Roma, 19 ottobre 2025 – Redazione Politica
Il Movimento 5 Stelle entra ufficialmente in una fase cruciale della propria vita politica. Dopo le dimissioni di Chiara Appendino dal ruolo di vicepresidente e le tensioni interne esplose nelle ultime settimane, il partito fondato da Beppe Grillo ha annunciato la convocazione straordinaria dell’assemblea degli iscritti per eleggere il nuovo presidente.
La consultazione si svolgerà interamente online, dalle ore 10 di giovedì 23 ottobre fino alle ore 18 di domenica 26 ottobre 2025, sulla piattaforma ufficiale del Movimento (portale.movimento5stelle.eu).
Solo un candidato in corsa: Giuseppe Conte
Come si legge nell’avviso ufficiale firmato dalla vicepresidente vicaria Paola Taverna e dal presidente del Comitato di Garanzia Roberto Fico, la procedura di autocandidatura ha prodotto 76 proposte, ma solo 21 sono state ritenute idonee a passare alla fase di raccolta firme.
Alla fine, un solo candidato ha raggiunto il numero necessario di sottoscrizioni per accedere al voto finale: Giuseppe Conte, leader uscente e presidente dimissionario.
Gli iscritti saranno dunque chiamati a esprimere un voto favorevole o contrario alla sua rielezione, in una formula che ricorda i referendum interni già utilizzati in passato dal Movimento per ratificare decisioni politiche cruciali.
Chi potrà votare
Secondo quanto previsto dallo Statuto del M5S, potranno partecipare alla consultazione solo gli iscritti attivi da almeno sei mesi.
Sono esclusi dal voto:
gli iscritti sospesi, anche in via cautelare;
gli iscritti esclusi dall’associazione, anche con provvedimento non definitivo;
i sostenitori non in regola con i requisiti statutari.
Gli aventi diritto riceveranno nelle prossime ore una e-mail con il link personale per accedere all’area di voto. In alternativa, potranno votare direttamente dal proprio profilo sul portale ufficiale del Movimento.
Un voto decisivo dopo settimane di tensione
La convocazione arriva in un momento di forte instabilità interna per il Movimento 5 Stelle.
Le dimissioni di Chiara Appendino, che ha denunciato pubblicamente “una perdita di identità” e “un’eccessiva normalizzazione” del M5S, hanno aperto una discussione profonda tra i vertici e la base.
Il messaggio dell’ex sindaca di Torino – in cui chiedeva “una svolta radicale per tornare a rappresentare chi si sente ai margini” – ha trovato consenso tra molti attivisti e amministratori locali, ma anche irritazione nei vertici vicini a Conte.
La consultazione del 23-26 ottobre, quindi, non sarà soltanto un voto formale sulla leadership, ma un test politico sulla fiducia interna verso Conte e sulla sua capacità di rilanciare il Movimento dopo un periodo di risultati elettorali deludenti.
Conte verso la riconferma, ma la base chiede un cambio di rotta
Nonostante la presenza di un solo candidato, l’esito della votazione non è considerato scontato.
Il “sì” a Conte resta altamente probabile, ma gli osservatori sottolineano come l’eventuale numero di voti contrari o di astensioni sarà un indicatore del malessere interno.
Nei forum online e nei canali territoriali del Movimento, molti attivisti chiedono una linea più autonoma dal Partito Democratico, un ritorno ai temi originari dell’ambientalismo, della giustizia sociale e della lotta ai privilegi, e una comunicazione più incisiva sul territorio.
Conte, dal canto suo, avrebbe già pronto un nuovo documento politico in vista della riconferma, in cui proporrà una riorganizzazione della struttura territoriale e un rilancio della campagna sul salario minimo, tema simbolo per il M5S.
La firma di Taverna e Fico: “Voto nel pieno rispetto delle regole statutarie”
Nel comunicato ufficiale, Paola Taverna e Roberto Fico garantiscono la massima trasparenza del processo elettorale, specificando che la piattaforma è stata aggiornata per “garantire sicurezza, tracciabilità e anonimato del voto”.
“È il momento di votare per il rinnovo dell’incarico di Presidente del Movimento 5 Stelle”, scrivono i due dirigenti.
“In considerazione della presenza di una sola candidatura, gli iscritti saranno chiamati a esprimere il proprio voto favorevole o contrario all’elezione di Giuseppe Conte.”
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Conclusione: un voto che vale più della leadership
Quella del 23-26 ottobre sarà molto più di una formalità interna: rappresenterà un banco di prova per l’intero Movimento 5 Stelle, chiamato a decidere non solo se confermare Conte, ma quale direzione politica intraprendere in un momento di difficoltà e di calo di consensi.
Se la rielezione del presidente appare certa, il dato politico vero sarà il livello di partecipazione e la percentuale di consenso effettivo che Conte riuscirà a ottenere.
Perché, come ammettono anche diversi esponenti di lungo corso del M5S, “non si tratta solo di eleggere un presidente, ma di capire se il Movimento ha ancora una casa comune in cui riconoscersi.”



















