Roma, 23 ottobre 2025 – Alla vigilia del voto online per la conferma della sua presidenza, Giuseppe Conte sceglie di alzare i toni. In una lunga diretta sui social, l’ex premier ha lanciato un duro messaggio ai democratici, chiudendo di fatto le porte a qualsiasi ipotesi di alleanza automatica con il Partito Democratico.
“Alleati col Pd? No, non lo siamo – ha detto Conte –. Saremo alleati solo se e quando riusciremo a definire un programma di forte impronta progressista. Noi dobbiamo restare indipendenti e sempre scomodi, ma dalla parte giusta.”
Una posizione che conferma la linea del Movimento 5 Stelle: collocazione nell’area progressista, ma nessuna fusione politica.
“Siamo progressisti indipendenti”: la nuova linea di Conte
Durante la diretta, Conte ha ricordato come il Movimento debba continuare “a essere una forza autonoma e identitaria”, capace di incidere con le proprie proposte, anche quando scomode.
“Nel Movimento ho trovato casa – ha dichiarato –. Andiamo avanti insieme, più scomodi che mai. Essere scomodi significa non cercare compromessi al ribasso, ma dire la verità e difendere i cittadini, anche quando questo disturba i poteri forti.”
Il leader pentastellato ha quindi ribadito che un’alleanza col Pd potrà esistere solo su basi programmatiche, e non su logiche elettorali. “Solo se definiremo un piano chiaro su temi come immigrazione, sicurezza, giustizia sociale e politica estera – ha detto – potremo parlare di coalizione. Ma non prima.”
Il voto per la presidenza M5S: Conte unico candidato
Nel frattempo è partita la consultazione online per eleggere il nuovo Presidente del Movimento 5 Stelle. Le urne digitali resteranno aperte fino a domenica 26 ottobre, e Conte è l’unico candidato in corsa.
La sfida, più che sul nome, si gioca sulla partecipazione: i vertici del Movimento puntano a un’affluenza alta per consolidare la legittimazione politica dell’attuale leadership. “Votate, fate sentire la vostra voce”, è l’appello diffuso in queste ore dai principali esponenti 5 Stelle.
Dopo il voto, Conte potrà avviare il “Conte bis”, un profondo rinnovamento dell’organigramma con la nomina di nuovi vicepresidenti, necessaria anche dopo le dimissioni di Chiara Appendino, che ha riacceso il dibattito interno chiedendo “coraggio e radicalità” e denunciando la “normalizzazione” del Movimento.
Appendino contro il “campo largo”: “Ci stiamo snaturando”
Le parole di Appendino hanno creato agitazione tra i militanti. In un’intervista rilasciata oggi, l’ex sindaca di Torino ha attaccato la strategia dell’attuale vertice, criticando la ricerca di intese con il centrosinistra:
“A forza di inseguire il progetto del campo largo ci stiamo normalizzando. Il Movimento deve restare diverso dagli altri partiti.”
Appendino ha assicurato che non intende fondare correnti interne, ma ha chiesto un “cambio di rotta netto” e maggiore partecipazione dal basso, segnalando così un malessere diffuso tra i territori.
Grillo rilancia la battaglia sul simbolo: “È mio”
Come se non bastasse, nelle stesse ore si riaccende anche la tensione con Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento, ormai ai margini della vita politica ma ancora formalmente detentore del simbolo originario, è tornato a farsi sentire dal sito www.movimento5stelle.it, riattivato nei mesi scorsi in contrapposizione al dominio ufficiale “.eu” controllato dalla dirigenza attuale.
Sul sito è comparso un documento ufficiale, firmato da Grillo, in cui si legge che l’Associazione Movimento 5 Stelle “mantiene la titolarità dei simboli storici e dei domini web originali”, rivendicando così la proprietà legale e morale del marchio.
Secondo l’avvocato Lorenzo Borrè, esperto delle vicende legali interne ai 5 Stelle, Grillo “potrebbe avere le carte in regola per rivendicare l’uso esclusivo del simbolo”, un’eventualità che aprirebbe una nuova frattura con l’attuale vertice.
Una vigilia tesa ma concreta per Conte:
Il voto online, che dovrebbe incoronare nuovamente Giuseppe Conte alla guida del Movimento, si svolge dunque in un clima di tensione:
sul piano politico, con il rifiuto di alleanze automatiche con il Pd;
sul piano interno, con le dimissioni di Appendino e il ritorno di Grillo sulla scena;
sul piano legale, con la questione ancora aperta sulla titolarità del simbolo.
Conte cerca di mantenere la barra dritta, puntando sulla sua visione di “progressismo indipendente” e su una nuova stagione di riforme interne.
“Non tutto va bene nel Movimento, e dobbiamo dircelo. Ci sono gruppi che lavorano male, chiusi in sé stessi. Ma la nostra vocazione non è la chiusura: dobbiamo tornare tra le persone, finanziare progetti e ricostruire fiducia. Solo così potremo incidere davvero.”
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La rielezione di Conte non è in discussione, ma il Movimento 5 Stelle esce da questa settimana più agitato che mai: tra le polemiche con il Pd, la sfida sul simbolo di Grillo e il malumore dei territori, la nuova leadership dovrà dimostrare di saper unire e rilanciare un partito che rischia di essere di nuovo attraversato da vecchie crepe.



















