ULTIMO MINUTO – Arriva l’annuncio inaspettato – Eccco il cambiamento epico nel M5S – I dettagli

Giuseppe Conte mette mano alla squadra di comando del Movimento 5 Stelle e lo fa con un annuncio che ha il sapore di una scelta politica e organizzativa insieme: conferme ai vertici, innesti mirati e un passaggio formale che rimette la decisione finale nelle mani della base. Venerdì 27 febbraio gli iscritti saranno chiamati a votare l’assetto proposto per la vicepresidenza e per i coordinamenti dei comitati previsti dallo Statuto.

L’annuncio, diffuso via social, arriva in una fase in cui il Movimento prova a riorganizzarsi dopo mesi segnati da tensioni interne, avvicendamenti e la necessità di dare una direzione più riconoscibile all’azione politica. Conte, nei fatti, sceglie una strada doppia: continuità nel “cuore” della leadership e rafforzamento di figure operative per le deleghe più sensibili.

La scelta chiave: Paola Taverna “vicaria” e la conferma dell’asse con Gubitosa e Turco

Il punto centrale dell’operazione è la conferma di Paola Taverna alla vicepresidenza con funzione vicaria, cioè con un ruolo di riferimento interno ancora più marcato. Con lei restano in squadra Michele Gubitosa e Mario Turco, anch’essi indicati come vicepresidenti.

È una scelta che punta a mantenere un equilibrio già rodato nella gestione quotidiana del Movimento, ma al tempo stesso a chiarire le gerarchie: la “funzione vicaria” attribuita a Taverna segnala la volontà di Conte di avere un perno riconoscibile e stabile, soprattutto in una fase in cui il M5S è chiamato a fare sintesi tra opposizione parlamentare, battaglie identitarie e costruzione di alleanze.

I nuovi innesti: Baldino, Licheri e Patuanelli “con deleghe specifiche”

Accanto al terzetto confermato, Conte annuncia un secondo livello di rafforzamento della squadra: Vittoria Baldino, Ettore Licheri e Stefano Patuanelli entrano nel gruppo della vicepresidenza con deleghe specifiche.

Il messaggio politico è chiaro: non solo rappresentanza, ma una struttura più “funzionale”, con compiti distribuiti e responsabilità identificabili. L’ingresso di Patuanelli, in particolare, richiama un profilo di esperienza di governo e di gestione politica già sperimentato nelle fasi più delicate del Movimento. Licheri e Baldino, invece, vengono proiettati in una dimensione più centrale, segnalando un investimento su figure che possono reggere lavoro di organizzazione, raccordo e linea.

Conte lo esplicita rivolgendosi direttamente alla base: “Ora tocca a voi votare e decidere se siete d’accordo su questa squadra”. La scelta è presentata come una proposta netta, ma politicamente “legittimata” dal passaggio assembleare online.

Il voto degli iscritti: una legittimazione politica e un test interno

La consultazione fissata per venerdì 27 febbraio, per tutta la giornata, non è solo un adempimento. Per Conte è anche un modo per misurare il consenso interno sulla propria impostazione: confermare il baricentro dei vertici e, al tempo stesso, aggiornare la macchina organizzativa.

In altre parole: non un congresso, ma un voto che può diventare un termometro. Se la base approva senza scosse, Conte consolida la leadership. Se emergono frizioni o percentuali risicate, il segnale politico sarebbe diverso, soprattutto in un momento in cui il Movimento cerca compattezza e riconoscibilità.

Il contesto: l’ufficio di presidenza dopo Appendino e il nuovo ruolo di Ricciardi

L’annuncio si inserisce in un percorso già segnato da cambiamenti: nell’ufficio di presidenza uscente figurava anche Chiara Appendino, dimessasi a ottobre, mentre Riccardo Ricciardi nel frattempo è diventato capogruppo alla Camera.

Sono passaggi che, letti insieme, raccontano un Movimento in ridefinizione: alcune figure storiche escono o arretrano, altre si rafforzano, e Conte prova a stabilizzare la catena di comando con un mix di conferme e innesti.

Non solo vicepresidenti: la squadra dei comitati e i nomi indicati da Conte

Oltre ai vertici politici, Conte interviene anche sulla struttura “tecnica” prevista dallo Statuto, proponendo i coordinatori dei comitati. Le indicazioni annunciate sono:

Gianluca Perilli, coordinatore del Comitato nazionale progetti;

Pasquale Tridico, coordinatore del Comitato per la formazione e l’aggiornamento;

Laura Ferrara, coordinatrice del Comitato per i rapporti europei e internazionali;

Mariassunta “Susy” Matrisciano, coordinatrice del Comitato per i rapporti territoriali.


Anche qui il meccanismo è lo stesso: Conte propone, gli iscritti votano sempre il 27 febbraio. Il messaggio è che la riorganizzazione non riguarda solo la politica “alta” della vicepresidenza, ma anche l’architettura operativa che serve per progetti, formazione, Europa e territorio: quattro assi che, nella visione del leader, devono tornare a funzionare in modo coordinato e stabile.

Il messaggio agli attivisti: “Saremo chiamati a rafforzare il nostro impegno”

Nel testo dell’annuncio Conte insiste su una formula che è anche un richiamo identitario: “Sono tante le sfide… saremo tutti chiamati a rafforzare il nostro impegno, sia individualmente che come squadra”. Tradotto: meno dinamiche personalistiche, più struttura e disciplina interna.

E chiude con una frase che suona come slogan e linea politica: “Sempre dalla parte giusta”. È un sigillo che punta a ricompattare l’elettorato e gli attivisti attorno a un’identità morale e di opposizione netta, mentre il M5S cerca spazio nello scenario politico polarizzato di queste settimane.

Leggi anche

La riorganizzazione annunciata da Conte ha due piani. Internamente, mette in sicurezza il comando: Taverna “vicaria”, Gubitosa e Turco confermati, tre innesti con deleghe, comitati con coordinatori nominati e voto della base come timbro finale. Esternamente, però, invia un messaggio: il Movimento vuole presentarsi come forza più strutturata, meno episodica, con ruoli definiti e un apparato che regga la battaglia politica dei prossimi mesi.

Il 27 febbraio, quindi, non sarà solo una votazione online: sarà un passaggio che dirà quanto la base è disposta a seguire Conte in questa nuova architettura di potere e lavoro. E, soprattutto, se il M5S riesce davvero a trasformare un annuncio in un rilancio, senza riaprire le solite faglie interne.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini