Intro – Un caso internazionale nel cuore della capitale
Una vicenda giudiziaria che intreccia politica, hackeraggio e fuga internazionale si è conclusa nel centro di Roma. Le forze dell’ordine italiane hanno tratto in arresto Carla Zambelli, deputata brasiliana di origini italiane, da settimane ricercata dall’Interpol in seguito a una condanna definitiva in Brasile. Il caso aveva attirato l’attenzione anche per i suoi risvolti diplomatici e le implicazioni tra i due Paesi.
Chi è Carla Zambelli
Carla Zambelli, 43 anni, è una figura di spicco dell’estrema destra brasiliana. Eletta deputata federale nel 2018, è uno dei volti più noti del bolsonarismo: fa infatti parte del partito PL (Partido Liberal), la stessa formazione dell’ex presidente Jair Bolsonaro, di cui è considerata una fedelissima. Attivista anti-corruzione ed ex leader del movimento “Nas Ruas”, ha spesso difeso posizioni ultra-conservatrici, attirando su di sé forti consensi ma anche aspre critiche.
Carla Zambelli, deputata italo-brasiliana appartenente al partito dell’ex presidente Jair Bolsonaro, è stata arrestata a Roma nella giornata di lunedì 29 luglio. La parlamentare, oggetto di un mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol, era ricercata in seguito a una condanna a dieci anni di reclusione inflitta dalla Corte suprema del Brasile per reati informatici. A confermare la notizia sono fonti della polizia, riportate dall’agenzia AGI.
Secondo quanto riferito da UltimoraPolitics24, Zambelli si trovava nascosta in un appartamento romano il cui indirizzo sarebbe stato segnalato alle forze dell’ordine italiane dal deputato e leader di Europa Verde, Angelo Bonelli. Una collaborazione non ancora ufficialmente confermata, ma che potrebbe essere stata decisiva per la riuscita dell’operazione.
L’arresto nella capitale: i reati contestati
Zambelli è stata condannata in Brasile a dieci anni di carcere per il reato di accesso indebito e manipolazione dei dati del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia (CNJ). Una vicenda che ha provocato scalpore in patria, aggravata dal tentativo della deputata di sottrarsi alla giustizia fuggendo all’estero.
La fuga dal Brasile e l’arrivo in Italia
La sua uscita dal territorio brasiliano risale al 25 maggio, quando ha oltrepassato il confine con l’Argentina a Foz do Iguaçu insieme al marito. Dopo una breve permanenza negli Stati Uniti, Zambelli aveva comunicato pubblicamente il suo trasferimento in Italia. In un primo momento sembrava volersi candidare a una carica politica nel nostro Paese, ipotesi successivamente abbandonata secondo quanto dichiarato dal suo avvocato alla CNN.
Nel frattempo, l’11 giugno, la Corte Suprema brasiliana ha ufficializzato una richiesta di estradizione attraverso il ministero della Giustizia, coinvolgendo formalmente l’ambasciata brasiliana a Roma.
La condanna in Brasile: hackeraggio e falsità ideologica
Zambelli è stata condannata lo scorso 16 maggio insieme all’hacker Walter Delgatti per aver violato il sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia brasiliano e per aver commesso falsità ideologica. Il caso, esploso durante un’inchiesta su una serie di attacchi informatici avvenuti nel 2022, ha coinvolto anche ambienti politici vicini all’ex presidente Bolsonaro, di cui Zambelli è sempre stata una figura chiave e alleata fedele.
A seguito della sentenza, il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha disposto l’arresto definitivo della deputata, la revoca del mandato parlamentare e la trasmissione alla comunità internazionale della richiesta di estradizione. Moraes ha anche assicurato, nel rispetto degli accordi internazionali, che Zambelli non sarà sottoposta a trattamenti degradanti durante la detenzione in Brasile.
Il passaggio in Italia con passaporto europeo
Fuggita dal Brasile per evitare l’incarcerazione, Zambelli è entrata in Italia il 5 giugno, atterrando all’aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente dagli Stati Uniti. In possesso della doppia cittadinanza, ha potuto superare i controlli doganali utilizzando il passaporto italiano. Da quel momento era diventata ufficialmente una latitante, pur continuando a comunicare sporadicamente tramite i suoi canali social, secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana.
Nel frattempo, il Ministero della Giustizia di Brasilia ha avviato le procedure necessarie per formalizzare la richiesta di estradizione. Il fascicolo con tutti gli elementi giuridici sarà trasmesso a breve al governo italiano, che dovrà ora decidere se e in quali tempi procedere all’eventuale riconsegna della parlamentare condannata alle autorità brasiliane.
Estradizione incerta, tempi lunghi
Nonostante la gravità dei reati e la condanna definitiva, il ritorno di Zambelli in Brasile non appare immediato. Come spiegato dalla giornalista Mônica Bergamo della Folha de São Paulo, la giustizia italiana dovrà esaminare con attenzione la richiesta di estradizione, valutandone la conformità con i trattati bilaterali firmati da Italia e Brasile.
In particolare, dovranno essere valutate le garanzie offerte dal sistema penitenziario brasiliano, il rischio di persecuzione politica, nonché il fatto che Zambelli sia anche cittadina italiana. In casi simili, la giurisprudenza italiana ha spesso richiesto prove dettagliate sul rispetto dei diritti fondamentali e delle condizioni carcerarie del paese richiedente.
Le indagini italiane: le parole di Piantedosi
Già due settimane fa, durante un question time alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva confermato l’avvio di indagini per rintracciare Zambelli, in coordinamento con la procura di Roma. Piantedosi aveva precisato che, al suo ingresso in Italia lo scorso 5 giugno all’aeroporto di Fiumicino, la deputata non risultava segnalata in alcun database nazionale, e pertanto non era stato possibile intervenire.
Nel corso delle settimane successive, le autorità hanno seguito diverse segnalazioni sulla presenza di Zambelli in città, senza però arrivare a un esito concreto fino a ieri.
La segnalazione decisiva di Angelo Bonelli
Un elemento determinante potrebbe essere stato fornito dal deputato italiano Angelo Bonelli (Alleanza Verdi-Sinistra), che via social ha annunciato di aver comunicato l’indirizzo romano della deputata alla polizia. “Zambelli si trova in un appartamento a Roma. Ho trasmesso l’informazione alle autorità”, ha scritto.
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Conclusione – Un arresto che accende i riflettori sulla cooperazione internazionale
L’arresto di Carla Zambelli segna un passaggio importante non solo nella sua vicenda giudiziaria, ma anche nelle relazioni tra Italia e Brasile. Il caso evidenzia la crescente importanza della cooperazione internazionale in ambito giuridico, specialmente quando coinvolge figure istituzionali. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime mosse del governo italiano, che dovrà valutare la richiesta di estradizione formalizzata da Brasilia. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni tanto legali quanto diplomatiche.
Carla #Zambelli e’ in una casa a Roma. Ho comunicato alla polizia l’indirizzo ed in questo momento la polizia ha identificato Zambelli.
— Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) July 29, 2025
Carla Zambelli está em um apartamento, em Roma. Forneci o endereço à polícia, neste momento a polizia esta identificando Zambelli. pic.twitter.com/UWDg3j7Hen



















