ULTIMO MINUTO – Arrivano gli ultimi aggiornamenti medici su Alessandro Di Battista

L’ex parlamentare è cosciente e lucido, ma la diagnosi non è stata resa pubblica. Il professor Piero Barbanti analizza i sintomi descritti: «Un dolore violentissimo e improvviso richiede accertamenti urgenti». Tra le condizioni da escludere c’è anche l’emorragia subaracnoidea, ma non esiste alcuna conferma sul caso specifico

Un mal di testa improvviso e violentissimo, poi il malore e una perdita di coscienza. È questa, sulla base delle informazioni circolate nelle ultime ore, la sequenza che avrebbe preceduto il ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba.

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle si trova ora all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dopo una prima assistenza ricevuta a Santa Clara. Le notizie più incoraggianti riguardano il fatto che abbia ripreso conoscenza, sia vigile e riesca a comunicare. Ma c’è un punto sul quale familiari e persone a lui vicine hanno chiesto più volte prudenza: la diagnosi non è stata resa pubblica.

Proprio per questo le ricostruzioni mediche circolate in queste ore devono essere lette per quello che sono: spiegazioni generali degli specialisti sui possibili significati di determinati sintomi, non diagnosi formulate a distanza su Di Battista.

Tutto sarebbe iniziato con un dolore alla testa mai provato prima

Secondo quanto riferito dalla stampa, Di Battista avrebbe accusato inizialmente un dolore alla testa insolito, progressivamente diventato molto intenso, fino al malore che ha portato al ricovero.

Il professor Piero Barbanti, ordinario di Neurologia dell’Università San Raffaele di Roma e responsabile del Centro Diagnosi e Terapia delle Cefalee dell’Irccs San Raffaele, ha commentato pubblicamente il quadro sulla base delle sole informazioni disponibili.

La premessa dello specialista è fondamentale: senza cartella clinica, esami diagnostici e valutazione diretta del paziente non è possibile stabilire cosa sia realmente accaduto.

Barbanti ha però spiegato che la combinazione tra un dolore alla testa totalmente nuovo, molto rapido e molto violento e una successiva alterazione dello stato di coscienza rappresenta un quadro che in neurologia merita un approfondimento immediato.

Che cos’è la «cefalea a rombo di tuono»

Una delle espressioni utilizzate dagli specialisti è “cefalea a rombo di tuono”, traduzione dell’inglese thunderclap headache.

Non si tratta del nome di una malattia.

È la descrizione di un sintomo: un mal di testa che compare improvvisamente e raggiunge la massima intensità in pochissimo tempo, spesso nell’arco di circa un minuto.

Ed è proprio questa rapidità a distinguerlo da molte forme più comuni di cefalea.

Milioni di persone soffrono di emicrania o di mal di testa ricorrenti, ma un dolore esplosivo e completamente nuovo viene considerato dai medici un campanello d’allarme, perché può essere associato a diverse condizioni neurologiche, alcune delle quali richiedono un intervento urgente.

Barbanti: tra le ipotesi da escludere c’è l’emorragia subaracnoidea

È qui che entra in gioco l’ipotesi che nelle ultime ore ha attirato maggiormente l’attenzione.

Barbanti ha spiegato che, davanti a un quadro caratterizzato da un mal di testa improvviso e fortissimo seguito da alterazione della coscienza, una delle possibilità che i medici devono escludere è una emorragia subaracnoidea.

Si tratta di un sanguinamento nello spazio compreso tra il cervello e le membrane che lo rivestono. Una delle possibili cause è la rottura di un aneurisma cerebrale.

Ma su questo punto serve una precisazione molto netta: nessuna fonte medica che segue direttamente Di Battista ha comunicato che l’ex parlamentare abbia avuto un aneurisma o un’emorragia cerebrale.

È una possibilità clinica generale illustrata da Barbanti sulla base dei sintomi riportati dai giornali.

Trasformarla in una diagnosi sarebbe scorretto.

Il «mal di testa sentinella»: cosa significa davvero

Nelle spiegazioni del neurologo compare anche un’altra espressione: cefalea sentinella.

In alcuni pazienti, prima di un evento cerebrovascolare più importante possono verificarsi episodi di dolore insolito, talvolta legati a piccoli sanguinamenti o a modificazioni della parete di un vaso.

Questo non significa però che ogni mal di testa anomalo anticipi un aneurisma.

La grande maggioranza delle cefalee non ha nulla a che vedere con simili emergenze. È proprio per questo che la distinzione viene fatta attraverso la valutazione clinica e gli esami diagnostici, non attraverso la semplice descrizione dei sintomi.

