ULTIMO MINUTO -Conte l’annunciato a tutti. Li abbiamo fermati alla Camera – Ecco che ha fatto il m5s

Il maxi ricorso: chi voleva riavere il vitalizio e perché

Il 16 luglio 2025 il Collegio d’Appello della Camera dei Deputati ha respinto un ricorso presentato da circa 1.300 ex deputati, che chiedevano di annullare la delibera Fico del 2018. Tale delibera, voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle, introdusse il ricalcolo dei vitalizi secondo il metodo contributivo, riducendo drasticamente l’importo dell’assegno per molti ex parlamentari.

A presentare il ricorso sono stati nomi noti della politica del passato, tra cui Italo Bocchino, Claudio Martelli, Ilona Staller, Mario Landolfi, Gianni Alemanno, Paolo Guzzanti, Giovanni Minoli, Luciano Violante, Rosa Russo Iervolino e molti altri. Alcuni degli ex deputati hanno anche invocato presunti profili di incostituzionalità del taglio, sostenendo che la delibera violasse il principio del legittimo affidamento.

Il Collegio, però, ha ribadito la piena legittimità della delibera del 2018, sostenendo che essa rientra nelle prerogative dell’autonomia regolamentare di Montecitorio e che i ricorrenti non hanno presentato elementi giuridici nuovi o fondati per giustificare un riesame.

La portata economica del ricorso

Secondo le stime riportate da Policy Maker Magazine, il costo del ripristino integrale dei vitalizi avrebbe potuto superare i 40 milioni di euro l’anno, con assegni mensili in molti casi superiori ai 3.000 euro netti. Alcuni ex parlamentari avevano ricevuto una decurtazione superiore al 50%, arrivando a vedersi ridurre vitalizi da oltre 4.000 euro a meno di 2.000.

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il M5S ha assunto una posizione ferma: il ripristino dei vitalizi sarebbe un “insulto alla dignità” dei cittadini in difficoltà. Il capogruppo Stefano Patuanelli ha ammonito che ripristinare questi privilegi “mentre milioni di italiani lottano per sopravvivere” sarebbe un segnale inaccettabile . Giuseppe Conte lo ha definito uno “scempio” e “un ritorno al malloppo” .

Conte: “Abbiamo salvato una battaglia storica del M5S”

Nel pomeriggio di ieri, Conte ha annunciato il risultato del Collegio d’Appello a Montecitorio:

“Abbiamo ottenuto un risultato importante qui alla Camera con riguardo a una storica battaglia del Movimento 5 Stelle… i 1.400 ex deputati volevano rimettersi in tasca i vitalizi. Eravamo presenti nel collegio d’Appello di Montecitorio, abbiamo respinto questa richiesta… quando il Movimento 5 Stelle non c’è a decidere, i privilegi ritornano… al Senato… hanno ripristinato i vitalizi” .

Conte ha evidenziato il contrasto tra la Camera – dov’è presente il M5S e il taglio è stato confermato – e il Senato, dove invece un collegio analogo ha deciso per il ripristino dei vitalizi, quando il M5S non era coinvolto .

Il contesto politico e sanitario

Secondo il leader M5S, la questione dei vitalizi mette in luce una problematica più ampia: lo spostamento di risorse verso privilegi politici, mentre milioni di cittadini affrontano liste d’attesa sanitarie, pensioni minime insufficienti e un generale impoverimento. In Senato, dove il Movimento non era presente, gli assegni sono tornati – una conferma, secondo Conte, che senza la presenza attiva del M5S la tendenza è al ritorno ai privilegi .

Il respingimento del ricorso sul vitalizio segna una tappa importante per la credibilità della battaglia del Movimento 5 Stelle contro i privilegi della politica. La presenza attiva del M5S nel Collegio d’Appello ha giocato un ruolo chiave per respingere una misura che avrebbe inciso negativamente sul bilancio della Camera e sull’immagine delle istituzioni.

In un momento in cui molti cittadini fanno i conti con salari bassi, inflazione e difficoltà crescenti nei servizi pubblici – dalla sanità alla scuola – l’idea che centinaia di ex parlamentari potessero riottenere assegni da migliaia di euro al mese ha suscitato indignazione diffusa.

Il M5S si presenta così, ancora una volta, come argine a una politica che rischia di voltare le spalle ai cittadini. La battaglia sui vitalizi non è soltanto una questione economica: è un simbolo. E con questa decisione, il simbolo della sobrietà e della giustizia sociale ha vinto.

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La decisione del Collegio d’Appello di Montecitorio non è solo un atto amministrativo, ma un segnale politico forte: la lotta ai privilegi non è finita, e può ancora produrre risultati concreti quando c’è la volontà di difendere l’interesse collettivo. Il Movimento 5 Stelle rivendica con orgoglio questa vittoria, ricordando che il taglio dei vitalizi non è un atto di propaganda, ma una scelta di coerenza, equità e rispetto verso i cittadini.

In un Paese dove crescono le disuguaglianze e si fatica ad arrivare a fine mese, la prospettiva di reintrodurre assegni d’oro a chi ha già beneficiato di ampi vantaggi istituzionali appariva inaccettabile. Fermare questo ritorno al passato significa riaffermare un principio semplice ma fondamentale: chi ha rappresentato lo Stato deve dare l’esempio, non pretendere privilegi. E oggi, almeno alla Camera, questo principio ha avuto la meglio.

 

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