ULTIMO MINUTO – Il messaggio forte di Conte: si schiera con Sanchez contro Meloni, Trump e Rutte

TRIESTE, 27 giugno 2025 – Durante il convegno organizzato dalla CGIL a Trieste, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha lanciato un duro affondo contro l’atteggiamento dell’Italia – e in particolare del governo Meloni – nei confronti degli Stati Uniti e dell’accordo siglato a L’Aia per portare la spesa militare dei Paesi NATO al 5% del PIL entro il 2035.

Parlando davanti a una platea attenta e partecipe, Conte ha ribadito la sua posizione critica sull’allineamento incondizionato all’agenda internazionale dettata da Washington e ha elogiato la scelta di Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo, che ha annunciato la volontà del suo governo di non aderire all’impegno sul riarmo.

“Trump è tornato più aggressivo, ma non possiamo arrenderci”

“Non sto trascurando la difficoltà oggi di rapportarsi con gli Stati Uniti”, ha dichiarato l’ex premier, “soprattutto con un’amministrazione che si presenta molto aggressiva anche sul piano commerciale. Ma non si possono calare le brache. Bisogna organizzarsi”.

Secondo Conte, la leadership statunitense, oggi come ieri, mira a ottenere condizioni favorevoli a scapito degli equilibri economici europei. “Trump è tornato più agguerrito rispetto al primo mandato – ha spiegato – e vuole raggiungere obiettivi che aveva già annunciato: riequilibrare la bilancia commerciale a favore degli Stati Uniti, soprattutto rispetto all’Unione Europea”.

Un’Europa debole e frammentata

Conte ha denunciato l’assenza di una strategia comune da parte dell’Unione Europea, accusando i governi europei – e in particolare quello italiano – di non aver avuto il coraggio di contrastare la linea americana con una posizione unitaria.

“La vera vergogna – ha sottolineato – è aver lasciato solo Pedro Sánchez. Bisognava lavorare con lui, fare fronte comune. È inaccettabile che l’unico leader europeo ad aver detto ‘no’ al 5% sia stato abbandonato, mentre gli altri si sono subito accodati”.

“Meloni si piega, l’Italia non difende più la sua sovranità”

L’accusa più pesante è stata rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, colpevole – secondo Conte – di seguire passivamente le direttive di Washington senza tutelare gli interessi nazionali.

“Abbiamo una premier che non sa dire no, che prende ordini dall’estero e li esegue. Questo è un problema di sovranità democratica e di responsabilità politica verso i cittadini italiani”, ha dichiarato.

Conte ha ricordato come l’adesione all’obiettivo del 5% del PIL in spesa militare comporterà un aggravio strutturale per i conti pubblici italiani, quantificabile in circa 100 miliardi di euro l’anno nel 2035, e in circa 400 miliardi complessivi da qui a dieci anni.

“L’America ha un debito mostruoso, e cerca di scaricarlo sugli altri”

Nel suo intervento, Conte ha anche sottolineato come l’aggressività della linea americana derivi da una situazione economica interna precaria.

“Trump si ritrova con un debito pubblico altissimo e con difficoltà industriali crescenti – ha spiegato – e spara alto per ottenere vantaggi per gli Stati Uniti. Ma questo non significa che l’Europa debba accettare qualsiasi diktat. Serve un’Europa più forte, più autonoma, capace di fare scelte strategiche senza genuflettersi”.

Una sfida per l’Europa e per la pace

Le parole dell’ex premier arrivano in un momento delicato per gli equilibri internazionali, segnato dal protrarsi del conflitto in Ucraina, dalla tensione nel Mediterraneo e da una crescente pressione per l’aumento della spesa militare nei Paesi europei.

Conte ha voluto ribadire la posizione storica del Movimento 5 Stelle: “No al riarmo, sì alla diplomazia e alla cooperazione. Non è con più armi che si costruisce la sicurezza, ma con più diritti, più dialogo e più investimenti nei settori strategici per la pace e la coesione sociale”.

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Conclusione: l’Italia non può restare spettatrice

Con il suo intervento a Trieste, Giuseppe Conte ha rilanciato un tema centrale nel dibattito politico europeo: l’equilibrio tra sicurezza, autonomia strategica e sostenibilità economica. Il suo appello alla coesione europea, alla responsabilità politica e alla difesa del welfare contro la corsa al riarmo rappresenta una visione alternativa all’attuale linea governativa.

Ma la domanda resta: l’Italia saprà tornare a giocare un ruolo attivo e critico in Europa, oppure continuerà a seguire gli ordini senza discutere, lasciando che siano altri – come la Spagna – a portare avanti le battaglie più scomode per la dignità e la pace?

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