Non c’è soltanto l’aneurisma: le altre condizioni possibili

Lo stesso Barbanti ha ricordato che un mal di testa “a rombo di tuono” può essere associato anche ad altre condizioni.

Tra queste possono esserci, ad esempio, dissezioni delle arterie cerebrali, trombosi venose cerebrali o una sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile, caratterizzata da spasmi temporanei dei vasi.

Esistono inoltre anche forme di cefalea a rombo di tuono nelle quali gli accertamenti non rilevano una causa vascolare grave.

È proprio questa varietà di possibili spiegazioni a rendere necessario evitare conclusioni affrettate.

La Tac e gli esami necessari

Quando una persona arriva in ospedale con un mal di testa violentissimo e improvviso associato a perdita di coscienza, uno dei primi esami che può essere utilizzato è la Tac cerebrale.

L’obiettivo è individuare rapidamente la presenza di eventuali sanguinamenti, alterazioni o altre anomalie intracraniche.

A seconda dei risultati e del momento in cui viene effettuato l’esame, i medici possono decidere di approfondire con ulteriori test, comprese indagini vascolari o risonanze.

Secondo le ricostruzioni pubblicate, anche Di Battista sarebbe stato sottoposto ad accertamenti radiologici. Ma i risultati non sono stati resi pubblici e, ancora una volta, non possono essere ricostruiti dall’esterno.

Perché un paziente neurologico può non essere immediatamente trasportabile

Un altro elemento importante riguarda il possibile rientro in Italia.

Quando esiste il sospetto di un problema neurologico acuto, il trasferimento aereo non è necessariamente immediato. Prima serve una valutazione della trasportabilità del paziente, il cosiddetto fit to fly.

Barbanti ha spiegato che, nel caso di alcune patologie cerebrovascolari acute, il paziente dovrebbe rimanere ricoverato e monitorato perché nelle prime fasi possono verificarsi complicazioni.

In caso di emorragia subaracnoidea, per esempio, uno dei problemi possibili è il vasospasmo cerebrale, cioè il restringimento dei vasi sanguigni, che può compromettere il normale afflusso di sangue ad alcune aree del cervello.

Ancora una volta: si tratta della spiegazione generale dello specialista e non della conferma che Di Battista presenti questa complicazione.

I medici italiani arrivati all’Avana

Alla valutazione delle condizioni di Di Battista stanno partecipando anche specialisti arrivati dall’Italia.

Nei giorni scorsi un’équipe del Policlinico Gemelli di Roma ha raggiunto Cuba per confrontarsi con i sanitari locali e valutare il quadro clinico e le condizioni necessarie per un eventuale trasferimento.

Barbanti ha osservato che, nel caso in cui vi fosse un problema vascolare, l’intervento di specialisti come neurochirurghi e neuroradiologi sarebbe decisivo per stabilire il trattamento più appropriato.

Il dato concreto, però, è che le decisioni vengono prese dai medici che hanno accesso diretto agli esami e alla situazione clinica.

Il segnale positivo: Di Battista è cosciente e comunica

Tra tante incognite c’è un elemento che nelle ultime ore ha portato sollievo.

Di Battista ha ripreso conoscenza ed è stato descritto come vigile. Ha comunicato con le persone a lui vicine e, secondo le ricostruzioni, è riuscito anche a utilizzare il telefono e a interagire attraverso i social.

Barbanti stesso ha osservato che la capacità di parlare e comunicare dopo il malore è un elemento rilevante nella valutazione generale.

Non significa naturalmente che il problema sia risolto, ma rappresenta uno dei segnali più incoraggianti emersi finora.

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Le prossime ore serviranno soprattutto a stabilire quando Di Battista potrà affrontare il viaggio verso l’Italia.

La notizia più importante, dopo la grande paura iniziale, resta il recupero dello stato di coscienza. Tutto il resto dipenderà dagli esiti degli esami e dalle valutazioni dell’équipe che lo sta seguendo.

Le ipotesi mediche possono aiutare a capire la gravità potenziale dei sintomi, ma non devono trasformarsi in titoli che anticipano una diagnosi che nessuno dei medici curanti ha ancora reso pubblica.

In una situazione così delicata, il confine tra informazione e speculazione è molto sottile. E rispettarlo significa anche rispettare Alessandro Di Battista, la sua famiglia e il lavoro dei sanitari che stanno cercando di riportarlo in Italia nelle migliori condizioni possibili.

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