobilitazione dell’opposizione sembrano aver congelato il potenziale espansivo del suo partito.

Il PD di Schlein al 22,2%, ma cresce la pressione interna ed esterna

Il Partito Democratico si mantiene al secondo posto con il 22,2%, ma appare ancora distante da FdI. Nonostante una buona performance nelle amministrative locali, il Pd fatica a imporsi come forza guida dell’opposizione. L’assenza della segretaria Elly Schlein alla manifestazione contro il riarmo organizzata dal M5S ha alimentato malumori nella base e offerto terreno di manovra agli alleati/concorrenti pentastellati.

M5S all’11,7%: segnali di ripresa dopo la manifestazione pacifista

Il Movimento 5 Stelle registra un dato in netta ripresa, con l’11,7%, in crescita rispetto alle ultime settimane. Il picco di attenzione mediatica ottenuto dalla manifestazione di Roma del 5 aprile, che ha visto oltre 100mila persone in piazza, sembra aver dato nuova linfa al partito di Giuseppe Conte. I temi del no al riarmo, della difesa della sanità pubblica e dei salari bassi sono stati rilanciati con forza e hanno intercettato una parte dell’elettorato disilluso e preoccupato per la piega bellica presa dall’Unione Europea.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi nelle prossime rilevazioni, il M5S potrebbe ambire a contendere al PD il secondo posto, rientrando pienamente nel baricentro delle dinamiche elettorali.

Lega (8,9%) e Forza Italia (8,7%): centrodestra in equilibrio interno

Nel campo del centrodestra, la Lega con l’8,9% e Forza Italia con l’8,7% si attestano su valori simili. Il partito di Matteo Salvini, nonostante l’onnipresenza mediatica del leader e la retorica sovranista, non riesce a recuperare i livelli di consenso del passato. Forza Italia, invece, conferma una tenuta stabile sotto la guida di Antonio Tajani, anche grazie alla centralità che il partito ha avuto nel dossier europeo e nei rapporti con Washington.

Alleanza Verdi e Sinistra al 6,2%: stabile ma lontana dalla soglia critica

L’AVS resta su un modesto 6,2%, mostrando difficoltà a consolidare un’identità forte oltre i temi ambientali e civili. La sua presenza alla manifestazione contro il riarmo non è bastata, al momento, a generare un’impennata nei consensi.

Sotto la soglia del 4%: Azione, Italia Viva e +Europa in crisi di visibilità

Azione di Calenda si ferma al 2,9%, Italia Viva al 2,4%, +Europa al 2%: segnali evidenti di una crisi dell’area centrista-liberale, schiacciata tra l’egemonia meloniana a destra e la crescente radicalizzazione a sinistra. La polemica con il M5S ha isolato ancora di più Calenda, diventato bersaglio simbolico dei cori della piazza romana (“Chi non salta un Calenda è…”).

Margini residuali per Democrazia Sovrana Popolare (1,4%), Noi Moderati (1,2%) e Pace Terra Dignità (1,1%)

Tra i partiti minori, Democrazia Sovrana Popolare, Noi Moderati e il movimento emergente Pace Terra Dignità restano ampiamente sotto la soglia di sbarramento, ma iniziano ad attirare l’attenzione di una parte di elettorato in cerca di alternative alle formazioni tradizionali.

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Conclusione: il M5S si rimette in corsa?

Il dato più interessante del sondaggio è senza dubbio il rimbalzo positivo del M5S, che sembra aver trovato una nuova chiave di mobilitazione attraverso la critica al riarmo e la difesa del welfare. Giuseppe Conte, rilanciato dal successo della manifestazione del 5 aprile e da una comunicazione incisiva, si riposiziona come elemento centrale nell’opposizione a Meloni, non solo nei numeri ma anche nella narrazione politica.

Se nei prossimi giorni questa spinta verrà consolidata e tradotta in una strategia unitaria con Pd e AVS, il campo progressista potrebbe finalmente accorciare le distanze con la destra. Ma per ora, il dato è chiaro: la partita è ancora apertissima. E la piazza può fare la differenza.

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