L’intervento da Cosenza
Un affondo durissimo quello di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che da Cosenza ha chiesto al Governo Meloni di assumersi le proprie responsabilità sulla vicenda della Global Sumud Flotilla, la missione internazionale diretta verso Gaza per portare aiuti umanitari.
“È compito del Governo proteggere i cittadini italiani in tutto il mondo – ha detto Conte – e deve farlo anche con gli attivisti della Global Flotilla”. Una frase che suona come un atto d’accusa verso l’esecutivo, accusato di silenzio e inazione proprio mentre altri Paesi europei, come la Spagna, hanno già garantito pieno sostegno diplomatico ai propri connazionali a bordo delle imbarcazioni.
Il contesto internazionale e il silenzio dell’Italia
Il riferimento di Conte arriva in un momento di forte tensione: mentre la Flotilla naviga in acque internazionali ed è al centro delle polemiche per i possibili rischi di un attacco israeliano, l’Italia resta defilata. Il leader del M5S ha puntato il dito contro un atteggiamento che considera inaccettabile: “Non si possono abbandonare i cittadini italiani quando decidono di prendere parte a missioni civili e pacifiche per difendere i diritti umani”.
Le altre uscite di Conte: ironia sulla fasciatura al dito
Accanto ai temi politici, Conte ha risposto anche a curiosità personali. Alla festa di Alleanza Verdi e Sinistra a Roma, i cronisti gli hanno chiesto del vistoso cerotto alla mano: “Mi sono affettato a casa con un coltello particolarmente affilato – ha raccontato – mi hanno messo i punti e ora non riesco a scrivere al computer”. Una parentesi di autoironia che non ha però distolto l’attenzione dai toni molto più seri dei suoi interventi sul piano politico.
Campania e Fico: la stoccata a De Luca
Il leader del Movimento è intervenuto anche sul fronte delle regionali in Campania, rispondendo a Vincenzo De Luca che aveva contestato la candidatura di Roberto Fico per mancanza di esperienza amministrativa.
“Anche De Luca non l’aveva prima di fare il sindaco – ha replicato Conte – Fico ha fatto il presidente della Camera con plauso, credo. Discutiamo di progetti e contenuti, non di curriculum. Se ci sono proposte utili alla comunità campana, ci facciamo carico di completarle. Quelle che non condividiamo, le cambieremo”. Una risposta che punta a difendere Fico e allo stesso tempo a ribadire il metodo del Movimento: dialogo, ma con fermezza sui principi.
I pronostici sulle regionali
Conte si è sbilanciato anche sulle altre competizioni regionali. “In Veneto è difficile – ha ammesso – ma altrove ce la possiamo giocare”. Un segnale di ottimismo che fotografa un Movimento ancora competitivo, pur consapevole delle difficoltà in alcune regioni storicamente più legate al centrodestra.
Il nodo Puglia e la posizione della comunità M5S
Infine, il tema più spinoso: la Puglia. Dopo settimane di silenzi, la comunità pugliese del Movimento – tramite il deputato Leonardo Donno – ha chiesto con forza una “chiara soluzione” rispetto alla candidatura di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari ed europarlamentare Pd. Conte, pur evitando commenti diretti, ha sottolineato che quella nota “rappresenta la posizione di una comunità radicata e consistente, rimasta in silenzio fino a oggi e che ora pretende risposte”.
Parole che lasciano intravedere una tensione interna ancora irrisolta, con la base che chiede chiarezza e il leader impegnato a non aprire conflitti pubblici troppo diretti.
Un attacco che suona come un avvertimento
La presa di posizione di Conte sulla Global Flotilla segna un punto politico chiaro: il M5S vuole differenziarsi in modo netto da Meloni, Salvini e Tajani sul terreno dei diritti umani e della politica estera. Ma l’attacco frontale non si limita alla vicenda internazionale. Conte manda un messaggio a tutto campo: difesa dei propri candidati, richiamo al Governo sulle urgenze nazionali e apertura di un fronte interno nel Pd sulla questione Decaro.
Il Movimento, dunque, prova a rilanciare la propria identità: quella di forza che difende i cittadini, sia nelle periferie italiane sia nei mari del Mediterraneo.
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L’intervento di Giuseppe Conte da Cosenza conferma la strategia di un Movimento 5 Stelle che vuole tornare protagonista nel campo progressista, distinguendosi dal silenzio del governo Meloni e dalle ambiguità del Partito Democratico. La difesa della Flotilla, l’appoggio a Roberto Fico in Campania e la fermezza sul nodo pugliese raccontano di un leader che non teme lo scontro, né all’esterno né all’interno della coalizione di centrosinistra. In un momento di grande incertezza politica, Conte e il M5S puntano a rafforzare il proprio profilo come forza popolare, coerente e radicata, capace di rappresentare un’alternativa credibile tanto al centrodestra quanto a un Pd che fatica a trovare la propria rotta.



















