ULTIMO MINUTO – Arrivano le prime parole tremanti di Ranucci dopo l’attentato – VIDEO

A poche ore dalla doppia esplosione che ha distrutto le sue auto e quella di sua figlia davanti all’abitazione di Campo Ascolano, il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha rotto il silenzio. Davanti alla sede dei Carabinieri di via Trionfale, dove si è recato per formalizzare la denuncia, ha raccontato con lucidità e amarezza le prime ricostruzioni di quanto accaduto.

“Ho ricostruito con i carabinieri tutto quello che è successo ieri sera.

C’è una lista infinita di minacce, di varia natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria. I ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto. Io comunque mi sento tranquillo: lo Stato e le istituzioni mi sono sempre stati vicini in questi mesi.”

“Un salto di qualità preoccupante”

Ranucci ha definito l’attentato “un salto di qualità preoccupante”. Non solo per la violenza del gesto, ma per la scelta del luogo: proprio davanti alla sua abitazione, dove – ha ricordato – “l’anno scorso erano già stati trovati dei proiettili”.

Le due esplosioni, avvenute intorno alle 22, hanno distrutto completamente le vetture parcheggiate sotto casa, senza per fortuna provocare feriti. “È un messaggio che va letto per quello che è – ha detto Ranucci – un tentativo di intimidirci. Ma la paura non cambierà il nostro lavoro.”

Le indagini: l’ombra della matrice intimidatoria

Carabinieri e Digos stanno conducendo rilievi tecnici e acquisendo filmati di sorveglianza della zona. Gli investigatori ritengono “altamente probabile” la pista dell’intimidazione legata all’attività giornalistica di Ranucci e del suo team di Report.

Il giornalista, che da anni conduce inchieste su potere politico, criminalità e affari opachi, è già sotto tutela dello Stato dopo una lunga serie di minacce documentate e denunce. L’episodio di Campo Ascolano rappresenta però un salto di gravità senza precedenti.

Un simbolo sotto attacco

L’attentato ha scosso profondamente il mondo dell’informazione e della politica. In poche ore, da colleghi, cittadini e rappresentanti istituzionali, sono arrivate centinaia di messaggi di solidarietà.
La premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza “a nome del governo”, assicurando che “lo Stato non farà mai mancare la sua protezione a chi, come Ranucci, svolge un lavoro delicato per la verità e la democrazia”.

Dalle opposizioni, voci unanimi di sdegno. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha parlato di “atto eversivo e infame contro la libertà di stampa”.

La risposta di Ranucci: “Non mi fermeranno”

Nonostante la paura, il conduttore di Report ha ribadito la volontà di continuare a fare il suo lavoro.

“Non mi fermeranno. Non possono pensare che con le bombe o le minacce si spenga la luce dell’informazione. Continueremo a raccontare i fatti, con coraggio e rispetto per i cittadini.”

Ranucci ha ringraziato la sua redazione e le persone che gli hanno espresso vicinanza:

“Mi sono arrivati messaggi da tantissimi colleghi, e anche dalla gente comune. È questo che dà forza, più di qualsiasi intimidazione.”

La solidarietà di Milena Gabanelli: “La passione è più forte della violenza”

Anche Milena Gabanelli, fondatrice di Report, ha pubblicato un messaggio toccante:

“Sappiate una cosa, voi che avete messo quella bomba: nessuno potrà mai intimidire Sigfrido Ranucci e la squadra di Report.
La passione è più forte della violenza.”

Un abbraccio ideale tra due generazioni di giornalismo d’inchiesta, unite dalla stessa convinzione: la verità non si imbavaglia con la paura.

Leggi anche

VIDEO: LE PAROLE DI RANUCCI

Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni, ma il messaggio lanciato da Ranucci e dai colleghi di Report è già chiaro: nessuna bomba potrà far tacere chi difende il diritto dei cittadini a conoscere.

“La libertà d’informazione – ha detto – è un bene pubblico.
E come tutti i beni pubblici, va difesa da chi crede ancora nella democrazia.”

Un messaggio che suona come un monito e una promessa: nonostante tutto, la verità continuerà a essere raccontata.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini