Per tutta la giornata, lontano dai riflettori e dai talk show, una parte silenziosa ma decisiva della politica italiana ha preso forma dietro uno schermo. Nessuna assemblea fisica, nessuna mozione letta al microfono: solo una finestra temporale definita, un link personale e la consapevolezza che da quella scelta sarebbe uscita la nuova mappa del potere organizzativo.
È così che si è chiusa la consultazione online che ha chiamato gli iscritti a esprimersi su vicepresidenti e coordinatori dei comitati strategici. Un passaggio interno, ma dal forte significato politico, perché incide sugli equilibri, sulla catena decisionale e sul funzionamento operativo della struttura.
Affluenza e partecipazione: il quadro del voto
Alla votazione hanno partecipato 21.931 iscritti su 102.981 aventi diritto, un dato che fissa l’affluenza attorno al 21,3%.
Un livello di partecipazione che conferma il modello digitale come strumento stabile del processo decisionale interno, ma che allo stesso tempo evidenzia il peso determinante della base attiva e strutturata, cioè quella parte di iscritti che partecipa con continuità alle consultazioni.
Via libera ai sei vicepresidenti: numeri netti e proposta approvata
Il primo quesito riguardava la proposta di nominare sei vicepresidenti. Il risultato è stato ampio e poco contestato:
Sì: 20.685
No: 1.243
Schede nulle: 3
La proposta è quindi stata approvata con una maggioranza molto larga. Entrano così nella squadra dei vicepresidenti:
Vittoria Baldino, Michele Gubitosa, Ettore Licheri, Stefano Patuanelli, Paola Taverna e Mario Turco.
Un esito che certifica la volontà della base di sostenere una struttura collegiale e articolata, capace di distribuire responsabilità e presidiare diversi ambiti politici e organizzativi.
Coordinatori dei comitati: secondo via libera con margine ancora più ampio
Il secondo quesito riguardava l’elezione dei coordinatori dei comitati previsti dallo Statuto, cioè l’infrastruttura operativa che governa progetti, formazione, rapporti europei e territorio.
Anche in questo caso il risultato è stato chiaro:
Sì: 20.985
No: 943
Schede nulle: 3
La proposta è stata quindi approvata, confermando i seguenti incarichi:
Gianluca Perilli – Comitato nazionale progetti
Pasquale Tridico – Comitato formazione e aggiornamento
Laura Ferrara – Comitato rapporti europei e internazionali
Mariassunta “Susy” Matrisciano – Comitato rapporti territoriali
Un passaggio che consolida l’assetto della macchina organizzativa, indicando con precisione chi coordinerà le principali direttrici di lavoro.
Il significato politico del voto: squadra larga e struttura definita
Al di là dei numeri, la consultazione restituisce un segnale politico preciso: la base ha scelto di sostenere una configurazione ampia dei vertici e una definizione altrettanto netta dei centri operativi.
La combinazione tra vicepresidenti e coordinatori crea infatti un doppio livello: rappresentanza politica da un lato, gestione tematica e organizzativa dall’altro. È un modello che punta alla distribuzione delle responsabilità ma anche alla stabilità interna, evitando vuoti di coordinamento.
Le schede non valide e la dinamica tecnica del voto
In entrambe le votazioni si sono registrati 3 casi di schede non valide, dovuti a problemi tecnici nella trasmissione del voto tramite dispositivo dell’utente. Un numero minimo che non incide sul risultato complessivo ma conferma la necessità di presidiare anche gli aspetti tecnologici del processo deliberativo.
Dopo il voto: una nuova fase organizzativa
Con l’approvazione delle due proposte, si apre ora una fase diversa: quella dell’attuazione. I nomi sono stati scelti, l’organigramma è definito, ma la vera partita si gioca nella capacità della nuova struttura di tradurre incarichi in iniziativa politica, coordinamento e presenza territoriale.
In un momento segnato da campagne referendarie, dinamiche parlamentari e competizione tra forze politiche, l’organizzazione interna diventa essa stessa messaggio. E la consultazione appena conclusa non rappresenta solo un passaggio statutario, ma un tassello della strategia complessiva con cui il Movimento prova a rafforzare la propria architettura e prepararsi alle prossime sfide.
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Al termine di questa consultazione digitale, il quadro che emerge è quello di un Movimento che, lontano dai riflettori, sceglie di consolidare la propria architettura interna con pragmatismo e chiarezza. Il 21,3% di partecipazione, se da un lato fotografa una base selezionata e strutturata, dall’altro legittima in modo inequivocabile la scelta di un vertice allargato e di una macchina organizzativa ben oliata.
I numeri netti – con oltre 20mila sì su entrambi i quesiti – non lasciano spazio a interpretazioni: la base attiva chiede stabilità, chiarezza dei ruoli e una distribuzione delle responsabilità che possa reggere l’urto delle prossime battaglie politiche. La netta approvazione dei sei vicepresidenti e dei coordinatori dei comitati fotografa la volontà di dotarsi di un doppio binario solido, in cui la rappresentanza politica si intreccia con la competenza tematica e territoriale.
Ora la parola passa all’azione. Con l’organigramma definito e le schede tecniche ormai archiviate, la sfida per il Movimento sarà quella di trasformare questa impalcatura in iniziativa concreta. In un quadro politico frammentato e in continua evoluzione, la capacità di far funzionare questa “squadra larga” diventerà il vero termometro della tenuta organizzativa e della credibilità politica. Il voto online ha chiuso una fase; l’attuazione sul campo aprirà la prossima, quella in cui si misurerà se questa nuova geografia del potere sarà in grado di rispondere alle attese della propria comunità e di incidere sullo scenario politico nazionale.



















