Ultimi sondaggi regionali prima del silenzio – Ecco chi è già verso la vittoria – TUTTI I DATI

ROMA – 8 novembre 2025
Le urne stanno per aprirsi e il silenzio elettorale è alle porte. Gli ultimi sondaggi diffusi da Noto per Porta a Porta e da BiDiMedia fotografano un’Italia spaccata in due: centrosinistra e Movimento 5 Stelle dominano nel Mezzogiorno, mentre il centrodestra conserva il primato nel Nord, con il Veneto come roccaforte.
Il dato complessivo conferma che la partita delle Regionali 2025 non è solo locale, ma rappresenta un test politico cruciale per il governo Meloni e per la tenuta del cosiddetto “campo largo”, la coalizione progressista guidata da PD e M5S.

🟠 Campania: Roberto Fico avanti, Cirielli in affanno

La Campania è una delle sfide simbolo di questa tornata elettorale. L’ex presidente della Camera Roberto Fico, sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, guida i sondaggi con il 52% delle preferenze, staccando di sette punti Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra, fermo al 45%.
Il vantaggio di Fico si consolida anche grazie alla popolarità ereditata dal governatore uscente Vincenzo De Luca e alla tenuta delle principali liste di coalizione:

Partito Democratico – 19,5%

Movimento 5 Stelle – 10,1%

Verdi e Sinistra – 6,5%

Casa Riformista – 5,5%


Il giudizio complessivo sull’amministrazione uscente resta positivo per il 53% degli intervistati, con un voto medio di 5,7 sull’operato della giunta De Luca. Tra gli elettori di Fico, l’indice di soddisfazione sale al 71%, segno che la candidatura del pentastellato è percepita come una continuità “rinnovata” rispetto all’esperienza precedente.

Per il centrodestra, invece, la sfida si fa complessa: Fratelli d’Italia (15%), Forza Italia (12,6%) e Lega (4,1%) non bastano a ridurre il gap, nonostante la forte mobilitazione della premier Meloni in sostegno del suo candidato.

🟠 Puglia: Decaro verso una vittoria schiacciante

Il quadro in Puglia è ancora più netto. Secondo l’ultima rilevazione Noto, il sindaco di Bari Antonio Decaro si avvia verso una vittoria trionfale con il 65% delle preferenze, lasciando Luigi Lobuono del centrodestra al 33%.
Un distacco di oltre 30 punti percentuali, che fa della Puglia una delle regioni simbolo del successo del “campo largo”.

Le proiezioni BiDiMedia sulle Europee 2024 avevano già anticipato questo trend:

Coalizione Decaro – 54,1%

PD 33,6%

M5S 14,1%

Verdi-Sinistra 3,8%

Altre liste 2,6%


Coalizione Lobuono – 41,0%

FdI 27%

Lega 7,8%

Forza Italia 6,2%

Decaro gode di un consenso trasversale, soprattutto tra i giovani e gli elettori moderati, grazie a un profilo amministrativo consolidato e a una campagna incentrata su sviluppo sostenibile, infrastrutture e welfare territoriale.
Il centrodestra, pur contando su una base stabile, paga l’effetto “candidato debole” e la mancanza di una figura di forte radicamento locale.

🔵 Veneto: il fortino del centrodestra resiste

Situazione completamente diversa in Veneto, dove il centrodestra conferma il proprio dominio.
Il candidato Alberto Stefani (Lega), sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, vola al 61%, distaccando di oltre venti punti Giovanni Manildo (centrosinistra), fermo al 35%.

Il Veneto si conferma così la roccaforte politica della maggioranza di governo, con un elettorato saldo, un’affluenza prevista oltre il 55% e un voto fortemente identitario.
In questa regione, le priorità rimangono economia, autonomia e sicurezza — temi su cui la Lega e Giorgia Meloni continuano a costruire consenso.

Un voto che vale più di una regione

Le Regionali 2025 non rappresentano solo un appuntamento locale, ma un banco di prova politico nazionale.
Per Giorgia Meloni, si tratta di testare la solidità della maggioranza a metà legislatura e di verificare la tenuta del consenso di Fratelli d’Italia dopo le polemiche su CNEL, stipendi e privacy.
Per il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, invece, la sfida è dimostrare che l’alleanza progressista può vincere anche fuori dalle piazze e consolidarsi come alternativa di governo credibile.

In Campania e Puglia, due regioni simbolo del Sud, la vittoria di Fico e Decaro segnerebbe un punto politico pesantissimo per il campo largo, mentre la conferma del centrodestra in Veneto permetterebbe a Meloni di rivendicare la “fedeltà” del Nord produttivo.

Leggi anche

Conclusione: Italia divisa, partita aperta

Alla vigilia del silenzio elettorale, il quadro è chiaro: l’Italia resta un Paese politicamente diviso, ma in movimento.
Il Mezzogiorno sembra spostarsi a sinistra, il Nord resta saldo a destra, e il Centro oscilla.
Il voto del 23 e 24 novembre dirà se questa spaccatura è destinata a cristallizzarsi o se sta nascendo un nuovo equilibrio politico.

Prossima tappa: le urne. Poi parleranno i numeri veri.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini