Dalla notte in codice rosso al Santo Spirito alla Stroke Unit: tutte le novità sulla leader radicale
Il malore e il ricovero in codice rosso
La serata di domenica 30 novembre si è trasformata in ore di grande apprensione per il mondo politico italiano. Emma Bonino, 77 anni, è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma in codice rosso, dopo un malore improvviso.
Secondo le ricostruzioni, la leader di +Europa presentava una crisi/insufficienza respiratoria associata a problemi pressori, motivo per cui i medici hanno disposto l’immediato ricovero in terapia intensiva, dove ha trascorso tutta la notte sotto stretto monitoraggio.
Sin dalle prime ore, fonti sanitarie e di +Europa hanno parlato di una situazione “seria ma sotto controllo”: Bonino è sempre rimasta vigile e cosciente, in grado di interagire con i medici e con i familiari presenti.
Il trasferimento al San Filippo Neri: perché è stato deciso
Lunedì 1° dicembre è arrivata la novità principale: Emma Bonino è stata trasferita alla Stroke Unit dell’ospedale San Filippo Neri, sempre a Roma. A comunicarlo è stata l’Asl Roma 1, spiegando che la scelta è stata presa per garantirle un “setting appropriato” di cura, cioè un ambiente altamente specializzato rispetto al quadro clinico riscontrato.
La Stroke Unit è il reparto dedicato alle patologie neurologiche acute, in particolare agli ictus e ad altre condizioni che richiedono competenze specifiche e tecnologie avanzate di monitoraggio e intervento. Il trasferimento, quindi, non viene letto come un peggioramento improvviso, ma come il passaggio a una struttura considerata più idonea a seguire l’evoluzione del caso.
Nel nuovo ospedale la leader radicale è ricoverata al terzo piano, in un’area dotata di apparecchiature dedicate e personale altamente specializzato. Qui proseguiranno gli accertamenti diagnostici – esami strumentali e di laboratorio – che dovranno chiarire con precisione la natura del malore e le eventuali conseguenze neurologiche o respiratorie.
Le condizioni attuali: quadro stabile, Bonino è vigile
Le ultime informazioni ufficiali convergono su alcuni punti chiave:
le condizioni sono definite “stabili”;
la paziente è vigile, reagisce agli stimoli e interagisce con chi le è accanto;
la situazione resta delicata, ma non ci sono indicazioni di un peggioramento rispetto alle ore immediatamente successive al ricovero.
Il segretario di +Europa Riccardo Magi, uscendo dal San Filippo Neri, ha raccontato di aver trovato Emma “stanca e affaticata, provata da queste ore, ma presente e lucida”. Ha parlato di quadro “stabile” e di un “leggero miglioramento” rispetto alla notte, sottolineando che le prossime ore, con l’esito degli esami, saranno decisive per definire il percorso clinico.
Resta dunque la massima prudenza, ma il fatto che i medici e il partito continuino a descriverla come vigile e stabile viene considerato un segnale relativamente rassicurante, pur in un contesto di oggettiva gravità legato all’età e alla storia sanitaria della paziente.
La lunga battaglia con la malattia: dal microcitoma polmonare alla crisi respiratoria del 2024
Il ricovero di questi giorni si inserisce in una storia clinica complessa, che Emma Bonino ha sempre scelto di raccontare con grande trasparenza.
Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, una forma aggressiva di tumore al polmone. Dopo un lungo ciclo di cure – chemioterapia, controlli continui, periodi di forte debilitazione – nel 2023 aveva annunciato la conclusione vittoriosa delle terapie, dichiarandosi finalmente guarita.
Nell’ottobre 2024 aveva però dovuto affrontare un nuovo passaggio difficile: un ricovero di circa due settimane, sempre al Santo Spirito, per una grave crisi respiratoria. Una volta dimessa, aveva ricevuto la visita a sorpresa di Papa Francesco, che si era recato direttamente nella sua abitazione romana. La foto dei due, seduti uno di fronte all’altra in sedia a rotelle, era diventata un’immagine simbolo, condivisa dalla stessa Bonino sui social come segno di amicizia e di tenacia.
Il nuovo malore sembra dunque inserirsi in una fragilità respiratoria preesistente, conseguenza di una storia di malattia lunga e combattuta, che rende necessario un livello di attenzione sanitaria particolarmente elevato.
Il profilo politico: perché il Paese guarda alle sue condizioni
La preoccupazione che in queste ore si registra nel mondo politico non è casuale. Emma Bonino è una figura che, al di là delle appartenenze, viene considerata un punto di riferimento trasversale.
