Prima l’attacco politico, poi la replica. E non una replica diplomatica, ma una presa di posizione netta, personale, quasi indignata. Dopo le accuse del Movimento 5 Stelle sulla sua permanenza a Dubai mentre esplodeva la crisi tra Israele, Stati Uniti e Iran, il ministro della Difesa Guido Crosetto rompe il silenzio e risponde punto su punto.
Non solo per chiarire le circostanze del rientro. Ma per respingere quella che definisce una polemica “vergognosa e bassa”.
“Sto rientrando in Italia continuando a gestire la situazione”
Crosetto spiega di essere in fase di rientro, precisando di aver continuato a coordinare la gestione della crisi anche dall’estero:
“Sto rientrando in Italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero”.
Una sottolineatura importante: il ministro rivendica di non essere stato “isolato”, ma operativo, in costante collegamento con le strutture tecniche e con i partner internazionali.
Secondo quanto dichiarato, la sua presenza a Dubai non sarebbe stata un ostacolo, bensì utile nella gestione dei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti durante le ore più critiche.
Il rientro “da solo” e la scelta dell’aereo militare
Uno dei punti più sensibili riguarda le modalità del rientro. Crosetto annuncia che tornerà in Italia utilizzando un aereo militare, ma precisa due aspetti che diventano centrali nella sua replica politica.
Primo: viaggerà da solo.
“Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio”.
Secondo: ha deciso di lasciare temporaneamente la propria famiglia a Dubai, dopo essersi assicurato che non vi siano “rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”.
Una scelta che viene presentata come atto di responsabilità, non di privilegio.
Il bonifico triplo al 31° Stormo: “Per evitare attacchi”
Il passaggio più forte riguarda l’utilizzo del volo militare. Crosetto anticipa una possibile accusa e la neutralizza pubblicamente:
“Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato”.
La motivazione è esplicita:
“In modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”.
È un gesto politico oltre che simbolico. Il ministro vuole chiudere preventivamente il fronte polemico legato ai costi e all’uso di mezzi istituzionali.
“Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica”
La risposta si fa durissima quando Crosetto affronta direttamente le accuse del M5S:
“Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione”.
È un attacco frontale. Il ministro rivendica il proprio senso delle istituzioni e respinge ogni insinuazione sulla gestione della crisi.
Sulla qualità del suo operato, aggiunge con una formula che suona come sfida politica:
“Sulla qualità diranno altri”.
L’imprevedibilità dell’attacco a Dubai
Crosetto chiarisce anche il contesto che ha portato alla chiusura degli spazi aerei e al suo blocco temporaneo:
“Non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana”.
Ricorda che nella crisi precedente, definita più violenta dell’attuale, gli Emirati erano stati esclusi dalla reazione iraniana e l’aeroporto di Dubai era rimasto operativo.
In sostanza, sostiene che la chiusura degli spazi aerei non fosse prevedibile sulla base degli scenari precedenti.
I contatti internazionali: Emirati, Europa e Pentagono
Infine, Crosetto rivendica l’intensa attività diplomatica e militare svolta nelle ore più delicate:
gestione dei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti;
interlocuzioni con colleghi europei e mediorientali;
una call prevista con il Pentagono nella serata.
> “La mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati”.
Una frase che ribalta la narrativa dell’isolamento: non un ministro bloccato, ma un ministro impegnato in prima linea.
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Scontro politico aperto
La vicenda segna uno dei momenti più tesi della crisi mediorientale sul piano interno italiano.
Da una parte il M5S parla di “Italia all’oscuro” e di governo marginale negli equilibri internazionali.
Dall’altra Crosetto respinge le accuse e rivendica professionalità, operatività e senso dello Stato.
La polemica non è solo personale. È lo specchio di una frattura più ampia sulla politica estera italiana, sul rapporto con Stati Uniti e alleati, e sulla gestione delle crisi internazionali.
Il rientro del ministro in Italia potrebbe chiudere la questione logistica.
Ma quella politica, con ogni probabilità, è appena cominciata.



















