Dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su un presunto passo indietro di Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, arriva la smentita ufficiale di Giuseppe Conte.
A margine di un evento a Villa Nazareth, l’ex premier ha chiarito che non c’è stata alcuna comunicazione formale di dimissioni, né segnali in tal senso durante la riunione dei gruppi parlamentari.
“Ieri abbiamo fatto, come spesso accade, un confronto in congiunta e non c’è stato nessun annuncio di dimissioni, io non ho ricevuto nulla”, ha dichiarato Conte ai giornalisti.
“Sono io che ho nominato la vicepresidente”
L’ex presidente del Consiglio ha voluto inoltre ribadire il quadro organizzativo interno del Movimento, sottolineando che una decisione del genere gli sarebbe stata comunicata in via diretta:
“Permettetemi di dire che sono il presidente che ha nominato la vicepresidente. Credo che, se ci fossero dimissioni, sarebbero arrivate prima a me. Non sono arrivate.”
Conte ha anche ricordato che il Movimento si trova in una fase di rinnovo della leadership, con un voto interno ormai imminente:
“In questo contesto non avrebbe neppure nessuna logica, perché devo andare in votazione per quanto riguarda il rinnovo della presidenza, e quindi scadono automaticamente anche i vicepresidenti.”
Il caso Appendino e le tensioni post-Toscana
Le parole di Conte arrivano dopo le rivelazioni di Domani, secondo cui Chiara Appendino avrebbe messo sul tavolo le proprie dimissioni durante l’assemblea congiunta di deputati e senatori, chiedendo una riflessione profonda sul radicamento del Movimento e sulle alleanze con il Partito Democratico dopo il deludente risultato in Toscana (4,4%).
Appendino, secondo fonti interne, avrebbe espresso malumori politici più che personali, invitando a rivedere “temi e priorità identitarie”, oltre al rapporto con i dem, giudicato “poco utile al rilancio del Movimento”.
Conte calma le acque ma il confronto resta aperto
La smentita di Conte chiude, almeno formalmente, la vicenda delle dimissioni, ma non risolve il dibattito interno su strategia e identità del M5S.
Dopo il risultato toscano e i sondaggi Demopolis che lo collocano al 12,4% a livello nazionale, cresce infatti la preoccupazione tra i vertici grillini per una perdita di slancio rispetto al periodo pre-Draghi.
Chiara Appendino, figura popolare e considerata vicina alla base militante, resta una voce influente nel partito. E la sua richiesta di “riconsiderare temi e alleanze” riflette una tensione reale tra chi vorrebbe un ritorno alle origini e chi spinge per una linea più dialogante con il centrosinistra.
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Per ora, Conte nega la crisi e prova a mantenere i toni bassi, ma la discussione sulla direzione politica del Movimento 5 Stelle è tutt’altro che chiusa.
Il congresso e il voto per il rinnovo della presidenza saranno il vero banco di prova: capiremo allora se il Movimento di Conte e Appendino marcerà ancora compatto o se le crepe interne si allargheranno in una nuova stagione di scontri interni.



















