Nel suo intervento all’Assemblea annuale dell’Anci, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito preciso alla politica nazionale e agli amministratori locali: l’Italia sta attraversando trasformazioni profonde, spesso sottovalutate, che producono nuove fratture sociali, nuovi squilibri territoriali e forme di povertà che non assomigliano a quelle del passato.
Un richiamo che arriva in un momento segnato da forti tensioni sociali, crescenti diseguaglianze e una crisi abitativa senza precedenti.
“Le periferie non sono più ciò che erano”
Mattarella ha aperto il suo discorso ricordando come la geografia sociale del Paese sia radicalmente cambiata.
“Le città cambiano, i territori cambiano. Mutamenti tecnologici sono intervenuti consentendo il dialogo tra realtà remote. Nuove modalità di produzione modificano radicalmente la nozione di centro e periferia. Le periferie ora sono altro”.
Un messaggio chiaro: non esistono più confini netti tra marginalità e centralità. Le diseguaglianze oggi si distribuiscono in modo imprevedibile, spesso nascosto, e colpiscono anche territori considerati fino a ieri solidi.
Il Presidente: “Priorità assoluta è accorciare le distanze”
Il Capo dello Stato ha insistito sulla necessità di politiche pubbliche in grado di ridurre la frattura sociale e territoriale che sta diventando strutturale.
“Accorciare le distanze e includere è un tema che, nelle sue articolazioni territoriali, si impone oggi come priorità”.
Un’esortazione che suona come un appello diretto ai governi locali, ma anche come un messaggio al governo centrale, impegnato in una manovra economica giudicata da molti osservatori debole proprio sul fronte sociale.
“Siamo di fronte a nuove povertà e forme inedite di disagio”
Mattarella ha poi fotografato l’Italia reale, quella lontana dai palazzi, dai talk show e dalle narrazioni rassicuranti.
“Una società con una struttura demografica come la nostra non può permettersi di trascurare risorse. Siamo davanti a forme inedite di disagio, a nuove povertà e a domande più esigenti che non possiamo trascurare”.
Il Presidente richiama tre criticità decisive:
esclusione sociale crescente
luoghi di degrado e illegalità che si espandono
abbandono di aree dismesse e desertificate
È una descrizione che fa emergere una realtà spesso ignorata: intere zone del Paese stanno scivolando nell’abbandono, mentre altre – pur popolate – stanno vivendo un impoverimento silenzioso, fatto di bassi salari, carenze abitative, mancanza di servizi.
“Non trascurare risorse” significa anche non ignorare chi resta indietro
Il monito più netto arriva quando Mattarella parla di risorse: non solo economiche, ma umane, territoriali e sociali.
L’Italia, colpita da un crollo demografico senza precedenti e da un aumento della povertà assoluta, non può perdere neanche un pezzo del suo tessuto comunitario.
Le sue parole sono un invito a usare ogni strumento disponibile – dal PNRR alle politiche sociali, dalle reti territoriali agli enti locali – per non lasciare indietro nessuno.
Un messaggio politico in un momento politico delicato
L’intervento arriva mentre:
aumentano le proteste per il costo della vita,
il disagio abitativo esplode in maggiori città,
il dibattito pubblico è concentrato su opere faraoniche, norme divisive e una crescente polarizzazione.
La frase “non possiamo permetterci di trascurare risorse” suona quasi come un richiamo alla concretezza: meno propaganda, più interventi sulle emergenze reali.
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Mattarella ha parlato ai sindaci, ma il messaggio riguarda l’intero Paese.
In un’Italia segnata da desertificazione demografica, fragilità economiche, lavori poveri e nuove solitudini, il Capo dello Stato ha ricordato che la priorità non può essere altro che ricucire, includere e ridare centralità alle persone.
Un invito a scegliere il Paese reale, non quello raccontato a slogan.



