Radicale della prima ora, al fianco di Marco Pannella, è stata protagonista delle campagne per il divorzio, per la legge 194 sull’aborto, contro la pena di morte, per i diritti dei migranti e per un’Europa più integrata e democratica. Negli anni ha ricoperto incarichi di primo piano:
deputata e poi eurodeputata;
commissaria europea per gli aiuti umanitari e le politiche dei consumatori;
ministra del Commercio internazionale nel governo Prodi;
ministra degli Esteri nel governo Letta;
vicepresidente del Senato;
infine fondatrice e leader di +Europa, formazione liberal-democratica ed europeista.
Per questo, nelle ultime ore, da destra a sinistra si susseguono messaggi di vicinanza: parlamentari, ministri, ex avversari politici ricordano la sua “coerenza radicale” e la capacità di sostenere battaglie impopolari mantenendo sempre toni razionali e rispettosi.
Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, ha definito Bonino “un patrimonio della nostra cultura politica”, sottolineando come il Paese “abbia ancora bisogno della sua voce”. Dal fronte progressista, leader e militanti rilanciano l’hashtag #ForzaEmma, che in poche ore è entrato tra i temi più discussi sui social.
L’affetto di +Europa e l’appello di Magi: “Emma è una grande lottatrice”
Davanti al San Filippo Neri, Riccardo Magi ha voluto trasformare l’aggiornamento medico in un messaggio politico e umano:
“Emma è una grande lottatrice, siamo con lei. C’è una stima e un affetto enormi che arrivano da amici e avversari, dalle istituzioni e dai cittadini. L’aspettano tutti.”
Il segretario di +Europa ha ringraziato i medici dei due ospedali – Santo Spirito e San Filippo Neri – sottolineando la professionalità e la rapidità con cui è stato deciso il trasferimento verso un reparto più specializzato. Ha poi rivolto un pensiero diretto alla leader radicale, quasi fosse un messaggio in diretta: “Forza Emma, ti aspettiamo”.
All’esterno dell’ospedale si sono già visti alcuni militanti storici del Partito Radicale e di +Europa, oltre a esponenti delle associazioni con cui Bonino ha condiviso campagne sui diritti civili, sulla cooperazione internazionale e sull’Europa.
Cosa succede nelle prossime ore
La fase attuale è quella degli accertamenti approfonditi. Nella Stroke Unit del San Filippo Neri Bonino è sottoposta a monitoraggio continuo dei parametri vitali e a una batteria di esami – neurologici, cardiologici e respiratori – che dovranno chiarire l’origine del malore e indicare la terapia più adeguata.
I medici si sono riservati di parlare solo attraverso bollettini ufficiali, nel rispetto della privacy della paziente. È atteso un aggiornamento formale nelle prossime ore, che dovrebbe fornire qualche elemento in più su prognosi e tempi di degenza.
Sul piano politico, è probabile che la stessa Bonino – se le condizioni lo consentiranno – annunci una tregua dagli impegni pubblici, come già avvenuto in passato dopo i ricoveri più impegnativi, per concentrarsi sulla riabilitazione e sulla cura.
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Il ricovero d’urgenza e il trasferimento alla Stroke Unit hanno riportato improvvisamente Emma Bonino al centro dell’attenzione nazionale, ma questa volta non per una battaglia politica o una campagna civile.
Le notizie di queste ore – condizioni stabili, paziente vigile, cure in reparto altamente specializzato – permettono un cauto sollievo, pur dentro un quadro che resta serio. Ma il dato forse più significativo è la reazione corale del Paese: la leader radicale viene percepita come una sorta di “coscienza laica” della Repubblica, capace di tenere insieme rigore, passione civile e rispetto degli avversari.
In attesa dei prossimi bollettini medici, l’immagine che molti hanno negli occhi è quella del terrazzo di casa Bonino, quando – dopo l’ennesima prova della malattia – si è ritrovata al sole con Papa Francesco, entrambi in sedia a rotelle, a testimoniare che la dignità non dipende dalla forza fisica ma dalla tenacia con cui si attraversano le prove.
Oggi quella tenacia è tornata a essere il capitale più prezioso su cui fare affidamento. Il resto lo diranno la scienza e il tempo, mentre dall’esterno, in modo quasi unanime, si leva un solo augurio: che Emma Bonino possa tornare presto a discutere, criticare e pungolare la politica italiana, come ha sempre fatto in questi ultimi cinquant’anni.



















